Considerazioni 12/23: Imballati contro i Packers. (Packers 29-Lions 22)

Jared Goff subisce un sack con susseguente  fumble contro i Packers.

A quanto pare, gli indizi delle ultime giornate puntavano decisamente a qualcosa ed il qualcosa è diventato evidente in diretta nazionale, nella partita a cui i tifosi (e spesso anche i giocatori) amano di più, quella del Ringraziamento.

Come nella partita contro i Bears, i Lions hanno giocato in maniera approssimativa in tutte e tre le fasi della partita, finendo subito sotto e ficcandosi in un buco troppo profondo per essere recuperato nelle fasi finali, complice un drive finale troppo molliccio dopo essere stati iperaggressivi per tutta la partita.

Ovviamente, ci sono molte interpretazioni per spiegare questo improvviso ritorno tra i mortali per una squadra che ci stava abituando a prestazioni sempre grintose e vincenti.

La più semplice è il solito mantra che le vittorie in NFL sono difficili da ottenere, che la stagione è lunga e che i cali di tensione capitano e tutto quanto. Il che è vero ma è indubbiamente parziale e semplicistico.

La mia personale chiave di lettura è che questi Lions hanno un motore: se questo si imballa la squadra non carbura squadra crolla rapidamente. Il motore è decisamente la linea offensiva e se non credete a me, ci sono altri più autorevoli che la pensano così.

Del resto, l’attacco è costruito attorno a dei pezzi che hanno limitazioni: Goff sotto pressione ha la mobilità di un gatto di marmo (© e ® Donato Olivo) e non ha una grande capacità di creare fuori schema. Inoltre, come ieri sera ci è stato duramente ricordato, è soggetto a fumble qualora colpito troppo duramente, troppo di sorpresa o mentre prova a correre.

Il gioco di passaggi è costruito su timing precisi, letali se eseguiti bene ma molto costrittivi se il QB non può proseguire nelle proprie letture. Questo vale anche per Saint Brown e LaPorta anche se spesso si nota meno perché uno corre le tracce corte e l’altro funge anche da valvola di sicurezza sotto pressione, compito classico di un TE.

Che il gioco di corsa abbia bisogno di una linea offensiva solida per essere sfruttato al meglio (se non hai Barry Sanders lì dietro, certo) è una cosa nota.

Ieri (e non solo ieri) la linea ha stentato con Colby Sorsdal inefficiente in sostituzione di Jonah Jackson al punto da dover essere sostituito e, forse, troppi pacchetti ed idee contrastanti messe in campo. Forse Ben Johnson si è anche lui abituato bene e, nel tentativo di restare un passo avanti alle difese avversarie, sta diventando lezioso, cercando di andare in punta di fioretto qualche volta di troppo (penso, ad esempio, al quarto tentativo con Dan Skipper nel backfield eleggibile a fare da doppio fullback. Non c’era qualcosa di meno complicato?).

A questo si aggiunge la buona giornata della difesa Packers che ci ha messo del suo per bloccare il gioco di corsa ed è riuscita ad arrivare al QB con continuità, senza magari grossi guizzi schematici ma con continuità.

Con la linea in affanno, l’attacco è andato a picco per larghi tratti della partita, rendendo problematico il compito della difesa che si è trovata la palla in posizioni difficili da difendere più sì che no.

Ora, la difesa Lions non trasuda talento, complici gli infortuni e l’inerzia nel mercato degli scambi. La cosa che gli riesce meglio è fermare la corsa ma non riesce ad arrivare al QB in tempi storici mentre la secondaria non riesce sempre a coprire per 3.5 secondi (sfido io) il che, con tipo 35 iarde da coprire per l’attacco, non è una ricetta vincente.

In più, bisogna aggiungere l’inspiegabile gestione del personale difensivo, inspiegabile almeno se non vivi nelle stanze di Allen Park: Hutch in campo per l’80% degli snap, tipo bestia da soma. Charles Harris praticamente sparito (circa il 20% degli snap) per dare la precedenza ai fratelli Okwara, purtroppo molto evanescenti, Isaiah Buggs inattivo dietro anche a Quinton Bohanna e a Levi Onwuzurike.

