Recap 7/26: Vincere alla sagra degli errori (Packers 17-Lions 21)

Jameson Williams (1) vola in touchdown contro i Packers (week 7/26)

Iniziamo mettendo subito in chiaro una cosa: quando una squadra non gioca sufficientemente bene e non sfrutta le varie occasioni che gli avversari gli offrono per chiudere la partita, allora non è possibile dare la colpa agli arbitri e alle chiamate dubbie se esce sconfitta in una partita tirata.

Così mi hanno ripetutamente assicurato i fans dei Packers in varie e ripetute circostanze dal 2015 al 2025 e non ho intenzione né motivo di dubitare della loro autorità nonché buona fede sull’argomento.

Una volta sgomberato il campo da questo falso problema (o così mi dicevano) possiamo parlare della partita di ieri sera per la quale possiamo usare un sacco di aggettivi (tesa, vibrante, combattuta) purché non bella, visto che la cosa migliore di ieri è stata la vittoria messa in tasca contro una rivale.

La partita è stata caotica e zeppa di errori da una parte e dall’altra con gli attacchi che hanno lasciato punti in redzone, Field goal mancati da parte dei Packers e due fumble persi dai Lions all fine del primo tempo e all’inizio del secondo che hanno mandato in vacca il ritmo dell’attacco fino al drive finale.

Non è stato decisamente uno spettacolo degno dei sommelier del football ma in un divisional che ha già importanti implicazioni playoff, la palla scotta, i nervi si tendono e la fesseria è sempre dietro l’angolo, per i giocatori e per i fischietti.

Si inizia con la difesa Lions che si piega ma non si rompe nella maniera migliore: i Packers macinano iarde ma sono costretti ad un Field goal mancato da cui parte un buon drive concretizzato da uno spettacolare volo di cinque iarde di Jameson Williams per lo score.

I Packers ripartono e bucano la difesa quando Jordan Love trova Tucker Craft libero in endzone[1] e riportano il punteggio in parità.

Il drive dei Lions parte da una buona posizione ma stalla quasi subito e San Campbell si accontenta del Field goal.

Dopo un rapido scambio di punti, il drive successivo di Green Bay procede spedito ma i Packers diventano ingordi sui quarti down, cercando di convertirne il terzo consecutivo in Red zone e vengono puniti da DJ Reed che affossa lo screen prima ancora che parta.

Occasione d’oro per Detroit che controlla agevolmente il cronometro e arriva in redzone per rinforzare il vantaggio quando Jahmyr Gibbs perde la palla in prossimità della endzone. Si va al riposo sul 7-10 ma con la palla ai Lions per cominciare il secondo tempo.

Fumble al secondo snap e palla sulle 45 offensive per GB. Perfetta posizione e drive rapido che porta i Packers sopra per 14-10 con Josh Jacobs che rompe un paio di placcaggi (non molto convinti,in verità) in ricezione.

Una penalità pianta i Lions sulle proprie venti e Goff sparge la palla in giro prima di concludere in endzone per Jameson Williams ancora, in un gioco che vede Penei Sewell usato come Tight End.

17-14 Lions e ancora tanto da giocare; il drive dei Packers, fondato sul “Lanciamo e preghiamo in una flag” o almeno pare, si esaurisce immediatamente ed il drive di risposta Lions avanza più per i demeriti e le penalità della difesa gialloverde che per reali meriti, compreso un intercetto negato da una penalità e termina con zero punti quando Brandon Cisse fa la giocata giusta, spingendo Jamo fuori dal campo per impedire il touchdown.

Ancora una volta il piano di Jordan Love pare limitarsi ad una YOLO ball molto alla viva il parroco che viene punita dal rientrante Brian Branch con un intercetto.

Palla in buona posizione ma che scotta un po’ e, complici delle chiamate un po’ (molto) discutibili, Goff e soci vanno tre e fuori immediatamente.

Green Bay va immediatamente in una buona posizione, aiutata da una penalità pesante di Derrick Barnes ma la difesa serra le fiale e costringe Matt LaFleur al Field goal che mette tutto in parità.

A questo punto, il drive chiave: i Lions non riescono a chiudere il primo down e, con poco più di quattro minuti sul cronometro, Dan Campbell decide di giocarsela sulle proprie 30.

Decisione in apparenza folle, in tempo reale, sicuramente rischiosa ma in realtà motivata: consegnare la palla ai Packers in queste condizioni vorrebbe dire dargli la possibilità di drenare il cronometro, lasciando pochissimo tempo ai Lions per rispondere.

Questo , certo se non prendi il primo down da un quarto ed uno il che ha un’alta percentuale di successo… Con una chiamata decente, non una corsa centrale a sviluppo lento che muore ingloriosamente ancora prima della linea di scrimmage.

I Packers sono nella posizione ideale per passare in vantaggio e mettere tutta la pressione sull’attacco di Detroit ma Josh Jacobs droppa un touchdown ed i Packers scelgono la strada del Field goal.

Dovrebbe essere una posizione facile ma DJ Wonnum ci mette una manona, complice una traiettoria non troppo alta, ed il pallone vola largo. Si resta inchiodati sul 17 pari con la palla sulle venti e tre minuti circa da giocare.

Goff a questo punto di ricorda dell’importanza di avere non non solo un sacco di armi offensive a disposizione ma anche dell’ordine e della pulizia nell’ esecuzione.

