
Come sempre le partite vanno giocate e la sconfitta era anche prevedibile ma le modalità sono state decisamente sorprendenti.
Modalità che ricordano fin troppo da vicino quello che era successo lo scorso anno contro Carolina.
Squadra improvvisamente abulica, difesa fuori quadro e attacco che non riesce a trovare una sincronia.
Partiamo dalla difesa: l’unità di Aaron Glenn stenta contro i QB mobili. Il pass rush non è eccezionale, semmai buono quando va bene e ha concesso le proverbiali ore a Lamar Jackson per trovare un bersaglio.
Combinato con la scelta di difendere per lo più ad uomo ha assicurato che un ricevitore si trovasse praticamente sempre o che si aprissero vaste praterie per Lamarone e compagnia.
Per quanto l’attacco Ravens, quando gira sia difficile da difendere, sicuramente sarebbe stato meglio provare qualcosa di diverso, invece di riprovare la solita solfa?
Misteri della scienza. E, certo, aver vinto un match up individuale prima di finire 0-35 avrebbe aiutato. Invece lo statement play della difesa dopo essere stata bullizzata tutto il primo tempo è stata… Concedere 84 iarde su corsa, così. Tanto per gradire.
In questa situazione, l’attacco avrebbe dovuto giocare perfettamente per dare una chance. Invece, la sagra del tre e fuori con esperimenti curiosi (Rodriguez fullback) ma dallo strano tempismo e dall’esito prevedibile vista la caratura della difesa che si doveva affrontare.
Molto bravi i Ravens a sigillare Amon-Ra in doppia marcatura senza scoprire troppo gli altri bersagli e soprattutto a demolire la libea offensiva dei Lions con diretta fisicità (alla fine cinque sack sul povero Jared Goff).
Meno bravo Ben Johnson a trovare alternative, anche nel secondo tempo.
Ha funzionato molto poco, nella fattispecie possiamo segnalare Jahmyr Gibbs con oltre sei iarde a portata ed il primo TD per la dodicesima scelta assoluta che, pur nel naufragio generale, ha mostrato un’esplosività decisamente incoraggiante sia in ricezione che palla in mano.
Purtroppo, quando sei sotto di TD multipli e non riesci a stare in campo per quasi tutto il primo tempo, l’avvitamento a spirale fino a schiantarsi diventa tristemente inevitabile.
Una prestazione inattesa ed imbarazzante ma che non deve assolutamente far dimenticare quanto di buono visto finora.
Davvero.
Una stagione è lunga ed anche i buoni team possono avere (hanno) cali di tensione, giornate sballate e prestazioni imbarazzanti.
Esattamente come lo scorso anno contro la già citata Carolina, la cisa importante è vedere come la squadra reagisce, a partire dall’impegno di lunedì notte contro i modesti Raiders ma anche più oltre, dopo il bye.
Avere un tangibile ricordo che a Ottobre si vince al massimo un cartoccio di caldarroste può essere una lezione preziosa per un gruppo giovane che sta scoprendo sè stesso.
Oppure un primo passo nella direzione di una disastrosa involuzione in stile 2013 ma, per il momento, do fiducia a coach Campbell per ritrovare la giusta carica.
Spigolature
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premesso che highlight non esistono e che non c’è molto da dire oltra a quanto sopra per cui sarà una cosa veloce, qui trovate il box score.
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nel disastro generale della difesa, non posso fare a meno di notare che, per la seconda partita consecutiva, Aidan Hutchinson ha avuto un impatto trascurabile. Sicuramente è stato raddoppiato e quant’altro ma, nel caso, i suoi colleghi di reparto avrebbero dovuto approfittare. Invece calma piatta.
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In una nota correlata alla difesa, spero Odell Beckham si becchi una multa importante per il colpo totalmente gratuito che ha spedito nel concussion protocol Kerby Joseph. In quella situazione, con la partita già decisa da ore poi, è stata ancora di più una vera zozzeria.
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in attacco, deludente la prestazione di Jameson Williams con 0 ricezioni su 6 bersagli. Subottimale, anche se in un caso c’era una possibile (evidente a parti invertite) DPI, l’intercetto è stata un’evidente errore di comunicazione e altri erano lanci ai limiti della portata balistica di Jared Goff. Forse sarebbe il caso di non usarlo solo cime raccoglitore di bombe ma anche di usare la sua velocità per mettere su YAC, come faceva ad Alabama, con lanci che hanno un percentuale di successo maggiore. Certo che sull’unico screen lui e Goff fossero su due pagine diverse non rassicura per niente.
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Dan Campbell ha provato a mettere punti sul tabellone giocando quarti down a manetta in ogni zona del campo, nonché provando la conversione da due. L’alternativa era mettere qualche Field goal per apparire meglio sui giornali. Onestamente, preferisco così.