
Ci sono giornate così, quando non ti gira niente.
Ti svegli, il caffè è sciapo, la macchina non parte, è tutto un ingorgo e quando arrivi al lavoro, c’è una riunione a sorpresa.
L’importante è non scoraggiarsi, non perdere la testa e riuscire a tirar fuori il meglio.
Questo è stato l’equivalente su un campo di football con i Lions che hanno avuto la classica giornata storta.
Si parte con la linea offensiva, motore della squadra, che stenta contro una buona linea avversaria.
Il tuo gioco di corsa stenta e costringendo il tuo QB (appena rinnovato e pagato) a giocare terzi down lunghi su cui arriva tanta pressione, costringendolo a mettere spesso la palla per terra quando non a lanciare intercetti più o meno fortunosi.
Niente sembra girare per il verso giusto, la difesa fa quel che può per limitare i danni ma l’attacco avversario è ispirato da CJ Stroud che ha una vera e propria mano magica sul terzo e down e tutto quello che può fare è limitarsi a non perdere troppo contatto ed è già molto perché i presupposti per un bagno di sangue ci sarebbero tutti.
I festeggiamenti di gruppo per il TD di Sam LaPorta sembrano quasi fuori luogo, affogata tra i TD di Mixon e e i tre field goal avversari, specie quando il playcalling stranamente poco aggressivo alla fine del primo tempo, dà modo ai Texans di mettere sul tabellone un TD allo scadere che manda le squadre sul riposo su un 7-23 che dà poco adito a dubbi sull’andamento della partita.
(il TD è il primo assoluto in NFL di John Metchie dopo essere guarito da un tumore che lo tenuto lontano dai campi tutta la scorsa stagione. Rarissimo caso in cui sono contento di vedere i Lions che prendono un touchdown. Il fatto che alla fine sia andata bene non influenzerebbe troppo il giudizio).
I Lions tuttavia non hanno perso la testa e questo conta, un sacco.
Si ritorna in campo con Big Dan Campbell che evoca un intercetto di Carlton Davis direttamente via intervista:
https://x.com/lionsfanreport/status/1855810105360708031
Per la serie cose mai viste.
Ma è quel tipo di giorno in cui anche i regali, ottenuti a caro prezzo, sembrano sprecati. Sia questo intercetto che quello successivo, sempre di Davis in endzone non portano punti ma modificano l’inerzia della partita.
La difesa si batte e si sbatte in attesa che l’attacco trovi qualcosa, le corse dei Texans sono inconcludenti e si infrangono sul muro di maglie bianche. La borsa dei miracoli sotto pressione di Stroud sembra essere vuota, con i ricevitori che non riescono a convertire o i sack che finalmente arrivano (monumentale Alim TheDream McNeill).
E alla fine, la ruota gira. Goff centra LaPorta vicino all’endzone e David Montgomery non fallisce il colpo. Fallisce invece la conversione da due che avrebbe portato i Lions ad un solo possesso e si resta invece sul 10-23 per entrare nel quarto periodo.
Nel quarto periodo, Goff trova sul terzo e lungo un Jameson Williams che viene letteralmente asfaltato da due avversari che lo riducono tipo a pressatella in un panino ma tiene la palla con una concentrazione volitiva. Una corsa di Montgomery ed uno screen bloccato come si deve per ARSB portano i Lions a tre punti di distanza. Niente danze e niente feste, stavolta che la situazione si fa seria (ed insperata).
— Detroit Lions (@thelions.bsky.social) 2024-11-11T04:21:48.100Z
Sul drive di risposta, siamo al terzo e lungo quando James Houston, che sta iniziando a ritrovare la forma del 2022, porta pressione su Stroud che viene letteralmente spinto ed abbracciato dal proprio right tackle che alla fine causa anche uno strip fumble che ricopre lui medesimo.
Josh Paschal si ritrova un sack a tabellino tipo il tizio di Sailormoon nei meme ma non si lamenta (e nemmeno noi):

Il drive Lions è promettente con Gibbs che corre dietro Penei Sewell e ARSB che ritrova l’abituale connessione con Goff, che pare totalmente immemore degli stenti di poco prima ma una toss per Gibbs porta alla perdita di sette iarde ed all’ingresso del ragazzo di casa, Jake Bates il quale svernicia il palo di destra ma mette dentro la palla del pareggio da 58 iarde.
