
Finalmente ci siamo, dopo 29 anni i Lions possono festeggiare con la maglietta ed il cappellino la vittoria della Division. Un primo obbiettivo ma fondamentale perché non solo rompe quella che sembrava una crudele maledizione per Detroit, consegnandogli la prima partita di playoff al Ford Field dai tempi del Silverdome ma soprattutto per come lo fa.
I Lions hanno avuto, specie nel decennio scorso, dei giocatori di talento nel roster ma hanno spesso fallito nel creare una squadra affidandosi a delle punte fantastiche con dietro pochissima profondità, dovute alle idiosincrasie dei dirigenti e, in qualche caso, a manifesta incompetenza.
Inoltre non erano mai riusciti a cancellare la mentalità perdente che sembrava ritrovare le squadre nei momenti decisivi, anche nelle incarnazioni più di successo (relativo), quando le squadre sembravano squagliarsi al momento meno opportuno per una chiamata sballata, un fumble inopportuno o un semplice completo regalato.
Domenica sera, mentre sbirciavamo il telefono o cercavano informazioni durante la cena della vigilia, la squadra messa insieme da Brad Holmes e Dan Campbell ha messo in mostra tutta la strada che è stata fatta in questi tre anni, passando da fanalini di coda nella NFC North a vincitori di Division con due giornate di anticipo.
I Lions sono andati in Minnesota ed hanno affrontato una squadra che aveva tutta l’intenzione di restituire il favore dello scorso anno quando i Lions avevano loro negato (temporaneamente) la division al Ford Field.
Un Justin Jefferson indiavolato ha guidato la carica di una squadra che non si è arresa mai e che è riuscita anche a portarsi sopra per 21-17 nel terzo periodo e che pareva diretta a riprendere la testa proprio sul finire, in una maniera che i tifosi Lions anche di media data temono per esperienza diretta.
Con i Lions sopra di sei per un PAT bloccato, Nick Mullens subisce un sack fumble ma John Cominsky non riesce a controllarlo ma la palla recuperata dai Vikings sistema un terzo e 27.
Nick Mullins spara un preghiera che solo Justin Jefferson potrebbe riuscire a ricevere in doppia copertura. Purtroppo per i Lions, si parla proprio di Jefferson che converte ai limiti del miracolo.
Il completo successivo è meno spettacolare ma non meno efficace con Brandon Powell (qualcuno lo ricorderà come Mr. Preseason nei Lions diversi anni fa) che prende un bel vantaggio su Brian Branch e 26 iarde totali.
Con una cinquantina di secondi sul cronometro, le nubi nere si addensavano sull’umore dei più, pensando all’occasione sprecata con il fumble e vedendo marciare i Vikings a questo ritmo.
Mullens torna al centro, evita la pressione e spara un dardo per Justin Jefferson (ancora lui) sulle due.
“Eccoci, ci siamo” viene da pensare per un attimo.
E ci siamo davvero, ma in un altro senso. Da dietro Jefferso spunta in corsa Ifeatu Melifonwu (leggasi: Melifano. Non è più permesso sbagliare la pronuncia) che anticipa Jefferson e intercetta il pallone. Si involta alcuni secondi, inseguito un attimo da Jefferson stesso prima che entrambi capiscano un fatto: è finita.
Melifonwu si butta a terra, Jefferson si ferma. C’è spazio solo per due kneel down di Jared Goff e per realizzare che i Lions sono campioni della NFC North.
Sarebbero potute andare storte mille cose ma non lo hanno fatto, la squadra non si è mai disunita ed ha macinato un’altra vittoria in quella che potrebbe essere una regular season da record e che pone questi Lions in una dimensione, quella di pezzo grosso nella NFL, che probabilmente non hanno dai tempi in cui la AFC era ancora la AFL.
Poi la NFL è una lega difficile e non è facile restare ai vertici ma oggi non è che che ce ne possa fregar di meno, onestamente.
Ci sono due partite da giocare con pochissimi patemi per finire la regular season e poi vedremo cosa ci porta la postseason.
Varie
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[Highlightshttps://www.youtube.com/watch?v=fdlIkY7D_G8)
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Slowlights
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Brian Flores è stata la bestia nera di Jared Goff. Fino a ieri dove Goff ha combattuto l’usuale arsenale di blitz, giochi di luci e altre piacevolezze senza troppi patemi (l’incompleto ritornato era chiaramente un incompleto) con 257 iarde, 30/40 passaggi con 6,4 di media e 99,4 QBR che non sono cose particolarmente impressionanti se prese di per sé ma che mostrano i progressi di Goff in questi anni.
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Particolarmente efficace, come sempre il duo Montgomery/Gibbs. Peccato per il fumble perso da Gibbs ad inizio partita ma non siamo qui a fare le statistiche del fantasy. I 2 TD e le mosse da videogames compensano ampiamente. Per Monty, tanta concretezza quando serve. Poi c’è questo.
https://x.com/Lions/status/1739345512212439240?s=20
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Ennesima partita da 100 iarde per ARSB, dovrebbe essere l’ottava stagionale ma chi tiene il conto? Jameson Williams secondo con 5 ricezioni di qualità. Otto ricevitori a referto(!).
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Ifetau non rima con rinato ma poco ci manca.
https://x.com/Lions/status/1739049522481758627?s=20
Seratona anche per Kerby Joseph e sempre bravo Brian Branch.
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Belli i blitz di Glenn ora che ha fiducia nel personale che schiera. Vildor e Dorsey tengon botta, senza gridare al miracolo.
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Ai medesimi ci pensa Justin Jefferson che manda ai matti il povero Cam Sutton, decisamente incolpevole in più di una situazione.
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Il differenziale dei turnover conta eccome.
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Un pensiero speciale alla OL, vero motore della squadra ed in particolare ai veterani Decker, Ragnow e Glasgow.
https://x.com/Lions/status/1739094134512668924?s=20
e a tutti i veterani.
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Una nota sugli infortuni patiti da Hockenson e Addison. Purtroppo, prepariamoci a vederne sempre di più. Con la lega che multa senza pietà e limiti ogni contatto che coinvolge la testa, vuole far sparire l’hip drop tackle (anche se non è chiaro cosa sia) i difensori non hanno altra possibilità che andare bassi, con relativi rischi per ginocchi e carriere.
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Alcune chiamate arbitrali possono aver fatto infuriare i tifosi Vikings ma le buone squadre dovrebbero essere in grado di poter superare un fischio sfavorevole o due. O almeno, questo è quello che mi dicevano sempre quando capitava ai Lions.
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Vorrei fare un discorso su quanto è stata importante la classe del 2021 per creare tutto questo e che questa è una vittoria anche per gli assenti, gli AJ Parker, gli Igwebuike ma anche i Jamaal Williams del mondo ma me lo lascio per il futuro. Intanto, grazie.
Buona serata di Natale e fatemelo dire ancora: campioni nella North!