Ieri, poi, a dei Packers con praticamente un TE sano e con in campo tre ricevitori praticamente sempre, i Lions hanno risposto… mettendo sistematicamente in campo tre linebacker. Lo so, il primo CB out of the bench era Will Harris ma non sono sicuro che avrebbe fatto più danni del Jack Campbell di ieri.

Terminiamo con gli special team, abbastanza fuori fuoco a partire dall’errore di Patterson sul punto addizionale e dal mancato Fake Punt che, alla fine, è stato davvero costoso.

Tuttavia, non me la sento di criticare troppo le decisione aggressive di coach Campbell, non tutte almeno. Vero che probabilmente ieri ci sono costate la partita, tra il fake punt non convertito e due quarti down che avrebbero potuto essere agevolmente sei punti e dare una diversa inerzia alla partita ma, in altre situazioni, gli stessi metodi ci hanno salvato in più di un’occasione. In più, affermo senza tema di smentita che, se il fake fosse riuscito, sarebbero tutti qui a sbrodolare sugli attributi di DC.

Ovvio che 1 su 5 nei quarti down vuol dire che molto può essere migliorato e che, magari, si può prendere un respirone profondo prima di infilare la difesa in un altro buco.

Ora, la cosa più importante per i Lions 2023 sarà sfruttare questi giorni per guardarsi allo specchio, serrare i ranghi e tornare alle basi per recuperare quello che ha funzionato in questa prima parte. I Packers hanno giocato pochi concetti sia in attacco che in difesa e hanno sfidato i Lions a fermarli. I risultati sono sotto gli occhi di tutti. Anche i Lions probabilmente devono fare un passo indietro, ingoiare l’orgoglio e ripartire da alcuni concetti, specie in attacco.

In difesa, servirebbe capire perché teniamo gente a roster per poi giocare sempre i soliti e se non sia il caso di variare qualcosa o nei concetti o nel personale.

Non tutto è da buttare però, per quanto la sconfitta faccia male ed i limiti siano evidenti: del resto, giocare così male in tutti i settori . Lo spazio per la division e quindi per un’apparizione casalinga ai Playoff resta quindi continuiamo a restare vigili ma tranquilli.

Varie cose rapide

  • il [Boxscore(https://www.espn.com/nfl/boxscore/_/gameId/401547552) e le highlights.

  • Non crediate che la partita di ieri sposti una virgola il giudizio di staff o fronto office su Jared Goff. Diamine, non dovrebbe spostare di una virgola nemmeno il vostro di giudizio. Goff non ha mostrato niente in queste settimane che non si conoscesse già, dai fumble alle difficoltà sotto pressione continua all’atletismo appena sufficiente. Se, secondo valeca, 50 milioni annui due settimane fa, li vale anche oggi. Se non vi piaceva due settimane fa, non vi piace nemmeno oggi. Il giocatore è lo stesso.

  • Se volete una buona notizia, la giornata di Jameson Williams con 2 ricezioni per 51 iarde (di cui un TD) dovrebbe darvi sollievo. A questo potente aggiungere Sam LaPorta che ha già messo il record per la miglior stagione di un rookie TE.

  • Per la difesa: no. Il problema non è Hutchinson ma tutto il resto a partire dal superuso che ne fa Aaron Glenn.

https://x.com/BaldyNFL/status/1728068166692020327?s=20

  • Dan Campbell, sempre fedele a se stesso, si è preso tutta la responsabilità del fallito fake punt senza nascondersi dietro errori di esecuzioni e look errati. Ha detto che imparerà la lezione ma continuo a preferire troppa aggressività a poca della stessa.

  • Mi è piaciuto pochissimo il drive finale, infarcito di checkdown in mezzo al campo che hanno mangiato tantissimo tempo e consentito ai Packers di finire il cronometro dopo che l’onside kick è fallito (come nel 90% dei casi). Era il caso di ssere più aggressivi che tanto non c’era molto da perdere.

  • Sempre parlando di aggressività perché l’onside kick non provarlo dalle proprie 50 con un sacco di tempo a disposizone, visto che c’era la possibilità?

  • Per ripetere, settima sconfitta consecutiva nel giorno del Ringraziamento. Terza per DC. Non esistono anni magici, tutte le partite vanno giocate e la storia non si ripete. Ogni tanto rima, però, ed è bene non prendere sottogamba le sue lezioni (trema pensando al 2013).


Rispondi