
Le modalità in cui è avvenuto rilascio di Taylor Decker sembrano non essere state gradite dal giocatore, che pure lo aveva richiesto. Alcuni giorni fa, Decker ha invitato a casa sua a Phoenix, il giornalista Justin Rogers per un’intervista che è stata pubblicata sul suo sito personale e che non ho letto perché non sono abbonato (forse, un giorno… chissà. Ma ho già un paio di abbonamenti attivi a tema Lions ed i soldi non sono infiniti).
Non avendo accesso alla fonte diretta, ho avuto un sacco di dubbi sul commentare ma POD ne ha pubblicato un riassunto accessibile in cui risulta chiaro quello che già si sospettava: Decker non ha gradito il trattamento ricevuto in uscita ed, in particolare, il fatto di non aver avuto comunicazioni da Campbell e Holmes ed aver dovuto contattare lui Hank Fraley, un allenatore per il quale si era speso nel 2021 in qualità di capitano e leader della OL, è una cosa che lo infastidito abbastanza.
Decker ha aggiunto di non aver parlato di soldi con la squadra ma di aver fatto chiaro che non avrebbe accettato un taglio dello stipendio e che la squadra lo avrebbe rivoluto in campo.
Ora questa parte, con tutto il rispetto per Decker, è un bel macello. Se non ha parlato con la squadra di soldi (e parlo di lui o del suo agente), quando avrebbe specificato che non avrebbe accettato un taglio paga?
In ogni caso, perché la squadra avrebbe dovuto contattarlo per parlare di soldi quando era stato deciso di lasciargli spazio per decidere cosa fare. Poi, che c’entra, magari i Lions contavano davvero che Decker si ritirasse; del resto, ad un certo punto della scorsa stagione, sembrava l’esito più probabile e, dopo il doppio fiasco di Ragnow, stare cauti nei progetti sembra una saggia strategia.
Resta il discorso della mancanza di comunicazione, strana per una gestione che si pregia di essere trasparente.
Cosa può essere successo?
Vi invito a riscorrere la cronologia degli eventi: alla combine, Campbell e Holmes parlano della necessità di evitare una situazione tipo quella di Ragnow l’anno precedente e Campbell arriva a dire che, in ogni caso, sarebbe stato necessario trovare qualcuno per il ruolo di left tackle.
La sera stessa, Decker annuncia il ritorno via social.
Potrebbe essere che Decker (o un suo rappresentante) abbia premuto “invia” senza annunciare le sue intenzioni con la squadra e valutare le prospettive, a che economiche, del suo ritorno ai Lions.
Non vorrei arrivare ad ipotizzare che fosse anche una tattica per mettere pressione sulla società ma avrei visto cose più strane1.
Quello che è certo è che Decker aveva ragione a dubitare che i Lions volessero pagarlo 21 milioni di dollari dopo un 2025 molto complicato.
Aveva torto, a quanto pare, a pensare che il suo mercato sarebbe stato in quell’orbita: a fine Marzo, Decker non ha ancora firmato un contratto e non si hanno notizie di interesse nei suoi confronti da parte di altre squadre (il che non vuol dire che non ci sia, ovvia. Si procede con le informazioni disponibili).
L’inghippo potrebbe essere stato più o meno questo.
Riguardo la mancata comunicazione con lo staff, può essere stata una mancanza di stile ma, in fin dei conti… il rilascio lo ha chiesto lui.
Un po’ di freddezza da parte dell’organizzazione che hai deciso di lasciare ci si può, forse, aspettare.
Come avrete notato questo post è zeppo di ipotesi ed ipotetiche, le uniche cose certe sono che Decker è ancora sul mercato e che, per le sue parole, è disponibile ad un contratto di un giorno per ritirarsi con la franchigia a cui ha dedicato undici anni della vita ma a tornare a giocare per loro.
Come in altre occasioni, diciamo che nessuno ci fa una bellissima figura ma che non stiamo assistendo a niente di epocale quanto a dinamiche già note in NFL.
- E, vista la reazione non solo online, alla richiesta di rilascio non sarebbe stata nemmeno una tattica sbagliatissima. Anche se ovviamente non lo è e questa è solo un’illazione senza fondamento. Certo. Sicuro. Proprio. ↩︎