
Sono passati un paio di giorni dal rilascio del calendario e la polvere si è sedimentata, i video sono stati visti (A proposito: il tizio che i Titans hanno scovato per strada non assomiglia assolutamente a Big Dan) e finalmente ho il tempo per poterne scriverne due righe.
Non è andata malissimo, quest’anno ma soprattutto per merito degli avversari e del quarto posto dello scorso anno che ha messo i Lions in condizione di avere un calendario facile, almeno in apparenza. A questo si è aggiunto il repulisti che si è consumato in NFL che permetterà a Detroit di incontrare squadre con un nuovo allenatore (cinque in tutto) o in rebuild più o meno concluso.
La prima parte della stagione, al netto dei Bills e degli incontri di Division, sembra abbordabile
La NFL, però, non gli ha fatto molti sconti, in particolare nella seconda metà della stagione ma prima di tutto con il bye. Non chiedevo davvero un bye tornando dalla trasferta internazionale Del resto, solo tre squadre su dodici hanno avuto questo trattamento: Jaguars, Saints e Patriots, il che vuol dire che non è proprio uno standard. Tuttavia, un ennesimo bye anticipato alla sesta giornata sembra davvero un inutile accanimento con tutto quello che aspetta i Lions in fine stagione.
Prima abbiamo appunto lo stretch di tre partite in 12 giorni con la partita casalinga (speriamo) a Monaco di Baviera seguita da un incontro con i Bucs (loro sì che escono dal bye) per concludere con i Bears il giorno del Ringraziamento, Bears che avranno sicuramente in panchina un Ben Johnson carico a mille dopo che la scorsa stagione una Detroit al minimo gli ha inflitto due stop.
Almeno un’ottava o nona giornata avrebbe fatto comodo e non credo danneggerebbe troppo l’equilibrio competitivo (se non lo sapeste o non avete letto l’articolo: molta della concorrenza non gradisce il minibye automatico dei Lions a Novembre. Non so bene come questo si rapporti con il bye week 14 dei Cowboys dato senza mal di pancia. O forse lo so benissimo ma non lo dico.)
Dopo questa striscia davvero complessa, ci sono due partite tranquille con Falcons in casa e i Titans in trasferta (tranquille ora a Maggio, vedremo in Autunno) per poi finire con… tre divisional in trasferta ed una sola partita in casa: si parte con i Vikings, si torna a Detroit per i Giants e poi restano i Bears ed i Packers, il che vuol dire Soldier Field e Lambeau Field davvero al freddo e al gelo. Per quanto io personalmente non credo affatto alla narrativa secondo cui “Jared Goff soffre tantissimo il freddo” (vedasi week 17, 2022) non sono le condizioni ideali per nessuna squadra. Del resto, il motivo è decisamente evidente: con tre partite così importanti, la classifica della NFC North potrebbe essere decisa solo all’ultimo momento e, per la NFL; questo vuol dire più tensione, più rating, più pubblico e sappiamo tutti che questo conta.
Ora, non voglio dire di fasciarvi la testa. In primo luogo, malgrado la trasferta internazionale i Lions non viaggeranno tanto quest’anno e avrebbero potuto essere trattati come i Chargers (davvero, loro non so bene cosa abbiano fatto all’Ufficio Calendari).
https://x.com/davebftv/status/2054565107451977743?s=20
In secondo luogo, il calendario non conta così tanto. Sono diciassette partite contro avversari già noti. Quello che sappiamo oggi sui rapporti di forza potrebbe essere (sarà) smentito quando il pallone inizierà ad essere lanciato. I Lions contano di avere le risorse per rientrare nel giro che conta dopo un 2025 che è stato ampiamente altalenante e concluso in maniera deludente proprio nella parte finale, a causa di pessime sconfitte contro avversari che venivano definiti sfavoriti.
Se da un lato questo ha fatto un sacco male, dall’altro ci ricorda una grande verità: nessuno vince qualcosa in Offseason.
Niente proclami e niente autoflagellazioni, solo: gambe in spalla e lavorare.
One pride!