
Complice la nottata parzialmente insonne e la giornata successiva, mi scuserete se una giornata così importante per la nostra squadra non avrà un articolo molto coerente come si merita.
Ma, del resto, qui siamo tutti tifosi e per le analisi col monocolo potete rivolgervi altrove ( anche per le rosicate, che vi assicuro abbondano).
Una vittoria che, davvero, è arrivata in pieno rispetto del nuovo motto dei Lions #allgrit, fatta di sudore e determinazione contro un avversario che ha dato tutto quanto poteva in campo e che ha pagato alcune scelte (tipo calciare tre Field goal molto ravvicinati invece di cercare un touchdown che avrebbe decisamente cambiato le cose).
È stata una partita un po’ dalla due facce, in cui alla scoppiettante (pure troppo) prima frazione è seguita una ripresa fatta, per entrambe le squadre di sangue, sudore e iarde da mettere insieme che nemmeno il discorso di Al Pacino in Ogni Maledetta Domenica. I Rams stentavano in redzone dopo che la difesa aveva preso a cuore le parole di Dan Campbell all’intervallo (“basta con i TD esplosivi”) mentre l’attacco Lions era prigioniero di una serie di drive che non riuscivano a trovare energia, sacrificando l’esplosività per la sicurezza.
È stato uno stillicidio con i Rams che si avvicinavano punto a punto e la difesa che trovava la quadra proprio negli ultimi metri.
In più di un momento, ci si è chiesti se la strategia di procedere lentamente e non rischiare ci si sarebbe ritorta contro, se uno Stafford discretamente inbufalito per i fischi (ne parliamo dopo) ed i colpi subiti avrebbe trovato il colpo del KO.
Sullo stand difensivo con poco più di tre minuti sul cronometro, Sean McVay compie una (l’ennesima, se lo chiedete a me) scelta discutibile della partita e punta, convinto che la palla tornerà presto nelle mani dei Rams, del resto Goff non ha completato un passaggio per quasi un quarto intero, in modo da sistemare tutto per il drive vincente che Stafford non canna mai.
E, invece, con la partita in bilico Dan Campbell fa ancora una volta l’inverosimile e, invece di consumare semplicemente tempo sul cronometro con qualche corsa, mette tutte le fiche nelle mani di Jared Goff.
Scelta vincente.
Prima un primo down su uno scarico per David Montgomery (grazie al cielo che c’è), McVay non chiama Timeout prima del two minute warning (e di questo si ringrazia) poi un secondo primo down con un dardo per ARSB, lanciato battendo di un battito di ciglia la pressione in arrivo.
Serve un altro primo down?
E invece, arriva il personale della victory formation.
L’altro migliore in campo, il Ford Field, ha fatto consumare due Time Out all’attacco Rams ed ora il tempo è finito.
Goff chiama il pubblico a braccia alzate.
https://x.com/NFL/status/1746744326976352619?s=20
Un altro cronometro viene azzerato: l’ultima vittoria ai playoff dei Detroit Lions è oggi.
Il futuro sta arrivando ma per un attimo, un giorno, quello che volete voi assaporiamo il momento.
Ecco.
One Pride!
Due parole su arbitraggio ed infortuni
Ovviamente, vi avranno già fatto così sulla presenta DPI su Nacua nel drive finale dei Rams.
Premesso che anche secondo i commentatori americani la decisione giusta è per la non call (Joseph stava giocando sulla palla, Vildor stava cercando disperatamente di ricordare come si fa un tackle), penso che la partita sia stata arbitrata male ma senza favoritismi, solo con la classica incompetenza dell’arbitraggio attuale.
Basti pensare all’incapacità di riconoscere un encroachment da una false start che ha trasformato un primo down in un terzo e dieci, privando i Lions di quelli che erano 3 o 7 punti molto probabili subito prima dell’intervallo,
Gli errori non si compensano ma capitano.
