Preview 11/23: Inizia il valzer della divisione.

bears lions scrimmage

Per i Lions insolitamente capolista, inizia un gruppo di partite facili solo in apparenza, sopratutto perché la seconda parte di stagione è infarcita di scontri con le rivali di Division. L’unico in archivio è la trasferta notturna con Green Bay il che vuol dire che su otto partite restanti ben cinque saranno all’interno della NFC North e questo tipo di partite hanno sia un peso che un sapore tutto particolare.

Non solo, come ha notato in questi giorni HCDC in persona, un Divisional vale doppio rispetto ad una normale vittoria ma le agguerrite e antiche rivalità tra squadre e tifosi in una divisione fredda solo dal punto di vista climatico fanno sì che tutto sia vissuto con il classico coltello tra i denti, sempre nei limiti della rivalità sportiva e senza gli eccessi di altre inimicizie storiche (senza far nomi e per pura cultura, Steelers e Browns).

Solo lo scorso anno di questi tempi, invocavo le vittorie in division come salvacondotto per un terzo anno con DC (e infatti sono arrivate, e non solo quelle. Meglio così) non dubito che quest’anno sgambettare i Lions aumenterebbe a dismisura le possibilità di Matt Eberflus, Justin Fields e compagnia di estendere la loro permanenza in Illinois e continuare a mettere in atto la loro visione per i Bears.

Non che la visione sembri particolarmente preoccupante, con Fields che, invece del passo avanti che si auguravano i tifosi Bears, ha mostrato segni di regressione mentre la squadra tutta non pare avere molte risposte. malgrado gli investimenti in free agency e gli arrivi al draft.

Non che tutti i ritorni siano negativi (Darnell Wright sta giocando bene come RT, DJ Moore resta bravo se e quando riceve palla) ma il deficit di talento sembra ancora evidente al punto che Ryan Poles ha deciso di mandare un secondo giro a Washington per Montez Sweat per poi strapagare il giocatore con un ricco pluriennale. Ora, premesso che esistono maniere peggiori di destinare delle risorse che su un DE di talento, sembra quasi che Poles stia cercando di salvare la poltrona sua e di Eberflus più che pensare semplicemente al futuro della squadra a lui affidata e c’è più di un dubbio su chi sfrutterà la caterva di pick che anche l’anno prossimo si riverserà su Chicago.

Detto questo la squadra non ha per nulla smesso di giocare ed è uscita da un minibye (dopo aver sconfitto di misura delle Panthers sempre più derelitte giovedì scorso) quindi dovrebbe aver tempo per preparare una brutta sorpresa per Jared Goff e compagnia.

I Lions sicuramente saranno allerta e ben consci della situazione ma anche della differenza di talento, specie dopo che l’attacco ha messo 41 punti sui Chargers in trasferta, e della possibilità di arrivare al Ringraziamento in una posizione di forza mai vista a memoria d’uomo.

Fondamentali

Domenica 19 Novembre al Ford Field per una rara (quest’anno) partita alle 19:00 italiane (1.00 PM locali) si affrontano i Chicago Bears (3-7) ed i Detroit Lions (7-2).

Diretta via classico Gamepass su DAZN con commento in lingua originale.

Per gli appassionati di storia, Chicago guida la serie per 104-77-5, questo malgrado i risultati degli ultimi anni. L’ultimo confronto lo scorso anno è terminato con i Lions vincenti per 41-10 al Ford Field.

injury report

I Bears dopo un mese con Tyson Bagent recuperano Justin Fields al centro. Il fatto che non si sappia di preciso quanto questo influirà è forse la cosa più inattesa della stagione, inoltre uno degli arrivi pregiati in free agency, cioè Tremaine Edmunds, si è allenato solo oggi ed è questionable mentre anche la sua riserva Jack Sanborn è questionable con una illness improvvisa. Stesso status anche il RB Deonta Foreman (caviglia) mentre dovrebbe rientrare dalla IR Khalil Herbert, il RB titolare per i Lions.

Out con un problema al ginocchio Noah Sewell il fratellino di Penei, la cui assenza rovina il record della prima partita con tre coppie di fratelli in campo (loro, i fratelli St. Brown e gli Okwara Bros.)

Per i Lions, la ritrovata unità della linea d’attacco è subito terminata per l’infortunio al polso subito da Jonah Jackson, che ha scelto un brutto periodo (anno di contratto) per avere problemi di salute.

Fuori anche Isaiah Buggs con una illness che è particolarmente rognosa; questionable, invece, Ifeatu Melifonwu con un problema alla mano. Per il resto, tutti dovrebbero essere pronti al pezzo.

Un’altra cosa

Con sei vittorie in division, i Lions hanno raggiunto la loro migliore striscia nei match con le rivali (per Eric Woodyard di ESPN). Un’eventuale vittoria con i Bears stabilirebbe un nuovo record a partire dal merger con la AFC del 1970(!).

L’angolo della tattica

Perché i Lions hanno difficoltà a contenere i QB mobili? Ci sono un sacco di motivi ma, fondamentalmente, Aaron Glenn e Kelvin Sheppard non credono nel mettere un giocatore appositamente a contenere il QB avversario in caso questi prenda il volo, preferendo contare sulla capacità dei loro ragazzi nel giocare al meglio i compiti a loro assegnati.

Questo (ed alcune chiamate discutibili tipo con i megablitz sul terzo down) ha portato ai problemi che abbiamo visto: Pass rush che non arriva con ampie praterie che si aprono per il QB in caso di marcatura ad uomo.

Per la zona, a fare la differenza in negativo sono stati problemi di personale (Jacobs e Sutton sono più adatti alla marcatura ad uomo) e mancanza di esperienza, con relativi problemi di comunicazione.

Il lato positivo, se i Lions non dovessero scegliere la via più facile e affidare Fields direttamente alle cure di un LB, è che più i Lions usano la zona, più i ragazzi dovrebbero accumulare esperienza in un questo sistema, il che dovrebbe portare a risultati positivi.

In questo senso, la partita con i Bears potrebbe essere sia un test importante che un utile banco di prova.

Conclusioni

Chiaramente, le partite di division sono insidiose e può succedere di tutto.

I Bears hanno mostrato segnali di vita in difesa e l’incognita primaria resta la nota difficoltà della difesa di Aaron Glenn nel contenere i QB mobili, come Fields stesso a spesso dimostrato.

Ma con il Ford Field caldo ed un attacco che ha mostrato di poter domare le difese in maniera diversa è dura pensare che i Bears possano riuscire a reggere il ritmo per sessanta minuti.

(/sgrat)


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