Recap 12/24: navigando nelle praterie (Lions 24-Colts 6)

David Montgomery segna un TD contro i Colts al Lucas Oil Stadium.

Come tutti gli anni la settimana del Ringraziamento accorcia i tempi e costringe a riscoprire il dono della sintesi, con il primo report già atteso per questa sera.

La partita di ieri ha seguito un trend abbastanza comune in questa stagione: si festeggia un’altra vittoria, non facilissima ma tutto sommato tranquilla sulle ali di una difesa che non concede un touchdown da dieci quarti di gioco e grazie ad un attacco in grado di mettere su 24 punti anche quando sembra girare al minimo. Poi si passa immediatamente ad aspettare gli aggiornamenti di Dan Campbell sugli infortuni della settimana con le dita incrociate.

Non che stavolta si possano fare polemiche sul dover togliere i titolari prima, visto che la partita non è stata chiusa fino ai minuti finali, diciamo fino al Field Goal di Jake Bates che ha portato a tre i possessi di vantaggio. Tuttavia vedere quattro giocatori dover lasciare il campo in rapida successione non ha sicuramente giovato a quelle che ora si dicono le Vibes della serata.

Questo almeno per i tifosi, visto che i giocatori, anche loro seguendo un tema ricorrente, non hanno fatto una piega ed hanno continuato a macinare sul campo.

Del resto, quella di ieri non è stata forse la miglior partita dei Lions ma, anche in trasferta, sono stati efficaci e precisi come d’abitudine. Ad aiutarli, è stata la tendenza dei Colts all’autolesionismo con ben 94 iarde perse per strada a causa di penalità, un Touchdown droppato brutalmente ed una ricezione di 45 iarde mancata perché il ricevitore non ha provato nemmeno a tenere il piede in campo.

I Lions sono stati molto più concreti con un unico momento in cui hanno messo a rischio il pallone con un sack fumble recuperato da David Montgomery dopo uno strano rimbalzo.

Per il resto, Detroit ha giocato sfruttando il loro gioco di corsa con coppia Montgomery e Gibbs a segno per la nona volta consecutiva (due score per Gibbs) ed con un’equa distribuzione della palla tra St. Brown, Jameson Williams e Tim Patrick per tenere vivi i giochi.

Magari niente di particolare eccitante ma sicuramente molto piacevole da vedere.

Sull’altro lato della palla, la difesa orchestrata da Aaron Glenn ha tenuto in redzone nel primo tempo, malgrado le iarde concesse ad Anthony Richardson e Michael Pittman (Brian Branch ha provato a stenderlo con un colpo in corsa ed è tornato indietro come se avesse caricato una quercia).

Nel secondo tempo, la pressione su Richardson ha contribuito alla sua imprecisione ed i Colts non si sono nemmeno avvicinati alla redzone avversaria, grazie ad un’altra ottima giornata di Alim McNeill e dei linebacker.

Tutto questo, va sottolineato di nuovo, malgrado gli infortuni: ad un certo punto, la coppia di corner era composta da Kindle Vildor e da Khalil Dorsey, in aggiunta agli altri assenti, e tuttavia la difesa non ha perso un colpo. Una dimostrazione incredibile della qualità messa in campo dall’unità di Aaron Glenn.

Ovviamente, saremmo tutti più contenti che lo stillicidio su fermasse ma per questa squadra gli infortuni non sono davvero una scusa valida e il “next man up”, l’avanti il prossimo, non è solo un modo di dire, un’ovvietà da propinare ai giornalisti ma un modo di vivere.

Un’assenza come quella di Hutchinson da sola basterebbe a rovinare la stagione di più di una squadra ed, invece, Detroit è lì sul dieci ad uno: non succedeva dal 1934, quando i Portsmouth Spartans erano appena diventati i Detroit Lions.

I Lions sono 19 a 5 in trasferta e non è sicuramente un’impresa da poco.

Ovviamente, c’è ancora tantissimo lavoro da fare specie perché, in una maniera o nell’altra, le rivali di division continuano a tallonare e non c’è molto spazio per scivolate e cali di concentrazione.

Non che il Grande Piano di Brad&Dan (©®) li contempli, siamo chiari.

situazione infortuni.

Ci e scritto sopra, gli infortuni hanno continuato ad accumularsi anche durante la partita di ieri con Decker e Montgomery che, ad un certo punto, hanno dovuto fare anticamera nella tenda blu.

Si parla di quattro titolari con situazioni più o meno critiche ma la situazione non sembra disastrosa come in un primissimo momento.

Partiamo dal peggio: Kalif Raymond si è infortunato ad un piede durante un ritorno ed è stato visto nello spogliatoio con tutore e stampelle. Nessuna sorpresa per l’annuncio che dovrà restare a riposo per un po’.

Taylor Decker ha avuto un infortunio alla caviglia e ad un braccio. È stato in grado di rientrare prima che lo staff lo togliesse di nuovo. Secondo lui medesimo, dovrebbe giocare Giovedì ma aspettiamo conferme.

David Montgomery ha avuto una botta alla spalla. Era in condizioni di rientrare ma DC gli ha detto di restare a bordo campo perché “hanno pesci più grossi da friggere”.

Terminiamo con Carlton Davis che ha subito un infortunio al ginocchio senza contatto. Per fortuna, è stato subito escluso un problema ai legamenti; anche qui si aspettano conferme ma non sembra un problema a lungo termine.

Carlton Davis III said he hopped on the bike to keep his knee loose. Will know more tomorrow about his injury but seemed to be in good spirits. Dan Campbell didn’t seem too concerned.

— Colton Pouncy (@coltonpouncy.bsky.social) 2024-11-24T22:27:19.006Z

note varie

  • Highlights:

  • Goff va 26/36 per 296 iarde. Zero TD, zero intercetti, 93.5 di rating.
  • Anthony Richardson mette a referto 11/38 per 172 iarde, zero TD e zero intercetti. Rating di 60.8. A questo bisogna aggiungere 61 iarde corse su 10 tentativi.
  • Dopo nove partite con touchdown si ferma la striscia di ARSB, peccato ma immagino sopravvivrà.
  • L’equilibrio e la grinta di Montgomery e la velocità di Gibbs sono incredibili.
  • Grande assente per i Colts, la corsa. Jonathan Taylor si ferma a 31 iarde su undici tentativi. Molto dipende dalle assenze Colts, certo ma anche dalla linea Lions con Josh Paschal sugli scudi.
  • Rodrigo e Jack Campbell non hanno battuto ciglio per sostituire Anzalone, sono otto tackle per entrambi, con anche due passaggi difesi per JK.
  • Ottime prestazioni per Jack Fox e Jake Bates.
  • Efficienza vuol dire anche convertire i terzi down. I Lions hanno avuto una percentuale del 60% contro il 25% degli avversari il che ha permesso di sottrarre tanto tempo sull’orologio, soffocando gradualmente le speranze di Indianapolis per un comeback.
  • I Lions continuano a correre e convertire sul terzo e medio nella metà campo avversaria. Anche questo un tratto notevole che è figlio delle tendenze aggressive di coach Campbell ed, in particolare, della tendenza a giocare i quarti down più sì che no.

E ora torniamo ad aspettare nuove.


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