
Come previsto, non è stato facile per niente contro avversari tosti e determinati come non mai a vendicare le due sconfitte del 2023, in uno stadio che è stato una bolgia e subito dopo aver perso il nostro miglior difensore, con tutto il bagaglio emotivo e tattico che ciò comporta.
A peggiorare il tutto, una partenza davvero ad handicap con penalità a nastro più un sack cui segue un fake punt nella propria metà campo eseguito malissimo cui segue immediatamente uno svarione difensivo (Terrion Arnold che abbocca ad una finta e lascia sguarnito l’orlo sinistro della formazione) per sette punti.
Poi tre e fuori ed una altro drive che prosegue fino ad un field goal non facilissimo ed ai Vikings con dieci punti di svantaggio.
Quando la squadra raccatta una penalità mentre cerca di eseguire l’ennesimo quarto e pollici, c’è molto da temere… invece l’attacco Vikings non riesce ad uscire dalle proprie venti (anche qui penalità a nastro) ed i Lions trovano il tempo ed il modo di ragionare.
Goff fa le scelte giuste prima che Jahmyr Gibbs si involi per 45 iarde fino all’endzone per segnalare che la partita è decisamente viva.
Segue un tre e fuori forzato dalla difesa e nel frattempo, Jared Goff e compagnia si sono rilassati ed hanno riconfigurato i chackra oppure semplicemente le spaziature dell’attacco e si vede la differenza: riprende la dissezione della difesa di Brian Flores che viene conclusa con un lancio dalle trentacinque per ARSB per il 14-10.
Il drive successivo dei Vikings procede spedito fino a che Sam Darnold non cerca di piazzare un colpo in profondità, connettendosi con Jordan Addison ma sottovaluta le capacità di Brian Branch che lo posterizza come mostrato in foto.
Da notare lo Skol sullo sfondo ad impreziosire la composizione.
La palla torna all’unità di Goff che centrifuga un passaggio da 25 iarde per Sam LaPorta, battendo in scioltezza l’ennesimo look esotico dei Vikings prima di attivare ancora Gibbs per il secondo TD di giornata.
Si va al riposo sul 21-10 Lions ma tanto football ancora da giocare.
Il ritorno in campo vede i Vikings farsi subito sotto, dopo aver scampato per mezza suola un fumble ritornato in Touchdown, con il solito Justin Jefferson che si fa trovare in end zone per il 21-17.
(Era OPI? Non era OPI? Io ho un parere che preferisco non esprimere.)
L’attacco torna in campo e Goff deve superare diverse penalità sparse del suo attacco per false partenze ma ha sempre il passaggio giusto nel momento decisivo per un drive che riporta il punteggio sul 28-21, con il primo TD stagionale del Kalif Raymond.
A questo punto, i Vikings mettono insieme un paio di drive che mettono bene in evidenza i problemi del pass rush Lions in assenza di Hutchinson ma stallano in prossimità della redzone grazie alla secondaria in netto progresso.
Certo non una situazione facile e, proprio quando sarebbe il caso di guadagnare tempo e punti, arriva puntuale un altro disastro: il sempre affidabile David Montgomery perde palla nella propria metà campo (onore al difensore che spara un pugno da manuale sullo sferoide) con relativo TD difensivo che porta i Vikings in vantaggio per la prima volta dal primo quarto.
Non una situazione facile ma Brian Branch salva la conversione da due come sa fare lui e si resta sul 29-28 Vikings con cinque minuti sul cronometro.
https://x.com/vanillag0rilla/status/1848174657578385433
E, immediatamente, tre e fuori per l’attacco con Goff che rischia di perdere palla su un lancio in pieno panico da caduta che, fortunatamente, atterra in mezzo alle divise bianche e viene ricoperto da Frank Ragnow.
Serve uno stop immediato in difesa contro uno degli attacchi migliori della NFC, nel proprio stadio. Ed arriva, quando Sam Darnold è costretto ad uscire dalla tasca e lanciare in maniera affrettata per Justin Jefferson con tre iarde da guadagnare. L’incompleto forza il punt e Jared Goff e compagnia dovrebbero essere sotto pressione ma sembrano estremamente tranquilli. Del resto, ci sono ancora più di due minuti e due timeout. In più, non bisogna lasciare troppo tempo sul cronometro ai Vikings (lezione imparata dal 2021).
Gibbs, St. Brown e ancora Gibbs mettono la palla ben nel raggio di Jake Bates che ha la possibilità di mettere a segno il primo Field Goal decisivo della sua carriera.
https://x.com/NFL/status/1848355489203273961
Il ragazzo che solo 18 mesi fa stava imparando a fare il rappresentante di mattoni non esita e manda la palla tra i pali malgrado il tentativo di stop (irregolare: viene toccato il Long Snapper, ma secondo qualsiasi tifoso Viking degno di questo nome gli arbitri hanno favorito i Lions).
Restano quindici secondi. I Vikings sfruttano un buco nel regolamento per mettersi in posizione di lanciare un Hail Mary ma Aaron Glenn decide che non è il caso di dare quindici secondi a Justin Jefferson per andare in posizione e spara un blitz che non viene intercettato dalla linea avversaria. Trevor Novaske, tra i tanti, dichiara la fine della partita e dell’imbattibilità dei Vikings. A casa loro.
Una vittoria di grande qualità perché permette ai Lions di prendere la testa della Division e soprattutto di mettere in carniere una vittoria in trasferta contro una rivale che, con i tempi che corrono in NFC, potrebbe valere oro a Gennaio.
Inoltre, una vittoria che mette in mostra la crescita della squadra a partire da quella di Goff, ancora una volta stratosferico:
https://x.com/Lions/status/1848793694297554999
https://x.com/AdamSchefter/status/1848370158361846188
https://x.com/Lions/status/1848402114625867934
ma anche quella della secondaria, irriconoscibile rispetto agli scorsi anni, mentre l’upgrade nel backfield del 2024 continua a portare sempre più dividendi. I linebacker stanno giocando ad un livello inaudito rispetto agli scorsi anni.
La profondità della squadra impressiona. Prendiamo i ricevitori dove se uno giocatore (in questo caso, Jamo) viene annullato o ha una giornata no (tipo Montgomery) gli altri hanno la capacità di portare avanti la partita.
La crescita maggiore, però, resta caratteriale. I Lions di Campbell in questa quarta iterazione possono permettersi di essere aggressivi e di non rinnegare la loro identità perché conoscono le loro potenzialità e possono farlo senza risultare scriteriati. Possono affrontare i flussi e riflussi delle partite (e della stagione, a quanto pare) senza perdere la testa ma tenendo ben presenti le situazioni.
Sicuramente esistono aree di preoccupazione.
La prima è il pass rush che latita dopo tutti gli infortuni e i blitz che Glenn ha usato per sopperire non sono riusciti ad andare a segno fino al quarto periodo (va detto, proprio al momento giusto).
Il fake punt non è stato eseguito bene e magari gli avversari hanno iniziato a decifrare le tendenze dei Lions e del duo Campbell/Fipp. Del resto, i grossi calibri hanno sempre gli occhi addossi.
Per finire, uno potrebbe discettare sulla relativa assenza dei TE nel gioco di passaggi.
Ma nessuno è perfetto, specie in NFL, e stiamo parlando di una contender. Finalmente.
Per finire:
- lo spogliatoio:
La cosa bella è Jake Bates che ringrazia anche i ragazzi della linea dei calci “il peggior lavoro nel football”. It takes more, gente.