Ben Johnson, David Blough e tante storie per questo sabato notte.

DeAndre Swift corre contro i Commanders nella partita di week 2 del 2022. (dal Washington Post).

Dopo il meritatissimo bye, i Lions si preparano ad affrontare i Washington Commanders in un match intrigante visti i numerosi punti di interesse che suscita.

Il primo riguarda indubbiamente il recente passato.

Lo scorso anno, i Commies (per brevità) avevano intenzione di seppellire l’era di Dan Snyder e voltar pagina con un colpo grosso ed avevano corteggiato accanitamente Ben Johnson solo per essere lasciati dal medesimo all’altare. Il nuovo think tank di Washington, a partire da Magic Johnson (nessuna parentela), non l’avevano presa benissimo, per così dire .

Ora, le cose sembrano essere andate per il verso giusto per entrambe le parti con Johnson che ha guidato il suo attacco a livelli storici ed i Commanders che hanno vinto il loro primo incontro di postseason dal 2005, sotto la guida di Dan Quinn, un allenatore che molti, compreso me, consideravano una seconda scelta con poche potenzialità e che, invece, ha dimostrato di avere ancora un sacco di benzina nel serbatoio.

A proposito della vittoria del 2005, sapete chi era il quarterback di quella squadra? Nient’altro che Mark Brunell, attuale QB Coach (altra topica, rigrazie a doppiozio Ruggiero Capasso) dei Lions ed uno dei tanti che hanno contribuito alla rinascita di Jared Goff in questa sua seconda vita sportiva.

Uno che ha fatto il percorso contrario è David Blough: dopo diverse stagioni Detroit come secondo o terzo violino, il Mago (come era stato soprannominato per la passione per la prestidigitazione) si è trasferito armi e bagagli nel D.C. come assistente QB Coach e non ha mancato di suscitare una buona impressione fin da subito, non che mi stupisca, visto che ne ho pronosticato un roseo futuro da coach in tempi non sospetti.

Ora potrà sfruttare la sua conoscenza dell’attacco di Detroit in tutti i suoi anfratti, nonché di Jared Goff sia come giocatore che come uomo.

C’è poi la questione dei precedenti, che sono abbastanza pesanti per i Lions ma non è certo stupefacente vista la storia degli stessi nell’era del Super Bowl fino agli ultimi anni. Lions e i non ancora Commanders (avevano ancora il vecchio nome) si sono incontrati per tre volte nei playoff (83, 92 e 2000) con sempre lo stesso risultato. Tre vittorie della squadra della capitale.

In particolare, furono proprio gli antenati dei Commies a bloccare il cammino di Barry Sanders e compagni dopo la famosa/famigerata vittoria del 1992 con un netto blowout di 10-41.

Va considerato che la situazione dovrebbe essere radicalmente mutata da quei tempi: in quegli anni, Washington era una vera e propria corazzata della NFL, specie nei primi anni 90 (avrebbe provveduto a vincere il super Bowl proprio nel 1992 ed abbastanza tranquillamente contro i Bills) mentre i Lions erano una squadra giovane, sbarazzina e financo modaiola con il suo attacco run’n’shoot.

Adesso le cose sembrano essere differenti ed i rapporti di forza invertiti, come testimoniano le quote dei bookmaker ma i Commanders non vanno presi alla leggera: hanno appena vinto una partita combattuta affrontata da sfavoriti, han talento, un QB esaltante e niente da perdere.

Però, Se c’è qualcosa che i Lions 2024 hanno dimostrato di sapere e volere fare, è proprio rompere le streak negative che accompagnavano la squadra da troppi anni.

Questo è, dovrebbe essere, un altro ostacolo lungo la strada di Dan Campbell e dei suoi uomini verso il loro obbiettivo, sicuramente impegnativo ma da affrontare senza nessuna remora.


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