Un paio di retroscena su questi primi giorni di FA

Haloti Ngata
via SBnation

Visto che questi primi giorni di FA ci hanno visto spesso urlare al monitor cose tipo”CHEEEE???!!!? NON HA SENSO!!! MA È UNA FOLLIA!” e quant’altro è il caso di cercare di trovare senso a quello che è successo, con l’aiuto di notizie ed indiscrezioni che trapelano da oltreoceano.

Iniziamo dal vero shock della FA: il taglio di Eric Ebron.
A quanto pare, ha sorpreso solo noi tifosi. I Lions avevano cercato attivamente di piazzarlo già all’ultima trade deadline, senza successo ed le voci lasciate andare ad arte nel tentativo di trovare un partner hanno cementato nei potenziali partner l’idea che il taglio fosse imminente e che fosse meglio rischiare di restare a becco asciutto che accolarsi 8,2 milioni di salario per un solo anno.

Privi di un acquirente e, anche loro, non desiderosi di pagare quella cifra per Ebron, i Lions hanno preferito lasciarlo andare.
Si può discutere della mossa ma Adrian Sefarjan Jenkins ha messo in cantiere statistiche simili e si è dovuto “accontentare” di 5 milioni/anno quindi non è stato proprio un calcolo surreale, malgrado la partenza di Darren Fells..

Già, Darren Fells.

È di oggi la notizia, riportata da Chris Burke dell’Athletic, che i Lions avevano già provato a rinnovare con il giocatore ma che l’intervento di Cleveland aveva fatto lievitare il costo oltre la portata di Detroit.
Per la cronaca, Fells a Cleveland guadagnerà circa 4milioni l’anno, uno stipendio di tutto rispetto per un TE (vedi sopra).
Sicuramente la montagna di cap space disponibile in Ohio ha consentito anche in questo caso di far pendere la bilancia dall’altra parte.
Certo, si può pensare che, vista la partenza di Ebron, i Lions avrebbero potuto fare un pianto e un lamento ma anche qui la decisione acquista una logica (non strapagare i giocatori quando puoi cercare un rimpiazzo).

Passiamo ad Haloti Ngata la notizia del cui passaggio alle Eagles aveva sollevato più di un interrogativo: è stato lo stesso difensore tongano a spiegare che aveva ricevuto due offerte equivalenti da Lions e Eagles ma che ha preferito
a. giocare per gli attuali campioni del mondo:
b. restare in uno schema simile a quello dei Lions attuali che prevede di giocare 1-gap.

Al riguardo, considerate che giocare in uno schema 3-4 con 2 gap (che, lo sappiamo tutti, sarà il futuro per i Lions) è molto stressante da un punto di vista fisico per il Nose Tackle e che Ngata ha 34 anni…

Veniamo all’ultima partenza di pregio, Tahir Whitehead. Big Tahir aveva giustamente la percezione di poter staccare un bell’assegno, come gli è riuscito fare con Oakland e anche lui avrebbe dovuto provare ad adattarsi al nuovo schema, da Will in una 4-3 a OLB/EDGE in una 3-4.

La possibilità di firmare Kennard (che ha proprio queste caratteristiche) e Jones ha permesso ad entrambi le parti di separarsi senza troppo pathos, per una volta.

Resta Shead che prende il posto di DJ Hayden (strapagato altrove) nella secondaria; prima dell’infortunio Shead aveva della statistiche ottime contro la corsa e non solo ed era considerato un pezzo importante dalla fu “Legion of Boom”; portarlo in campo come cambio o alternativa a Lawson o Diggs in certi pacchetti ha sicuramente senso.

Questo è tutto in attesa di altre novità e di veder riempiti altri buchi.
Ma ricordate: nessuno ha mai vinto niente in Marzo e non tutti i team fanno grosse transazioni in questo periodo dell’anno.

Per esempio, Patriots e Steelers non si sentono molto…


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