
Mentre aspettiamo i numeri di maglia dei rookie e ben sapendo che, dopo il rilascio del calendario tra una settimana o due, gli argomenti latiteranno permettetemi alcuni pensieri completamente in ordine sparso sulla kermesse che si è tenuta a Detroit lo scorso fine settimana.
Il primo va all’evento stesso: si parla di una partecipazione superiore alle 775.000 persone, un record potrebbe restare a lungo. Il prossimo anno siamo a Green Bay (popolazione 105.116 abitanti) e, per quanto sia una città storicamente legata al football, i musei e tutto quanto, non credo avrà la stessa partecipazione di tifosi locali che abbiamo visto a Detroit. Un evento che poi è stato curato e gestito alla perfezione (si parla di un paio di arresti nei tre giorni).
Veniamo al draft vero e proprio: la prima cosa da dire è che il deficit di talento nei giri bassi è stato confermato dalla quantità di trade a salire (comprese quelle dei Lions) che si sono consumate per andare a cercare quei giocatori che erano stati identificati dai vari front office come interessanti, senza troppe attenzioni a quante risorse venivano usate per arrivare nella posizione richiesta. Gli ultimi giri sono stati un totale salto nel buio.
I Chicago Bears hanno potuto affrontare questo draft in modalità facile (poche pick e messe in ottime posizioni, la corsa ai QB che ha reso disponibile Rome Udonze alla nove) e tuttavia sono riusciti ad uscirne con un punter preso al quarto giro. Perdonatemi se non sono ancora del tutto convinto su Ryan Poles.
https://x.com/NFL_DovKleiman/status/1784600940542046221
I Vikings hanno per mille report provato a salire alla tre per Drake Maye e poi si sono accontentati di JJ McCharty che, da parte sua, gli ha già giurato amore eterno finché dura.
https://x.com/Section344Lions/status/1785363437846970465
Tuttavia la selezione che può definire questo draft per i nostri amici dalle bionde trecce, gli occhi azzurri e poi è la seconda: le risorse usate per acquisire Dallas Turner sono state davvero tantissime. Con una spesa simile non basterà sostituire Danielle Hunter ma bisognerà farlo dimenticare.
https://x.com/reinhardNFL/status/1783679257593401817
(e ricordate: la scelta 23 era già arrivata via trade up).
Per i Packers, sicuramente vedersi scippare Terrion Arnold dai Lions e poi Cooper DeJean dagli Eagles deve aver bruciato un po’, visto che le addizioni alla secondaria sono state Javon Bullard e poco altro. Siete liberissimi di dirmi che non è detto che GB avesse gli occhi puntati su di loro ma… appena le Eagles hanno scelto DeJean, i Packers hanno fatto subito trade down. (Se volete sapere perché DeJean non è stato scelto al primo giro dopo tanta hype, i motivi sono medici a quanto pare). Buon draft, certo. Una guardia alla venticinque fa sempre comodo.
Ah, mi sa che AJ Dillon non sarà molto contento di questa offseason (Josh Jacobs più MarShawn Lloyd al terzo giro). Magari se non avesse corso così spesso nei posteriori delle proprie guardie, quei quadricipiti riceverebbero più fiducia.
Un pensiero abbastanza controcorrente: con un QB di 36 anni, scegliere un erede al primo giro è abbastanza logico. Magari non se hai appena pagato il primo quasi cento milioni di dollari per quattro anni con una notrade clause ma, ugualmente, dopo due anni di Desmond Ridder al centro capisco l’idea di investire. Spero la capisca anche Cousins che era andato via da Minnesota per cercare un posto dove essere ancora una volta “The Guy” e si trova cecchinato a medio termine così. La fortuna di Atlanta è che il Capitano Kirk sembra essere geneticamente incapace di essere sgradevole, quindi può anche darsi che superi la cosa.
Sono stati scelti sei (!!) QB nelle prime dodici posizioni e i Raiders sono rimasti a bocca asciutta. Di questi sei, forse un paio faranno una bella carriera da starter. Gli altri probabilmente saranno la causa del licenziamento di qualcuno nei prossimi tre anni. Se sapessi chi è chi, non sarei qui a disquisire su un blog.
A Las Vegas, Spencer Rattler proprio non piaceva. Complimenti per non aver ceduto alla tentazione di “prendiamolo e vediamo come va”. Ora resti con due QB non di primo livello ma che pensi possano far girare il tuo attacco ad un buon livello e non avrai nessuno (i tifosi) che preme per “vedere cosa sa fare il ragazzo”.
A proposito, è stato davvero un draft sbilanciato in maniera agghiacciante verso gli attacchi, il che ha favorito quelle squadre che avevano già fatto i compiti su quel lato della palla (in particolare, con delle OL già stabili) che si sono visti spingere giocatori che nel 2023 sarebbero stati in top ten nelle parti bassi del primo giro. Sappiamo a chi mi riferisco ma pure le Eagles con Quinyon Mitchell (e DeJean) hanno potuto ricostruire una secondaria un po’ anzianotta con meno spese del preventivato.
Tra chi aveva mille pick, buon lavoro per i Cardinals che hanno fatto un’infornata di talento giovane, non solo con le pick alte ma anche nei reparti meno appariscenti ma ugualmente fondamentali. In questo senso, mettersi in casa Darius Robinson è sicuramente una buona idea. Anche qui, apprezzo l’idea di dare fiducia a Kyler Murray e non entrare nell’asta dei QB. Non sarò un grandissimo fan di Murray stesso e del suo stile ma, male che vada, il prossimo QB troverà un’impalcatura in grado di sostenerlo e non dovrà cercare di turare tutte le falle di una squadra alla deriva da solo.
Per finire, spero per i Patriots che abbiano il buonsenso di dare le chiavi della squadra a Jacoby Brisset per tutto il 2024 e non mandare allo sbaraglio Drake Maye. Anzi, una telefonatina a Jim Caldwell per registrargli il gioco di piedi ci starebbe tutta.
A presto per parlare nello specifico del draft dei Lions.