Passiamo all’altra accusa che vedo girare molto su internet, cioè che Kerby Joseph avrebbe fatto un intervento sporco su Tyrell Highbee con lo scopo di infortunarlo. Ne ho già parlato dopo l’infortunio di Hockenson e dopo quello che ha rischiato di subire LaPorta: se la NFL punisce gli interventi nella parte superiore del corpo con 15 iarde per colpo su ricevitori indifeso più 15.000$ di multa, i difensori devono andare bassi.
https://x.com/RSherman_25/status/1746742139126763916?s=20
https://x.com/RSherman_25/status/1746741330330673260?s=20
Purtroppo questo vuol dire che specie aumenta il rischio infortuni, specie per i TE che sono spesso giocatori di basket prestati al football e che devono venir fermati da safety e cornerback che sono molto più piccoli e leggeri e non hanno alternative per il placcaggio.
https://x.com/MotownFanatic_/status/1747000005339017330?s=20
Del resto, se il tiro fosse stato più basso, Joseph avrebbe colpito il ricevitore ben sopra i ginocchi. Come diceva Tom Brady, non il primo che passa, è responsabilità del QB non mettere a rischio i suoi ricevitori, non della difesa che deve fare il suo lavoro.
https://x.com/nolanbianchi/status/1746824158686695777?s=20
La soluzione? Cambiare la regola o accettare che è meglio rischiare una carriera più breve che aumentare la possibilità di contrarre la CTE.
I fischi per Stafford.
Spiace umanamente ma se l’ha presa male, lo metterà accanto al bene (antico modo di dire senese).
Probabilmente se la stampa non avesse per tutta la settimana alimentato l’idea che la tifoseria di Detroit lo avrebbe accolto con cartelli di bentornato per poi assistere alla sua vittoria, con la squadra più vincente della Lega contro quelli che restavano la seconda scelta di tutti.
Se non avessero messo tutto l’accento sui Rams e la loro fantastica stagione, trattando Detroit come un accessorio.
Forse, i boo sarebbero stati meno forti.
O forse no. Del resto, Stafford ha richiesto la trade per non attraversare un altro rebuild, la avuta nella squadra di sua scelta, ha vinto il suo Super Bowl.
Ha tutto il diritto di tornare a Detroit per cercare di vincere la sua partita, anche di farci dannare l’anima ma è un po’ come se la tua ex arriva con il suo nuovo compagnio a casa tua e vuole dimostrare di essere migliore di voi e della vostra nuova fiamma (che, per inciso, è la ex del suo di compagno).
Infatti, dall’altro lato, abbiamo assistito all’adozione a Detroiter adottivo di questo californiano in esilio che si è trovato a fare quello che a Stafford non era mai riuscito: solo una settimana prima, i Lions avevano vinto la division. Giusto o sbagliato, resta un fatto.
Goff ha reagito come sa fare lui, senza proclami di vendetta personale ma mettendo avanti a tutto la città e la squadra ed ha avuto i cori di incoraggiamento. In campo e nello spogliatoio.
Del resto essere scartati e ripartire (e ancora, e ancora) è qualcosa che a Detroit si capisce anche troppo bene.
Ancora una volta, mi spiace per tanta gente a partire di Stafford ma questa non è la loro storia, non più per lui e per gli altri non è mai stata.
La storia di ieri è qui:
https://x.com/BradGalli/status/1746992899718320553?s=20
Highlights e poco altro.
Per i numeri, forse ci sarà tempo ma per adesso:
-
Kindle Vildor forse non sarebbe titolare in UFL ma è titolare per i Lions ed ha vinto una partita di playoff. Forse siamo troppo malvagi con Aaron Glenn.
-
Hutch dominante.
https://x.com/PFF/status/1746913958852694291?s=20
-
Josh Reynolds revenge? Josh Reynolds revenge. 80 iarde per lui.
-
Amon-Ra St. Brown 114 iarde e tanto grit.
-
Molto meglio concedere un sacco di iarde che perdere le partite. Certo, non fare nessuna delle due cose sarebbe l’ideale.
Domattina scopriremo chi viene al Ford Field.
Per ringraziare chi ha letto tutto, vi saluto con Brad Holmes sempre composto nella letizia:
https://x.com/MarkPearsonTV/status/1746746511101190470?s=20
One Pride!