Recap 9/24: navigare la tempesta (Lions 24-Packers 14)

Doveva essere battaglia nelle intemperie è così è stato.

Una squadra ha dimostrato di poter giocare un football essenzialmente scevro da errori su ambo i lati della palla e pure nella terza fase del gioco.

Il suo quarterback non ha mostrato esitazioni ed è stato praticamente perfetto quando si è trattato di lanciare uno sferoide umido e difficile da controllare mentre la sua controparte ha avuto problemi anche nel raccogliere gli snap, complice la poca intesa con il suoi centro.

I suoi ricevitori non hanno perso una palla raggiungibile mentre quelli avversari hanno avuto numerosi drop, dovuti anche alle pessime condizioni atmosferiche.

Una difesa è stata piccionata due volte nei quarti down, concedendo quattordici punti mentre l’altra ha trovato le energie per ottenere gli stop giusti malgrado le assenze ed un’espulsione che, se la partita non avesse avuto l’esposizione mediatica che ha avuto, probabilmente non ci sarebbe stata.

Al contrario delle aspettative di molti, la prima squadra, quella che appariva totalmente indifferente alle condizioni climatiche e incurante delle difficoltà, erano i Detroit Lions alla loro prima partita senza un tetto sulla testa mentre ad essere sciatti e proni agli errori erano i Green Bay Packers che pure chiamano casa proprio il Lambeau Field e si vantano di giocare “come ai bei tempi”.

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Una situazione in cui i Packers sono riusciti benissimo a mettersi in imbarazzo da soli, senza bisogno di alcuno sforzo da parte degli avversari come alcuni di loro temevano. Sei drop, uno dei quali da sei punti, un piazzato fallito, tre snap abortiti, un pick six in chiusura di primo tempo, un quarto tentativo con una iarda da guadagnare, fallito.

In più, la discutibile decisione di tenere in campo un Jordan Love visibilmente a disagio e, appunto, chiedergli di raccogliere snap nello shotgun in mezzo ad una tempesta con un ginocchio evidentemente dolorante.

In tutto questo, Detroit si è affidata al gioco di corsa con David Montgomery a fare da trattore nei momenti clou e Gibbs a sverniciare difensori dietro la linea offensiva.

Jared Goff non ha messo numeri da urlo (154 iarde per lui), ha “soltanto” protetto il pallone e centrato i ricevitori che doveva quando doveva, compreso il Touchdown per ARSB festeggiato come sopra.

La difesa ha concesso iarde e, stante l’assenza di pass rush, era prevedibile. Tuttavia ha sempre limitato i Packers al momento giusto, con l’occasionale big play ad impreziore il tutto.

In particolare, Kerby Joseph continua a mostrare il magnetismo animale che spinge i QB Packers a lanciargli la palla nei momenti più importanti e stavolta ha messo nel carniere un pick six che ha dato una mazzata pesantissima alle aspirazioni di rimonta dei Packers.

Un’altra vittoria in carniere per una squadra che ha affrontato l’infortunio di Hutchinson e la sospensione di Jameson Williams senza fare una piega.

Abbiamo già detto che questa squadra può batterti in molti modi diversi. Da oggi possiamo aggiungere alla lista “semplicemente commettere meno errori di te”.


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