
Per i Lions, la seconda notte del draft è stata abbastanza rapida. Già la squadra aveva solo una selezione (la 50 assoluta) e Brad Holmes ha pensato di accelerare ulteriormente il processo mandando la scelta 128 ai Jets per salire alla 44 e selezionare il DE/EDGE da Michigan Derrick Moore.
Una scelta abbastanza innotiva e sorprendente perché i Lions, per la prima volta nel recente passato, hanno dato la priorità ad un rusher puro con un’ottima bull rush ma non molto efficace contro lo corsa e che deve decisamente crescere sotto questo aspetto: praticamente molto più AQM che Marcus Davenport. Sarà molto interessante vedere come verranno divisi gli snap sull’EDGE tra lui, Hutch e Wonnum ed, indubbiamente, il suo uso porterà ad un differente set di sfide e possibilità per Kelvin Sheppard.
Il prezzo da pagare (il peggior quarto giro) è stato abbastanza salato: secondo Brad Holmes, i Ravens erano pronti a sceglierlo alla 45 ed, effettivamente, il nuovo HC di Baltimore è Jesse Minter che era DC di Moore al college. È possibile e, in questo draft in particolare, le valutazioni generali degli esperti sono state totalmente stravolte dai GM quindi il fatto che molti mocker lo considerassero di più un terzo giro non dovrebbe far suonare l’allarme generale visto che stiamo ugualmente parlando di un giocatore che viene considerato dai più un futuro titolare in grado di contribuire da subito.
Con queste due prime scelte, i Lions sembrano aver rinunciato almeno parzialmente alla filosofia del BPA duro e puro (anche se Holmes sostiene il contrario) e di aver puntato a sistemare le due debolezze più evidenti del roster. Sono davvero stupito della decisione di rinunciare, almeno parzialmente, ad un big edge per privilegiare il pass rush puro ma questo non vuol dire che mi dispiaccia, visto che la difficoltà di arrivare al QB nelle situazioni critiche si è sentita lo scorso anno.
Questo pomeriggio la maratona degli ultimi giri. I Lions hanno ancora cinque scelte ed un sacco di spazio per muoversi.
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