
Dopo la vittoria contro i Saints, i Lions hanno la possibilità di mettere un altro mattone importante verso la prima vittoria di Division all’istituzione della NFC North affrontando i Bears in casa loro.
Non si prospetta una partita facile, visto che Chicago esce dal bye ed ha avuto tempo in abbondanza per preparare la partita, con lo stimolo aggiuntivo dovuto alla sconfitta incredibile patita solo poche settimane fa al Ford Field, spiegando dieci punti di vantaggio in meno di cinque minuti.
I Bears stanno mostrando segnali di crescita, specie in difesa dove l’innesto di Montez Sweat ha subito portato energia al pass rush, togliendo un po’ di peso alla secondaria e coatringendo Josh Dobbs a ben quattro intercetti due giornate fa.
L’attacco visto contro i Vikings si è basata più che altro sulle corse di Fields e una caterva di screen pass, probabilmente nel tentativo di limitare l’aggressività della difesa di Brian Flores (se non di usarla contro di loro) ma i risultati non sono stati entusiasmanti e non mi stupirei se contro i Lions verrà implementato un sistema più ortodosso nella caccia della prima striscia vincente dell’era Eberflus (/sgrat).
Per Detroit, l’occasione sarebbe ghiotta: una sconfitta non precluderebbe nulla nello schema delle cose (i Lions hanno tre partite di vantaggio sulle inseguitrici, per la prima volta nella storia) ma una vittoria metterebbe una pietra quasi tombale sulle ambizioni di rimonta di una concorrenza che già adesso può permettersi pochi passi falsi.
Ovviamente, i Lions dovranno continuare a prendersi cura dello sferoide limitando i turnover come contro i Saints e cercare di sfruttare gli ottimi RB e la velocità di Kalif Raymond e Jameson Williams come arma a sorpresa per restare un passo avanti agli avversari mentre la difesa dovrà mostrare di avere margini di miglioramento in redzone, oltre a fermare le corse in assenza di Alim McNeill.
Al netto degli infortuni, non credo che difetterà l’impegno quindi. Molto importante sarà la fisicità per due avversarie che, al netto delle rituali smargiassate dei fratelli St. Brown, non si sono mai viste di buon occhio.
Fondamentali
Domenica 10 Dicembre al Soldier Field di Chicago, Detroit Lions (9-3) contro i Chicago Bears (4-8). Calcio di inizio alle 19.00 Italiane con diretta su DAZN gamepass.
Quella tra Lions e Bears è una delle rivalità più antiche della NFL, come testimoniano i 187 confronti già disputati tra le due squadre. I Bears conducono la serie per 104-78-5 ma hanno perso gli ultimi tre scontri diretti.
injury report
I Bears escono dal bye senza tanta fortuna visto che durante la settimana hanno perso Equamineous St. Brown per un problema al pettorale e si trovano questionable i WR Tyler Scott (tendine del ginocchio) e Velus Jones Jr (indisposizione). Anche il DE Yannick Ngakoue (ginocchio) è questionable ma la sua situazione tende al bello.
Per i Lions, sarà molto probabilmente assente Frank Ragnow (anche se ci sono buone speranze di recuperarlo per il prossimo sabato notte), il che vuol dire che Graham Glasgow scivolerà al centro e Colby Sorsdal avrà un’altra presenza da titolare, sperando che l’esperienza lo aiuti a crescere.
Come saprete, Alim McNeil è stato messo in IR questo lunedì, il che ha aperto un grosso buco nella DL Lions. Per riempirlo, DC ha citato praticamente tutti i DT a roster ma probabilmente quello con caratteristiche più simili sarebbe Levi Onwuzurike.
Malcolm Rodriguez è questionable con un problema al ginocchio ma Alex Anzalone dovrebbe essere pronto a rientrare dopo che si è fatto mettere una vite nella mano la settimana scorsa ed essersi allenato a pino regime tutta questa settimana (!).
Il numero magico: 3
È il numero di vittorie Lions, sommate a sconfitte delle inseguitrici (Vikings ed i redivivi Packers) per assicurarsi la matematica vittoria della divisione. Nel migliore (è più improbabile) dei casi, potrebbero passare direttamente ad uno dopo il fine settimana.
Black and blue classic
La NFC North ha ereditato dalla vecchia Central il nomignolo di Black and Blue division con un chiaro riferimento al colore dei lividi che vi giocatori si procuravano durante gli scontri che si verificano nel rum game, preferito ai passaggi per il freddo ed il vento del Midwest.
Con l’avvento degli stadi coperti, la situazione è cambiata ma le previsioni del tempo fanno pensare che sarà necessario rispolverare le antiche abitudini e vincere una partita fisica, sviluppata sulle cose e nelle trincee. In questo senso, il jolly dei Bears sarà al solito Justin Fields e la sua mobilità contro una DL Lions priva di McNeill ma che aveva avuto i suoi maggiori successi proprio nel fermare la corsa.
A parti invertite, sarà interessante (eufemismo per preoccupante) vedere come la linea reagirà agli aggiustamenti dovuti all’assenza di Frank Ragnow, in particolare se e quanto sarà possibile correre a destra, dietro Colby Sordsal.
Per il futuro non posso che augurarmi che i Bears trovino casa il prima possibile lontano dal Soldier Field che, malgrado il valore storico ed il mio apprezzamento per i campi aperti, è uno dei terreni peggiori su cui giocare nella NFL sia per il fondo, causa di innumerevoli infortuni, che per la difficoltà di mettere le telecamere in una posizione decente (vedasi gli all-22 per conferma).