Uno degli argomenti caldi di questa primavera è stata la decisione di selezionare un RB ed un LB "classico" nel primo giro, una decisione che avrebbe povuto provocare un ampio dibattito su come il valore posizionale puro debba sposarsi con l’analisi della classe e la situazione delle varie squadre, nonché con l’importanza del fit ambientale.
(Invece, l’analisi,specie su queste sponde, si può riassumere nel classico moderno tra "LoLions, avete cannato il draft!")
Una delle critiche più comuni che è stata fatta è che le scelte al primo sarebbero state delle "reach" e che i giocatori scelti sarebbero stati disponibili alle scelte successive.
Per Gibbs, sono subito filtrate notizie che avrebbe ricevuto interesse tra la 15° circa mentre Jack Campbell era fermamente sul radar dei Bucs, secondo un video rilasciato dagli stessi Bucs.
Secondo il video, la squadra della Florida aveva centrato le sue attenzioni su Campbell e su il DT Calijah Kancey da Pitt. Se i Lions avessero scelto Kancey alla 18, Tampa avrebbe selezionato Campbell alla 19 (e viceversa).
La selezione dei Lions (che non sembra sorprendere la war room dei Buccaneers, tra l’altro) ha semplicemente facilitato la scelta ma, a differenza di quanto facevano i mock drafters, almeno due squadre avevano JCamp come LB1 e con un primo grado.
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Perché Campbell ha riscosso questo interesse? Kelvin Sheppard spiega che si tratta di un prospetto che "dormi-mangia-sogna il football", che durante la stagione non teneva pulita la camera perché "ha tempo per queste quisquilie durante la stagione" e con una capacità mentale nell’analizzare il gioco che non si trova spesso. A questo si aggiungono delle potenzialità fisiche che la difesa di Iowa, tutta basata sul fermare la corsa, non ha sfruttato ma che potrebbero avere cittadinanza tra i professionisti (diciamo, in una parola, blitz).
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Che Frank Ragnow sia un duro lo sapevamo di già, del resto stiamo parlando di una persona che ha giocato con la laringe fratturata ed è cosa nota che lo scorso anno Frank ha giocato con un brutto infortunio al piede senza che il suo rendimento uscisse dalla top tre nel suo ruolo (Pro-Bowl compreso). Ora, a bocce ferme e con la preparazione del 2023 che inizia a prendere i giri, Ragnow ha spiegato di aver subito un grave infortunio alla placca plantare che gli ha impedito di allenarsi decentemente durante tutta la stagione e lo ha costretto al tutore dopo più di una partita. L’infortunio è ormai inoperabile ed i Lions con il giocatore devono essere intelligenti nella gestione ma, secondo Ragnow, quest’anno non dovrebbe essere brutale come quello appena trascorso anche se il dito continuerà a dargli dei problemi, probabilmente a vita.
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La decisione della NFL di assegnare ai Lions la ribalta nazionale della partita contro i Chiefs campioni in carica ha fatto voltare più di qualche testa (salutiamo gli scettici di inizio articolo) ma il riassunto della scelta della NFL è che certe vetrine ci si guadagnano ed i Lions se lo sono decisamente guadagnati con il loro finale di 2022.
And the last time we all saw Detroit, they were winning eight out of 10 games, and went into Lambeau and knocked the Packers out of the playoffs [Grassetto mio NdR]—so the definition of having earned your way into some additional national exposure.
- Sempre Sport Illustrated ci mostra quanto siano salite le aspettative rispetto allo scorso anno, assegnando a Detroit la copertina per il reveal schedule in un pezzo che mette in mostra la cultura che DC sta cercando di far crescere: quella di una squadra in cui il livello di aspettative sui giocatori e coach si autoregola
The standards were set, and [the players] were the barometer. They were the regulators. They were the ones who said, ‘Listen, this is how we go about our business. The coaches, we’re out of the world […].
Gli standard ci sono, e [i giocatori] sono il barometro. Sono i controllori. Sono quelli che dicono "Ascolta, questo è come badiamo ai nostri affari qui. Gli allenatori, sono fuori da questa dinamica […]"
Un pezzo decisamente importante (e tranquillizzante?) per noi che non siamo abituati a questo genere di aspettative.
