
Una delle caratteristiche che stanno definendo questa versione dei Lions è l’aggressività, con un approccio molto disinvolto che gli ha fruttato diversi vittorie.
Domenica, contro le Eagles, questa caratteristica è stata sparata su di un par di tacche, complice l’arrivo di Dan Campbell a chiamare i giochi e gli si è rivoltata spettacolarmente contro con un avvilente 0 su 5 al quarto tentativo che gli ha impedito di mettere i punti sul tabellone il che ha vanificato un imponente sforzo difensivo con i campioni del mondo costretti ad accontentarsi di sedici punti.
In una serata in cui Jared Goff è stato sotto pressione costante ad inizio partita, il che lo ha spinto ad essere affrettato e, di conseguenza, impreciso anche quando la linea reggeva. In aggiunta, l’assenza di Sam LaPorta si è fatta decisamente sentire (2 sole ricezione su 7 bersagli per Brock Wright) e Amon-Ra St Brown ha avuto una giornata decisamente storta (2 ricezioni su 12 bersagli con 42 iarde) hanno ulteriormente azzoppato l’attacco di Detroit nei momenti chiave, quelli decisivi.
I Lions hanno messo a referto 50 iarde in più delle Eagles, Goff non non ha giocato bene ma ha lo stesso lanciato 255 iarde contro le 155 di Hurts e l’unico intercetto è stata frutto di una palla deviata sulla linea di scrimmage.
La chiave della partita è stato probabilmente il dominio della DL di Philadelphia che ha tenuto i Lions sotto le cento iarde corse (un comun denominatore delle sconfitte della stagione) e, appunto, complicato la vita a Goff.
Ovviamente, in una situazione simile, un allenatore aggressivo come DC ha sempre la tentazione di dare la scossa al suo attacco cercando di convertire ma, forse, bisognerebbe leggere un pelo meglio la situazione.
Come già scritto, la difesa ha retto alla stragrande con i Lions che sono riusciti anche a fermare la temuta tush push, dimostrando che non è necessario correre necessariamente da mamma e farla bannare se puoi trovare il sistema di fronteggiarla sul campo.
https://x.com/SharpFootball/status/1990275704039350587?s=20
Con Rock Ya-Sin e Amik Robertson che stavano avendo una serata difensiva (tipo meno di 60 iarde per AJ Brown e Devonta Smith praticamente cancellato dal tabellino) forse, dico forse, per meglio, per una volta, puntare sulla difesa e tenere corto il punteggio con i calci.
Certo, Dan non c’è abituato.
Certo, gli special team del 2025 sono un pianto (e continuo a non capire perché).
Nessuno chiede ai Lions di rinnegare la loro identità, soltanto ogni tanto si può essere più aggressivi in difesa e un filo meno in attacco.
Immagino che Campbell non abbia imparato la lezione e, devo essere onesto, sotto sotto mi va bene così. I Lions hanno vinto un sacco di partite aggredendo gli avversari a livelli mai visti (o visti di rado) in NFL, una sconfitta in trasferta a Philadelphia contro una squadra con i cosiddetti quadri non cambia le cose.
Ovviamente, la corsa per i playoff resta bella viva e le altre partite diventano decisamente più pesanti ma questo capita tutti gli anni mano mano che si avvicina il nuovo anno.
I Lions devono raggrupparsi, non dare niente per scontato e ritrovare un po’ del fuoco interiore che, magari, i due successi consecutivi in division hanno inconsciamente smorzato.
O forse basta dare una pulita ai molteplici errori, un pelo meno di espresso.
Come ricordava alla squadra il nostro Head Coach prima del bye, le contender iniziano a fare la differenza a Novembre e Dicembre. Per ora, i Lions non si stanno dimostrando all’altezza delle aspettative (che erano decisamente alte, per la verità) e le prossime tre partite ci diranno molto sul futuro prossimo della stagione.
(Scusate le stringatezza, avrei tanto altro da dire ma ho poco tempo disponibile per scrivere coerentemente in questi giorni).