Green Bay un po’ meno come testimonia la penalità per roughing the passer causata da quella che viene definita la Aaron Rodgers rule[2] su Uline terzo down importante e completato per Sam LaPorta.

La conferma arriva poco dopo quando sul terzo e cinque, la difesa di Green Bay salta scatenando l’ilarità generale dell’ attacco in blu ed argento.

Gibbs prima prende nove iarde poi chiude il down malgrado una false start e c’è spazio solo.per il Field goal vincente di Jake Bates .

L’azzardo di Dan Campbell paga ancora una volta. Eccome.

I Lions hanno la prima striscia vincente da un anno e si riportano in mezzo alla corsa ai playoff.

Qui trovate highlights e boxscore.

due parole sul quarto down

Ammetto che quando è successo in tempo reale ho imprecato pure io verso il monitor ma analizzando a posteriori la decisione di giocare il quarto tentativo in quella situazione penso di capire il motivo della decisione e pure di approvarlo.

Con quattro minuti sul cronometro ed una difesa “bend don’t break” ci sono ampie possibilità che i Packers potessero muovere la palla fino alla zona di Field goal senza grossi problemi, mangiando una grossa fetta di tempo (se non tutto) dal cronometro. Passaggini e corsette con poca pressione addosso perché l’esito peggiore è restare in parità.

Con il campo così corto, il caso peggiore è trovarsi sotto di otto con tre minuti sull’orologio per trovare una risposta.

Poi, è andata bene perché non solo la difesa ha retto (come DC sperava) ma gli special team ci hanno messo del loro e la pressione si è sviluppata tutta dall’altra parte.

Chiariamo: poteva andare stortissima ma non è stato un semplice colpo di testa ma una decisione strategica per quanto rischiosa.

La statistica appoggia la scelta, detto tra parentesi:

https://x.com/ben_bot_baldwin/status/2114495064042848385?s=20

Allora, perché non più coach fanno una scelta simile in queste situazioni?

In breve: perché pochissimi hanno il livello di fiducia che Campbell ha nei suoi ragazzi, al punto da preferire il rischiare per vincere al giocare per non perdere.

Il bello è che spesso ha ragione lui.

Dove non ha ragione è bella scelta del gioco: lento, prevedibile e mal eseguito. Molto probabilmente un semplice QB sneak avrebbe avuto più successo.

Visto che non credo che la frequenza dei quarti down vada a scemare, sarebbe meglio che lui e Drew Petzing prendano un po’ di tempo per esaminare cosa funziona e cosa no e sistemare il tutto. Il è più facile sul 4-2.

pensieri sparsi

  • Jared Goff dovrebbe essere stabilmente nella discussione per MVP. Il secondo TD per Jamo spiega agevolmente il perché se non vi dovessero bastare i numeri.

https://x.com/LionsPR/status/2114515476046819512?s=20

(Il concetto da far passare è “any season”. Poi ieri ha avuto un paio di palle rischiose e fortunate ma ugualmente siamo a livelli fantastici).

  • Amon-Ra sontuoso per tutto il primo tempo ma non solo. Jamo chirurgico. Gli altri pronti quando viene chiamato il loro numero.

  • Jahmyr Gibbs è una bestia tutta a modo suo. Ieri 126 iarde malgrado un run blocking molto inefficiente (ottimo il pass blocking, invece. Misteri della scienza).

https://x.com/theGLgrind/status/2114494536659644859?s=20

Vi ricordate quando i Lions non riuscivano a produrre un RB che andasse sopra le 100 iarde nemmeno a pagare?

  • La difesa fa un notevole passo avanti, specie in redzone. Restano i problemi a livello LB ma la secondaria ha fatto un gran passo avanti malgrado gli infortuni ed i problemi di personale. Mettere in grado i giocatori di fare quello che sanno fare ha portato notevoli dividendi, basta guardare DJ Reed. Menzione speciale per Khalil Dorsey mandato in campo al posto di Ennis Rakestraw (niente di grave per lui) che regge benissimo.

  • altra prestazione ottima della DL, con Alim e Hutch sugli scudi (e Wonnum game changer negli special team).

  • Perché spendere scelte al draft per un kicker quando ne puoi trovare uno ottimo che rischiava di tornare a vende mattoni in Texas?

Per finire…

Ancora una volta i Lions vincono una partita che anni fa avrebbero perso e la vincono come l’avrebbero vinta i loro avversari: con un field goal allo scadere senza possibilità di risposta.

Con un arbitraggio favorevole? Bè, anche questo di solito andava al contrario quindi non invochiamo il karma ma nemmeno facciamo le verginelle pudiche e comportiamoci da persone adulte: le chiamate arbitrali hanno una varianza e alla fine si pareggiano nella stagione. O almeno così mi dicevano quando sotto ci restava Detroit.

Una vittoria importante che permette di continuare lavorare con tranquillità per migliorare continuamente in vista della seconda parte di stagione.


  1. OPI non chiamata? Chiedete al vostro Cheesehead di fiducia quando avrà finito di lamentarsi. Cioè, mai. ↩︎

  2. se butti tutto il peso del corpo sul QB dopo che quello ha lanciato, bandierina. L’originale fu il Divo Aaronne contro i Vikings ma se la tiri per lui, la devi lanciare anche per gli altri. E infatti la lanciano tutte le volte. ↩︎


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