
Il football è uno degli sport più violenti che esistano, essendo basato fondamentalmente sulla collisione tra corpi, ma questo non vuol dire che i giocatori siano per forza dei pazzi violenti con la bava alla bocca (come spesso la pubblicistica nostrale li ritrae) e l’immagine di Matthew Stafford sul prato con le figlie a fine allenamento è un doveroso memento al riguardo.
Ma questi momenti bucolici sono sicuramente delle eccezioni ed il clima ad Allen Park è molto diverso dallo scorso anno.
L’atmosfera quasi ovattata imposta dallo stile di Jim Caldwell (ora nella board della risorta XFL) è scomparsa e il tutto sembra molto più vicino ai tempi di Jimmy Shorts. Patricia si è subito presentato come un coach molto più vocale e fisico, avvezzo anche al linguaggio forte mentre Nonno Jim si vantava di non imprecare mai, nemmeno in privato.
Ma le differenze con la vecchia gestione non solo solo queste.
Gli allenamenti sono molto più fisici: il primo giorno di pratica con le protezioni i Lions hanno anche affrontato un giro del famoso/famigerato Oklahoma drill in versione nutcracker, tipo questo
Per quanto possa piacere ai giocatori (viene considerato molto divertente dai più) e possa essere molto utile, questo esercizio è passato un po’ di moda in quanto… bè, avete visto da soli che non è magari il modo più indicato per ridurre le concussion in allenamento.
Aggiungiamo a ciò che Patricia ha praticamente annunciato che, ad un certo punto, saranno previste sessioni con la possibilità di tackle completo (tackle to the ground) ed il passaggio dal vecchio al nuovo non potrebbe essere più evidente. Il ragionamento, secondo Matt Matita, è che non vuoi avere il tuo primo tackle vero in partita.
Lo scopo di tutto ciò è avere, in primis, un team estremamente ben condizionato; i Patriots sono noti per essere notevolmente esigenti dal punto di vista fisico sia in camp che durante gli allenamenti stagionali ma sono stati spesso ricompensati dal poter vincere di puro attrito in più di un caso, (qualcuno ricorda il SB LI?).
In più, i Lions stanno cercando di diventare un team “tosto” e ciò, oltre che tramite l’ingresso di giocatori di un certo tipo1, si fa facendo passare una certa mentalità nel lavoro giornaliero.
I leader della squadra stanno, almeno apparentemente, aderendo con passione a questa filosofia. Ad ogni errore, segue un giro di campo o simile spesso non sollecitato nemmeno, specie se a compierlo è uno dei pezzi da novanta come Matthew Stafford o Jarrad Davis.
Altra similitudine tra Matty P. e Jim Schwartz: alla fine degli allenamenti, quando i giocatori veterani sono in defaticamento, i giovani che battagliano per i 53 restano sul campo per alcuni minuti di lavoro extra ed avere qualche rep in più.
Altra novità: i Lions stanno iniziando gli allenamenti ricreando situazioni prossime alla linea di meta, in modo da rendere al meglio in quella che, secondo Matt Pat, è una situazione stressante per ambedue i lati della palla, una situazione nella quale eseguire al meglio diventa fondamentale.
Altra scelta interessante del neoallenatore: cercare di stancare i giocatori per ricreare le condizioni del quarto quarto ed essere sicuri, una volta di più, che i giocatori sappiano dare il massimo in una situazione di stress.
Per ricordare un assioma di Caldwell: “Quando sei in difficoltà, non sfrutti le occasioni ma ricadi altuo livello di allenamento”.
Il che mi spinge a ricordare che ogni allenatore fa quello che ritiene meglio per mettere la sua squadra nella migliore situazione per vincere (e che qualsiasi allenatore in NFL, a qualsiasi livello ne sa più di tutti noi di football) e che anche gli approcci più differenti hanno lo stesso obbiettivo.
Lo stile soft di Caldwell aveva i suoi difetti ma anche dei punti di forza e sicuramente lo stesso vale per quello di Matty P.
Quello che fa la differenza alla fine è la capacità di un coach di trasmettere i perché ed gli obbiettivi del suo metodo, per far aderire e rendere al massimo i suoi ragazzi.
Questa è la sfida che si sta tenendo in contemporanea su 32 campi della Lega ed è ancora presto per sapere come finirà.
Sicuramente, il cambio di mentalità che sta venendo proposto è grande e potrebbe finalmente spingere i Lions oltre il limite e verso quell’elusiva prima vittoria ai playoff dal 91 che tanto vogliamo tutti.
Vedere i giocatori credere in questo (maglrado qualche dubbio sull’Oklahoma drill mi resti) sicuramente conforta.
e in ogni caso,
Go Lions!
- che Bob Quinn sta facendo affluire con continuità, specie nella trincea offensiva. ↩