
La Combine 2025 si è rivelata un grosso involtino di nulla in salmì, almeno per chi è impallinato per il draft: diversi prospettoni hanno avvisato che l’avevano Judo, nessun QB aveva le mani piccole e la telenovela Stafford si è conclusa nella maniera più razionale malgrado gli sforzi di Tom Brady.
Le cose più sfiziose sono state un alterco tra insiders e la trade di Deebo Samuel che sarebbe stata un affare ben più grosso se fossimo ancora nel 2022.
Per fortuna, a spezzare un po’ sono arrivati i risultati del questionario diffuso tra i giocatori dal Sindacato Giocatori con cui le varie società vengono giudicate sulla qualità di molteplici aspetti, dai pasti forniti all’head coach.
I Lions continuano a salire arrivando in top ten e piazzandosi noni.
I punti forti restano Dan Campbell che è uno dei sei HC a ricevere un A+, l’equivalente dei nostri “dieci e lode”, lo staff della palestra (A-) e la proprietà (B+) mentre restano migliorabili lo spogliatoio ed il servizio mensa, utilissimo per chi vive in albergo o deve fare riabilitazione tutti i giorni.
Malgrado l’ottima posizione, i Lions restano terzi nella division, dietro i Minnesota Vikings (secondi assoluti), i Green Bay Packers (settimi) con solo i Bears alle spalle (quattordicesimi e penalizzati dai rating per il già giubilato Eberflus).
Vi lascio il divertimento di scuriosare per il documento alla ricerca di quella squadra con la toilette che puzza o di chi fa pagare il servizio di babysitter.
I Lions sotto la gestione di Sheila Ford Hamp hanno dimostrato una buona disponibilità ad investire di tasca propria per la soddisfazione di spettatori e giocatori (vedasi la sostituzione del turf di alcuni anni fa). Questo ulteriore avanzamento nella classifica è un’altra conferma che non si lesina sugli sforzi.