
La partita che doveva dirci molto su quali fossero i rapporti di forza nella NFC North ha effettivamente dato una risposta chiara: i Lions sono alla testa della division non solo per la partita e mezzo negli standing ma, anche e soprattutto, per qualità di gioco e di roster.
Basta vedere il primo tempo con i Lions che iniziano con un intercetto lanciato da Jared Goff, molto simile a quello di domenica contro Atlanta, per poi chiudere la frazione con più punti sul tabellone (27) che iarde concesse all’attacco avversario (21).
Il secondo tempo è stato più passivo e i Packers hanno sfruttato alcuni favorucci arbitrali per provare a tornare in partita prima che una mancata conversione da due (mancata non per mancanza di impegno ma per l’intervento Mr. Lavoro sporco John Cominsky) ed un lungo drive ammazza cronometro chiudessero decisamente la partita sul 34-20.
Qui trovate le highlight complete, se non le avete ancora viste, giusto per darvi un’idea o ricordarvi quella che può essere definita come la vittoria più soddisfacente dell’ultimo decennio per molti tifosi Lions. Altre possono essere state più emozionanti (penso proprio a quella del 2015 dove i Lions violarono proprio il Lambeau dopo più di vent’anni) ma nessuna ha avuto questo feeling di cambio della guardia, di guardare una squadra completa che, finalmente, è pronta per avere dei risultati e non per caso o per il talento cristallino di qualche star ma per un collettivo, forse non sempre pronto a stupire con effetti speciali ma sempre scientificamente sul pezzo, difficile da mandare fuori giri.
Prendiamo il primo tempo: quasi perfetto, intercetto a parte. Ma forse l’intercetto impreziosisce un po’ l’affresco mettendo in luce la nuova (ritrovata?) capacità di Jared Goff di fare un errore, tornare in campo come se niente fosse e rimettersi a macinare gioco come se nulla fosse successo.
Per lui tre intercetti nelle ultime tre partite, ognuno seguito da un drive concluso con un TD perché nel mantra che ha imparato dalla premiata ditta dello staff, il gioco più importante è sempre il prossimo.
Anche la decisione di giocare il secondo tempo in maniera meno aggressiva, anche se non è del tutto convincente, mette in risalto la ritrovata compattezza della squadra e la fiducia di DC nella sua difesa. Con l’attacco avversario spesso in bambola ed il QB nella girandola delle botte, mettere il cartello “prima di tutto la sicurezza” e contare che la tua difesa ti ridia la palla indietro in fretta è una strategia solida.
Anche perché, qualora l’avversario provi a montare il comeback, DC sa di avere le risorse per ristabilire le distanze. Questo anche se gli arbitri ci mettono lo zampino: entrambi i drive da TD dei Packers sono stati sostenuti o causati da decisioni più o meno discutibili (ma soprattutto più) della crew arbitrale. I Lions non hanno protestato nemmeno davanti a tre zero sul cronometro ma hanno fatto ricorso alle loro capacità ed hanno appunto demolito il quarto quarto mangiando circa 9 minuti sul cronometro, lasciando ai Packers tipo 5 minuti per un comeback da 17 punti che non si è materializzato nemmeno lontanamente.
Una prova di forza e di nervi che dovrebbe riscuotere un certo interesse ai piani alti della NFC.
Anche perché i poteri forti della NFC hanno in comune una cosa sola: corrono tanto e bene.
Ed i Lions su terra stanno concedendo pochino. Davvero pochino.
Numeri e altre varie amenità
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La partita di giovedì dovrebbe aver spiegato abbondantemente perché i Lions non abbiano avuto remore nel passare da Jamaal Williams a David Montgomery. Monty ha tirato la carretta (con la motivazione extra di voler battere Green Bay per la prima volta) per 121 iarde su 32 portate con 3 TD più 20 iarde su ricezione. Anche nelle fasi iniziali la capacità di Montgomery di assorbire il contatto e farsi quelle due-tre iarde in più di quanto umanamente possibile è stata evidente. 113 di queste iarde sono state ottenute dopo il primo contatto, il che è al limite dell’incredibile.
