Note di offseason 2019: Rivediamo la golden trade.

tate Eagles

Dunque, ieri sera si è deifinito il valore della trade che ha portato Golden Tate, tra pianti e stridore di denti per noi tifosi, da Detroit a Philadelfia: si parla di un terzo giro e dell’eliminazione dei Chicago Bears dalla corsa al SuperBowl.

Per quanto la posizione del pick peggiori lievemente, sicuramente un affare che vede entrambe le parti (e Golden Tate) vincitrici. O almeno così pare a me.

In aggiunta a ciò giunge un altro goloso retroscena di questo ottobre: secondo *Albert Breer di Sport Illustrated, i Lions avevano ricevuto un’offerta anche dai Patriots, anch’essa per un terzo giro e che, pensando di ricevere un pick migliore i Lions hanno preferito quelle delle Aquile.

Scott Warheit di PoD ha un’opinione un po’ complottistica al riguardo:

Che ne dite? Qualcuno ha fatto un favore a Bob Quinn o è stato solo una normale negoziazione?

Non lo sapremo mai ma speriamo che al terzo giro arrivi un signor giocatore.

A proposito, volete un po’ di malinconia da postseason?

No? Saltate a pie’ pari i tweet seguenti, altrimenti eccovi serviti:

E il buon Nate si è scordato Cre’Von LeBlanc.

Ma facciamo finta di nulla e passiamo a notizie dallo staff; la più importante è che i Lions hanno lasciato andare (I.E. licenziato) Matt Harriss.
Harriss era arrivato durante il primo anno della gestione Quinn dai New York Giants come esperto di Cap; ora, con a disposizione circa 50 milioni stimati e nessun contratto problematico1, i Lions decidono di fare a meno di lui.

Sul versante coach tutto tace sul fronte dell’OC e c’è poco da stupirsi visto che molti papabili e, soprattutto i nomi, più forti sono in lizza per un posto di OC o potrebbero accasarsi mano mano che le aperture si riempiono con nuovi HC di belle speranze mentre, invece si registrano un altro paio di partenze.

La prima è quella di Derius Swinton, assistente offensivo a cui veniva dato credito anche per il lavoro negli special team nella seconda parte di stagione; Swinton aveva già lavorato con i 49ers proprio negli special team ma l’esperienza nel ramo non gli ha consentito di superare indenne l’addio a JBC.

Il secondo a salutare proviene, più sorprendentemente, dall’altro lato della palla: è Steve Williams, defensive quality control assistant a cui non è stato rinnovato il contratto.

Immediatamente dopo l’addio a Cooter, Michel Lombardi aveva dichiarato di aspettarsi un sacco di cambiamenti a Detroit quindi restate sintonizzati che non è sicuramente finita qui.


  1. no, nemmeno quello di Matthew Stafford 

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