I Texans arrivano in zona di field goal ma Fairbarn dalle 58 non la mette nemmeno vicino ai pali.
I Lions hanno la possibilità di drenare il cronometro e provare il field goal di Bates. Non è un drive entusiasmante, visto che si riduce a Goff che centra il solito ARSB per undici iarde e per preparare un field Goal dalle 52 per Bates.
Il quale entra, svernicia l’altro pilone (quello di sinistra) ma la mette dentro di giustezza. I Lions vincono senza mai essere stati in vantaggio per un singolo secondo di gioco.
Di solito, queste partite erano quelle che perdevamo con relativo crepacuore ma stavolta sono i Texans a dover riflettere su cosa non abbia funzionato e come mai debbano digerire una sconfitta così amara invece che festeggiare una vittoria importante. Noi conosciamo benissimo la sensazione e, pur comprendendoli, gliela lasciamo volentieri.
Per i Lions, una vittoria importante in una serata storta, ottenuta ancora una volta di più senza perdere la testa ma continuando ad avere fiducia nei propri compagni anche quando questi sembravano incapaci di fare alcunché di positivo.
Fantastico tutto il reparto difensivo, a partire da Carlton Davis con i suoi due pick e tanta, tantissima concretezza in tutti gli snap. Sento le lamentele dei tifosi Texans per la PI non chiamata a Terrion Arnold sul terzo down nel drive finale. Onestamente, non mi è parsa così evidente specie perché gli arbitri, per una volta, hanno tenuto un metro di giudizio discretamente uniforme.
E poi, se ti glori delle chiamate sbagliate, un po’ te le cerchi:
https://x.com/HoustonTexans/status/1855007646392500361
Ora, un discorso va fatto su Jared Goff. Con i suoi cinque intercetti, probabilmente si è estromesso dalla corsa per MVP stagionale ma non è che la colpa sia stata tutta sua.
Due sono state palle deviate per la pressione, un terzo una miscommunication con LaPorta e poi un Hail Mary di fine tempo (da tentare sempre senza se e senza ma). Quello peggio di tutti è stato quello per Jamo, decisamente arrischiato e poco preciso. In ogni caso, tutto il timing dell’attacco era sballato con Goff che doveva lanciare in fretta in molti casi e che non era tranquillo nemmeno nei pochi casi in cui avrebbe avuto tempo.
Tuttavia penso che i Lions lo paghino proprio per queste situazioni ed, in particolare, per la sua capacità di mettersi subito dietro alle spalla gli errori (e gli orrori) di una partita e tornare immediatamente a distribuire palloni. Non a caso, nel quarto periodo quando la situazione si stava scaldando Goff ha raggiunto un notevole 6 su otto tentativi, trovando anche dei completi non facili.
https://x.com/Lions/status/1856020061292790041
Ovviamente, sarebbe meglio non trovarsi mai in queste situazioni ma se è Perfectiville ha un solo abitante (Dolphins 1970) un motivo c’è. La stagione NFL può essere breve ma ugualmente tenere il ritmo settimana dopo settimana è difficile e la sconfitta è sempre dietro l’angolo.
Per finire, il rientrante Jameson Williams ha salvato due drive terminati con un TD con due prese fondamentali e per nulla facili su due terzi down (diciamo che Goff non gli ha fatto nessun favore). Non sono sicuro che il Jamo degli scorsi anni sarebbe riuscito ad effettuarle.
A voi le Highlights, per concludere in bellezza:
I Lions sono 8-1 ed hanno superato una vera e propria ordalia (Cowboys, Vikings, Packers ed Houston in trasferta con solo i Titans in casa) vincendo tutte e cinque le partite e tutte in maniera diversa, rompendo varie strisce storiche (quella con i Texans, imbattuti dal 2002 è solo l’ultima).
https://x.com/Lions/status/1855843978450452910
Nessuno ha mai vinto niente a Novembre in NFL ma sicuramente qualcosa vorrà dire.