
Realmente, avere una partita in orario vedibile il sabato sera e dover assistere a questo spettacolo non fa piacere ma, da un certo punto di vista, aiuta a ricordare a cosa serve la preseason: valutare giocatori e situazioni, magari in situazioni limite.
In questo senso, di indicazioni i coach ne dovrebbero aver ricevute molte anche dalla partita di ieri sera: attacco completamente fuori sincrono per tutta la partita, tranne per un drive decente coronato dal TD di Chase Cota (vedi sotto) ad inizio secondo tempo con la linea di riserva che non apriva varchi per il gioco di corsa e consentiva pressione sul quarterback quasi ad ogni snap.
Si aggiunga che Teddy B. aveva tipo tre allenamenti con la sua nuova squadra in corpo e che Nate Sudfeld ha tenuto la sua media di preseason (3 intercetti in quattro quarti per lui) e l’asfittica prova offensiva è ben spiegata.
Molto meglio la difesa, spesso costretta a lavorare in posizioni difficili da intercetti e quarti down che, in stagione, griderebbero vendetta al cielo al punto che i 25 punti subiti sono un buon risultato. Malgrado ciò, l’unità di Aaron Glenn ha messo in mostra alcuni giovani promettenti e la già percepita profondità nel fronte difensivo con le dovute eccezioni ma la valutazione passa anche per i voti negativi.
Più che una cronaca a senso unico e fatta di terzi e fuori, vi lascio qui le highlights, il tabellino ed inizio a fornirvi un po’ di impressioni su chi sale e chi scende.
Chi scende
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La linea d’attacco di riserva. Il posto di terzo tackle sarebbe da assegnare ma pare che non lo voglia nessuno visto che nessuno pare interessato a prenderselo. Bobby Hart ha esordito concedendo pressioni e una false start. La scorsa settimana si era visto un po’ di push nel gioco di corsa almeno da parte della terza unità, ieri non pervenuto per la poca felicità dei RB costretti a farsi spazio tra i corpi avversari. Difensori regolarmente in faccia al QB e decisamente non un bello spettacolo. C’è tanta fame di giocatori di linea decenti in NFL, i Lions non fanno eccezione ma c’è da sperare in bene perché 17 partite sono lunghe.
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Levi Onzuwurike: passo indietro per il difensore terzo anno. Ha terminato la partita ma le buone notizie per lui terminano qui: nessuna statistica a referto e un sacco di iarde concesse su terra. La strada per il roster potrebbe essere in salita per lui.
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Nate Sudfeld: tre intercetti in quattro quarti di preseason, poi poco da segnalare. La miglior notizia per lui è che anche la sua concorrenza ha giocato male ma la differenza di contratto segnala subito chi ha la fiducia dello staff e del front office.
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Trinity Benson: rientrato dopo un altro infortunio, per il ricevitore ex-Broncos zero ricezioni su tre bersagli non sono un buon biglietto da visita per la competizione negli ultimi posti da ricevitore, specie visto che la concorrenza non è rimasta a guardare. Invisibile.
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Ifeatu Melifonwu e Savion Smith: pessimo momento per infortunarsi. Davvero pessimo. Le loro possibilità di avere un posto nei 53 per iniziare l’anno sono calate ulteriormente.
Chi sale
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Chase Cota: All’unico TD della giornata si affianca un ottimo ritorno di 28 iarde su punt, ruolo che non ricopriva dalle medie o giù di lì; vista l’importanza degli special team per i giocatori a fondo roster sicuramente un passo importante per l’UDFA. La presa poi giudicata (giustamente) irregolare è stata notevole lo stesso.
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Steven Gilmore: Iniziare concedendo quelle 48 iarde di ricezione non è il modo con cui vuoi iniziare, certo. Ma reagire e mostrare la capacità di andare oltre agli errori, mettendo a referto pure un intercetto che richiede una bella concentrazione (la palla rimbalza dalle mani Tracy Walker) è, invece, un ottimo modo per continuare. Il fratellino potrebbe essere un (altro) CB UDFA da tenere d’occhio.
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Jerry Jacobs: Avevo già pochi dubbi ma vederlo in tuta per tutta la partita conferma che il CB2 è lui fino a nuovo ordine. Forse le cose potrebbero cambiare con il ritorno di Moseley, quando sarà, ma Jacobs non tipo da cedere facilmente quello che si è conquistato.
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James Houston: anche qui, dopo l’esplosione dello scorso anno, non è che ci fosse davvero un rischio taglio e la prestazione di ieri va al di là dei meri numeri (4 TFL, 1 sack) e mette in mostra il suo potenziale, le sue mosse che son solo sue e la crescita nel ruolo di SAM Linebacker in cui i Lions vorrebbero vederlo a lungo termine.
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John Cominsky: il Commissario sorveglia costantemente la linea di scrimmage. Che ci sia da fare un tackle, aprire la strada ad altri, ribattere un passaggio è sempre nella mischia e, più importante, esattamente dove dovrebbe essere. Chi ha visto la scorsa stagione non si stupirà per nulla ma vale la nomina, specie in una stanza affollata come quella di Detroit quest’anno.
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Una trade a fine Agosto: davvero, se c’è un OL/OT decente disponibile in cambio di uno dei fratelli Okwara, qualcuno direbbe di no? I Lions hanno buona profondità nel ruolo mentre dei tackle decenti sono una rarità.
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Craig Reynolds: decisamente il suo uso fa pensare che sia il RB3, che non sia riuscito a correre un tubo sembra più colpa della linea che sua. Non mi dispiace, per essere pienamente trasparente.
Realmente, non preoccupatevi.
Davvero, perdere 25-7 in casa in preseason non è un problema, al massimo può essere una scocciatura, specie per il discutibile uso fatto del vostro sabato sera.
Ovviamente scoccia ma come ha sottolineato pure DC con una risatina(?), siamo qui per imparare qualcosa su questi ragazzi e anche ieri abbiamo avuto delle informazioni nuove e delle conferme importanti da cui si trarranno le debite valutazioni sia per DC che per Brad Holmes.
Per conto mio, preferisco annoiarmi con un attacco che non gira a fine Agosto rispetto ad altri periodi dell’anno e la chiudo qui per manifesta scaramanzia.
La prossima settimana si va in Carolina a trovare Duce Staley ed altre facce note, nonché a decidere il destino di quasi metà del roster.