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In questo Jahmyr Gibbs ha aggiunto 40 iarde su 8 portate, praticamente l’output su terra di una squadra media di Jim Caldwell, più 4 ricezioni per 11 iarde. Due corse particolarmente importanti, una delle quali nel quarto periodo. Non preoccupatevi sul suo uso perché
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I Lions hanno un sacco di playmaker e possono permettersi di variarne l’uso a seconda delle circostanze e degli avversari. Per esempio, giovedì leader in ricezione con 80 iarde e due pregevoli ricezioni che trovate negli Highlight è stato Josh Reynolds, un tizio che secondo il tifoso medio NFL potrebbe essere agevolmente sostituito da un UDFA il che dimostra che il tifoso medio NFL non guarda le partite ma qualche highlight e le statistiche per il fantasy.
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Sulla prova di Goff, niente di eclatante dal punto di vista numerico ma vi invito a notare il blocco che porta sull’endaround del Kalif. Perché i compagni e gli OL in particolare queste cose le vedono eccome.
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In difesa, seconda prova devastante di un sacco di gente con Aidan Hutchinson sugli scudi con due sack (e una safety totalmente rubatagli dalla decisione arbitrale), Alim McNeill con una seconda partita monstre. In più, i soliti sospetti (Buggs, Charles Harris, Cominsky) a fare il lavoraccio sporco che fa la differenza tra una buona difesa e quello che abbiamo visto in campo giovedì.
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Alex Anzalone è più veloce e deciso oggi che due anni fa. Probabilmente avere dei compagni di reparto che giocano finalmente ad un buon livello fa la differenza anche per lui.
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Jerry Jacobs non è mai stato il tipo che si arrende e lascia che sia. Dopo tre partite così così e le voci che vorrebbero Moseley pronto a prendere il suo posto appena possibile, mette giù una prestazione da due intercetti, cinque tackle e quattro passaggi difesi. Non sparirà tanto facilmente, specie perché può fungere da prima riserva come e probabilmente meglio di Will Harris.
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Giornata così così per Jack Fox con un solo punt di “appena” 52 iarde.
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Su Netflix non trovi tutto ma di tutto. Per Craig Reynolds il soprannome (che non gli piace) sembra sempre più appropriato, visto che fa tutto e lo fa magari non ai livelli massimi ma lo fa bene. Ieri schierato nell’insolito per lui ruolo di kick returner ha provato un solo ritorno e lo ha portato fino alle 30 iarde (5 più della fair catch). Prezioso.
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Una menzione particolare per un giocatore Packers: Quay Walker. A Gennaio ci regalò un’emozione spingendo un membro dello staff medico e beccandosi 15 iarde ed espulsione; Giovedì si è dimenticato che non si può saltare per superare la linea di scrimmage durante un calcio piazzato, regalandoci 15 iarde che hanno fatto la differenza tra 3 e 7 punti. Peccato per i 19 tackle di cui un for loss ma resta un ottimo uso per un primo giro packers. Questo se tifate Lions, ovvio.
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Anche nella vittoria, ci sono sempre cose da sistemare. In particolare, va rivista attentamente la partenza del terzo quarto (sempre problematica per la squadra nell’era Campbell) e Ben Johnson dovrebbe fare attenzione ad alcune scelte contro la zona, sistema contro cui il suo attacco fa più fatica e le chiamate rischiano di diventare prevedibili.
Per finire, le partite di football si vincono nelle trincee e la differenza di prestazioni tra le linee (in particolare quelle offensive) hanno davvero indirizzato la partita. Jordan Love sempre sotto pressione da vari angoli, Goff spesso tranquillo o in grado di trovare spazi per eludere il solitario blitzer. Ricordatevelo sempre al draft: un lineman sarà una scelta noiosa ma spesso è vincente.
Ora, godiamoci una domenica da spettatori interessati e ricordiamo che non è ancora stato vinto niente. Ci sono ancora un sacco di partite da giocare.
Ah, sì. Quasi mi scordavo. Se volete un link da passare ad eventuali amici casari, questo dovrebbe fargli piacere: