
Passati un paio di giorni dal taglio, un paio di considerazioni prima di chiudere il capitolo Terrion Arnold in maniera definitiva. Perché il taglio questo permette di fare ai Lions e pure a noi: chiudere definitivamente un capitolo spiacevole e deludente nella storia della squadra.
Qualora i Lions avessero deciso di fare la cosa più semplice, cioè aspettare che la situazione si chiarisse visto che la presunzione di innocenza resta valida, sia noi che loro saremmo dovuti restare appesi alle notizie provenienti dalle corti di giustizia o dalla NFL, con relativo stillicidio che può essere buono per i creatori di contenuti ma non è certo la condizione ideale per lavorare sia per lo staff che per i compagni nonché, non va dimenticato, per il giocatore.
Inoltre “forse abbiamo bisogno di qualcuno se ci squalificano Arnold” non è propriamente uno slogan molto attraente per un giocatore da contattare per una trade o dalla free agency. “Ti puoi giocare il posto di titolare accanto a DJ Reed” è decisamente più convincente.
Perché, parliamoci chiaro, questo è il secondo anno consecutivo in cui i Lions devono arrivare al training camp con un grosso punto interrogativo in una posizione importante. Lo scorso anno la scelta fu di Frank Ragnow e non dirò mai una sola brutta parola su di lui, quest’anno la scelta è stata della squadra e la medesima ha fatto il possibile per non arrivare impreparata a questa scelta ma lo spessore della posizione non è ideale e potrebbe essere utile (per non dire necessario) trovare un ulteriore rinforzo.
Certo, non sarà facile: lascio a chi ha più confidenza con spreadsheet nonché accesso pagante a statistiche varie il compito di individuare un corner in grado di giocare un sacco di uomo, in scadenza di contratto (per risparmiare qualcosa sulla trade, come per Carlton Davis), la cui squadra abbia scelto un CB recentemente e quindi possa lasciarlo andare e che passi il grit fit con Dan Campbell.
Può darsi un simile esemplare esista ma non è affatto detto.
Mai scegliere per need
“Mai andare in Germania”, ammoniva il Professor Sassaroli in Amici miei atto secondo e a me viene da dire “mai scegliere per need”. I Lions nel 2024 avevano un grosso buco a CB esterno, lo hanno riempito con un corner che veniva considerato tra i migliori nell’annata (dietro Mitchell, che era sempre stato considerato impossibile da raggiungere) e che non aveva mai avuto problemi di carattere (Alabama è molto attento rispetto ad altri College alle attività fuori dal campo, diciamo) né di infortuni.
Praticamente, se non crediamo al senno di poi, la decisione di scegliere TA fu considerata ampiamente in maniera positiva dalla stampa e dai tifosi.
Il fatto che abbia dovuto passare a bordo campo metà della scorsa stagione era imprevedibile e lo era anche di più che potesse decidere di infilarsi in un tunnel simile (se anche non ha partecipato alle attività criminali, i coinvolti erano tutti suoi amici).
Holmes aveva agito con i dati che poteva avere in mano e la scelta era di per sé corretta. Purtroppo il giocatore non ha tenuto fede alle aspettative. Un peccato perché resto convinto che il 2026 avrebbe potuto essere l’anno della svolta per lui ma, purtroppo, resterà un what if senza alcuna risposta certa.
Anche quest’anno i Lions hanno scelto per need ai primi giri (anche se mi viene da dire che i Lions abbiano lasciato a roster dei buchi che sapevano di poter riempire più che il contrario), quindi vi invito a tenere presente che ogni draft fa storia a se e a rinnovare il vostro arsenale di gesti apotropaici e di scongiuro generico.
Lo standard è lo standard
Ovviamente, se Arnold avesse giocato ai livelli di un Pat Surtain in questi anni probabilmente sarebbe ancora a roster ma spero che concorderete con me che ai primi giri di solito vengono concessi più di un paio di anni prima di considerarli solidamente bust, specie per un ruolo incasinato come il cornerback.
Per quel che mi riguarda, i Lions hanno voluto dare un segnale molto deciso al resto della squadra che era già diretto verso le manifestazioni di solidarietà per il corner: non abbiamo pazienza con le attività che possono danneggiare la squadra.
I Lions, del resto, ne hanno sempre avuta molto poca, specie da quando la proprietà è passata nella mani di Martha Firestone Ford prima e di Sheila Ford Hamp poi.
Onestamente non mi dispiace. Capisco l’importanza delle seconde possibilità MA atleti giovani e con a disposizione contratti milionari devono capire che le azioni hanno conseguenze.
Una cosa è una sospensione per delle regole idiote sulle scommesse, un’altra rischiare di finire nel penale con accuse che possono portare al carcere a vita.
I giocatori devono sapere che alcune cose, a prescindere dalla status, qui non vengono tollerate.
Ora, è possibile (per non dire: estremamente probabile) che Arnold, qualora venga rilasciato con un bufetto sulle guance e un paio di mesi di servizi alla comunità non avendo partecipato attivamente all’atto violento, approdi in un paio di anni agli Steelers o ai Chiefs e si faccia una bella carriera alla faccia nostra.
Ma, ugualmente, vi avviso che ci potrò stare.
In definitiva
In definitiva, i Lions hanno deciso di tenere fede a quello che predicano tutti i giorni su ciò che richiedono ai giocatori e hanno rimosso quella che sarebbe stata una fonte di incertezza per lo spogliatoio.
Ovviamente, pagano un prezzo sia monetario che nel roster ma operare con basi certe penso non sia secondario per una squadra che non può e non vuole restare ostaggio delle decisione altrui.
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