Un minuto per parlare di Jameson Williams oggi.

Avrei voluto scrivere questo post ieri ma mi pesava, quindi mi trovo in netto ritardo ma, per favore, seguitemi (ed iscrivetevi al gruppo telegram, se non lo avete ancora fatto, visto che troverete bella gente e discussioni interessanti).

Ieri sera, Williams ha avuto un pessimo inizio di allenamento: un paio di drop seguiti da un PBU forzato da una delle sorprese di questo campo, il CB Starling Thomas V che ha alzato i toni, facendo perdere le staffe al ricevitore secondo anno che lo avrebbe colpito con un pugno.

Questo è tutto quanto è successo secondo uno dei più noti aggregatori di notizie di twitterX:

ed è stato ripreso da altri account che pubblicano notizie “di seconda mano” che è un po’ quello che faccio pure io (anche se io ho la scusa di quei 7241km) ma per assicurarsi engagement e visibilità, diciamo che ci mettono un po’ di aggressività in più, magari per pompare una certa narrativa per usare un termine di moda.

Non che quello che è stato scritto non sia successo ma facciamo il confronto con quello che scrive Jeremy Reisman di Pride Od Detroit.

Questo invece è Nick Baumgarder, giornalista e editor per il draft di TheAthletic::

Sono due take più bilanciati, il primo che dà un resoconto più accurato di quanto accaduto ad Allen Park ed il secondo che ribadisce come Williams a causa di un anno praticamente perso nel 2022.

Lo so, ha giocato 6 partite ma la squadra aveva miracolosamente rivoltato l’annata ed era in lotta playoff. Quanto tempo pensate sia stato davvero dedicato a “dobbiamo vedere cosa abbiamo in Williams” rispetto a “Quali sono le tendenze difensive dell’avversario di domenica”?

Jameson ha bisogno di sfruttare tantissimo questo training camp e questa preseason per poter entrare in campo week 7 e non essere alieno al gioco come la scorsa stagione.

Non è detto che ci riesca, ci sono motivi per avere dei dubbi ma vendere la narrativa del “bust” dopo il primo allenamento con le protezioni è ingeneroso.

Scrivere cose simili, poi, è solo acchiappaclick:

I Lions hanno investito molto su Williams, non lo lasceranno andare senza averle provate eventualmente tutte.

Riguardo il pugno/colpo a Thomas: i momenti di tensione tra compagni ai training camp sono merce spiccia. Difensori ed attaccanti non si amano particolarmente, gli UDFA hanno i loro crucci verso i giocatori di nome o scelti alti al draft (del resto, si devono far posto in squadra) mentre questi ultimi spesso vorrebbero essere trattati con un certo rispetto dai primi (del resto, la squadra ha chiaramente indicato di puntare su di loro).

Fraintesi, nervi a fior di pelle e quant’altro sono all’ordine del giorno, pugni compresi; negli allenamenti congiunti, poi, la rissa globale è sempre dietro l’angolo.

Ai coach non sono cose che piacciono troppo perché fanno perdere tempo utile ma questi episodi mostrano anche la competitività tra i giocatori e, sotto sotto, qualcuno può anche apprezzare. È una linea sottile, come spiegò DC alcuni anni fa: bisogna competere al massimo, arrivando anche sul filo dello scontro ed idealmente fermarsi lì.

Idealmente, appunto.

Sono cose che capitano, sono già capitate e capiteranno ancora.

Non solo a Detroit.

Provate semplicemente a mettere questa stringa magica nel vostro motore di ricerca preferito: “training camp skirmish”

Dato un’occhiata?

Passiamo ad altro, allora.


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