Offseason 2018: 32 pensieri per 32 squadre

Alla vigilia della free agency, un semplice penserino (assolutamente non esaustivo) su ciascuna squadra NFL.

Prendetelo come il giochino che è.

AFC East

  • Buffalo: Riusciranno a trovare un altro modo per cannare la posizione più importante del gioco o hanno finalmente esaurito le maniere per maltrattare Tyrod Taylor?
  • Miami: La dimostrazione che il salary cap conta è in Florida. Ma sicuramente Dowell Loggains (YKES! Quel Dowell Loggains che era ai Bears nel ’17?) è la scelta giusta per far ripartire l’attacco.
    * New England: Dopo la trade di Garoppolo, si apre la caccia al successore di Tom Brady. Ma almeno sappiamo già chi sarà quello di Nonno Belichick.
  • New York Jets: Con tutti i soldi che hanno a disposizione, come riusciranno a trovare un altro modo per cannare la posizione più importante del gioco? Quasi ti dispiace per Todd Bowles.

AFC North

  • Baltimore: Con Ozzie Newsome già con un piede in pensione, può essere l’ultimo giro di giostra per Joe Flacco e John Hairbaugh. Se non fanno un home run, sarà il momento di premere il tasto reset.
  • Cincinnati: I Bengals, invece, il tasto reset non lo premono mai. Mai. Il tutto per lo scorno dei tifosi che parlano di committement to mediocrity. Chissà se Mike Brown ha invece la vista più lunga del resto della NFL.
  • Cleveland: Le stelle sembrano allineate: un front office a cinque stelle di chiara derivazione Packers, un sacco di soldi da spendere e un milione di pick da usare (grazie al giubilato Sashi Brown) sono pronti per risollevare le sorti della franchigia più irrisa della NFL. Questo se gli ego sommati di Hue Jackson, Todd Haley e Gregg Williams non cancelleranno l’Ohio del nord in una conflagrazione non nucleare.
  • Pittsburgh: Gli Steelers sono uno delle poche franchigie che premiano la stabilità e anche quest’anno in Maryland è tutto regolare, voci sul ritiro di Big Ben e fibrillazioni sul contratto di Bell comprese. Saranno coerenti anche nel pensare di aver raggiunto la finale di conference prima della fine della regular season? La storia suggerisce di sì.

AFC South

  • Houston: Bill O’Brien è emerso vittorioso dalla lotta a coltello all’interno dell’organizzazione. Ora sarebbe il caso che iniziasse a vincere seriamente anche sul campo.
  • Indianapolis: tutta la situazione non è mica colpa sua ma, se non centra free agency e draft, Chris Ballard comincerà a sentire la pressione addosso, indipendentemente da Andrew Luck. Se poi gestisce quest’ultimo come lo scorso anno, beh, auguri!
  • Jacksonville: Fortuna Tom Coughlin era bollito, i Jags con la triade Coughlin-Caldwell-Marrone sembrano una delle squadre meglio gestite della lega e l’estensione controllata di Blake Bortles rafforza solo l’impressione. Quanto può contare un solo anno.
  • Tenneesee: Licenziare il primo allenatore a vincere una partita di playoff da tempo immemore per provare a diventare i Patriots of the South? Potrebbe sembrare una pessima idea idea, se solo non avessimo tutti visto il gioco espresso dai Titans 2017. #freeMarcus

AFC West

  • Denver: se il General Manager fosse stato chiunque altro, la sciagurata gestione dei Quarterback gli avrebbe garantito un posto al collocamento. Trattandosi di John Elway, vincente da giocatore e GM, ha un’altra possibilità. Ma se non riesce a portare in Colorado Kirk Cousins o a pescare il Jolly, potrebbe (dovrebbe?) essere l’ultima.
  • Kansas city: Dopo l’ennesimo collasso al primo turno dei playoff, la mossa migliore è tenere insieme lo staff di allenatori e svendere i propri migliori giocatori. Certo. Si si. Contenti loro.
  • LA Chargers: L’unica squadra della NFL a giocare sedici partite in trasferta farebbe bene a cercare l’erede di Phillips Rivers. E no, non intendo uno dei dei suoi otto figli.
  • Oakland: Capisco la mossa abbia anche un risvolto di PR ma la fissa di Mark Davis per Jon Gruden è un rischio di quelli grossi e le prime dichiarazioni di Gruden sul voler allenare come nel 1998 non rassicurano. Tom Cable all’OL neppure. Preparo i popcorn.

