
Con l’avvicinarsi della stagione, le varie reti (a proposito, sapete dei licenziamenti a nastro di ESPN?) cercano di riempire lo spazio in onda con interviste ai vari giocatori, interviste spesso non ficcanti ma che possono contenere più o meno informazioni utili.
Per i Lions, NFLNetwork ha intervistato il nostro QB di fiducia, Jared Goff che ha approfondito la situazione dell’attacco dopo l’arrivo di Drew Petzing. Goff non entra moltissimo nei dettagli (e ci credo) parlando genericamente di un ottimo rapporto, della capacità di poter esprimere quello che gli piace e quello che non gli piace e tutte queste cose che uno si aspetta un po’ di sentire in questo periodo dell’anno (e infatti pure lo scorso anno c’era ottimismo, se guardate le righe piccole).
Goff nota che il training camp è il momento in cui i cambiamenti dello schema solidificano e che l’esperienza condivisa con giocatori come Jhamyr Gibbs e ARSB gli ha consentito di assorbire e dirigere al meglio questi cambiamenti (“È tipo quello ma un po’ diverso” per dirla con il QB), il che è abbastanza interessante visto che lo scorso anno uno dei motivi che avevano portato all’assunzione di Morton era il desiderio espresso da DC di non modificare la terminologia che i Lions stavano utilizzando con successo negli ultimi anni.
Evidentemente, Zio Drew non è stato legato da un simile vincolo ma ha potuto intervenire più profondamente nei meccanismi del giocattolo. Già è una notizia e non credo che sia negativa. La NFL è in perpetuo movimento e gli schemi che restano stagnanti muiono in fretta, quindi un più filosofico dal mio punto di vista, anche se al solito i verdetti li darà il campo a Settembre (immagino che la prossima offseason, abbrevierò direttamente in iVLDiLaS per fare prima).
Goff è molto contento della possibilità di giocare in Germania (dove io non sarò al 99,9%, peccato per me) anche se avrebbe preferito un by subito dopo ma non c’è, quindi, facciamocene una ragione come lui.
Goff ha, inoltre, avuto tempo di dare il dovuto al suo ricevitore preferito, Amon-Ran St Brown, spiegando che il nostro ricevitore è uno dei migliori nella NFL perché è il pacchetto completo: può ricevere la palle, correre palla in mano (non ricevere e cadere solamente, aggiungo io per chiarezza) e blocca come un dannato (sempre per esplicitare). Inoltre, la sua presenza e la sua work ethic rendono migliori sia lui che la squadra.
Alla domanda sul perché, allora, non venga considerato nella stessa categoria di Justin Jefferson o Ja’marr Chase dagli addetti ai lavori, Goff ha risposto a modo suo, rimbalzando la domanda al mittente.
“I don’t know, man. That’s your guys’ job,”
E, onestamente, non gli do tutti i torti. Al di là di una spettacolarità, i numeri di St Brown parlano chiaro per chi li vuole ascoltare.