NFC East

  • Dallas: I Cowboys hanno vinto alla roulette dei Quarteback ed hanno ancora un anno prima che Dak passi giustamente alla cassa. Pensate che sfrutteranno l’occasione? No, nemmeno io.
  • NY Giants: Il modo migliore per iniziare un rebuild è indubbiamente pagare un ricevitore 20 milioni e affidarsi ad un QB trentasettenne perché ha ancora tanta benzina. O forse è il modo migliore per evitare che allenatore e GM siano spolpati dai media dopo essere stati superati nella corsa all’allenatore da una franchise sfigata come i Lions?
  • Philadelfia: Foles è stato grande nei playoff ma potrà tenere il fortino mentre Carson Wentz guarisce? E se lo fa, chi dice a Wentz di accomodarsi in panchina? Ma se cedi Foles per evitare il problema, chi fai giocare mentre aspetti Wentz? Problemi che 31 squadre vorrebbero.
  • Washington: La scelta di impegnare la nonna per portare nel D.C. Alex Smith invece che firmare Kirk Cousins (colpevole do voler esser pagato al prezzo di mercato, il marrano!) potrebbe rivelarsi una genialata ma per ora sembra un’altra cosa (indizio: la parola termina lo stesso in ‘ata’).

NFC North

  • Bears: Lo staff radunato da Matt Nagy sembra un sogno bagnato per Mitch Trubisky mentre il ritorno di Vic Fangio tranquillizza per la difesa. Ma se Ryan Pace non si decide a portare qualche giocatore vero (non so, azzeccando una Free agency o un draft) lo staff rischia di non aver molto sui cui lavorare.
  • Detroit: Licenziare l’allenatore più vincente della tua storia per cercare di diventare i Patriots of the North? Potrebbe sembrare una pessima idea, se non avessimo visto tutti Caldwell sprecare un altro grande anno di Matthew Stafford.
  • Green Bay: Gattopardeschi, i Packers cambiano tutto per non cambiare in definitiva niente e prepararsi ad essere ancora i Green Bay Rodgers anche nel 2018. Nel frattempo, il Front Office si è ridotto, credo, a Brian Gatekust ed al suo gatto; il resto si è trasferito a Cleveland corpo e beni ma ovviamente va tutto ben madama la marchesa.
  • Minnesota: Se puoi scegliere tra tre Quarterback decebte, sicuramente vuoi cercare di portarne a casa un quarto che ti costerà il triplo. Minnesota sembra in piena modalità “vincere subito” che di solito non è la modalità migliore.

NFC South

  • Atlanta: a quanto pare l’attacco era davvero più di Kyle Shananan che di Matt Ryan. Realmente sorprendente. Ora, con Ryan che pare voglia discutere un rinnovo Arthur Blank che farà?
  • Carolina: Licenziare Mike Shula dopo tutto il lavoro che aveva fatto per astrologare un attacco adatto a Cam Newton sembra la classica ricerca del capro espiatorio. Con tutto quello che sta succedendo sul versante societario, però, forse la squadra è l’ultima delle preoccupazioni.
  • New Orleans: Lo scorso anno c’è voluto un miracolo per fermarli; se riescono a rinnovare Drew Brees senza sconvolgere la struttura salariale alla NFC ne servirà uno anche nel 2018.
  • Tampa Bay: attacco prevedibile e pass eush asfittico non sono una bella combinazione ma non temete! I Bucs hanno già la soluzione in mano: sceglieranno un punter al primo giro.

NFC West

  • Arizona: Vedere Steve Wilks che predica “instituire la corsa” come identità offensiva nel 2018 non è un’immagine così incoraggiante. Spiace per Larry Fitzgerald ma Cousins sarà diretto verso altri lidi ed i Cardinals ad un full rebuild.
  • Los Angeles Rams: “Dateci i vostri reietti e malcontenti e noi li porteremo ai Playoff” dissero Snead e MacVay dopo aver portato a casa Marcus Peters per un pezzo di pane. In particolare, Les Snead sembra un altro da quando non deve più trattare con Jeff Fisher.
  • San Francisco: I Niners sembrano aver trovato l’oro (ammicco consapevole) grazie al regalo di San Bill Belichick ma oltre Garoppolo serve il resto della squadra. E ignorare gli allarmi predraft sui giocatori forse non è la migliore strada per John Lynch.
  • Seattle: in difesa pare sia finito un ciclo, Russel Wilson sembra considerare seriamente il baseball. John Schneider e Pete Carrol non sembrano spaventati ma nemmeno il resto della lega sembra tremare di paura.


Rispondi