Il draft si allontana e, prima che i dettagli si perdano, vi racconto come ho vissuto la notte che ha portato TJ Hockenson in blue ed argento, spiegando anche perché non sono così insoddisfatto di aver visto i Lions scegliere il terzo TE (sue cinque) nelle prime 10 posizioni dal 2009.
La notte tra il 25 ed il 26 aprile, il sottoscritto è reduce da una giornata particolarmente intensa al lavoro (il 25 Aprile è festa per tutti ma qualcuno la trascorre lavorando) e, come previsto, il draft sembra molto, molto difficile da seguire… Il cervello funziona solo con le marce basse, lo show su NFL Network cerca disperatamente di alzare l’hype (Kyler Murray sì? Kyler Murray no? Kyler Murray ancora?) e poco altro .
A una certa, prima che le funzioni superiori mi abbandonino definitivamente, mi dirigo anche io dal divano al letto, dove inizio un sonno agitato, misericordiosamente senza infastidire chi dorme accanto a me.
Poi ad un certo punto della notte, senza far nulla, occhi a palla.
Controllo la sveglia: 2,57.
I Lions scelgono tra dieci minuti circa. E che faccio? Provo a ridormire? Ma non scherziamo, so che non ce la farei!
Quindi, entro in versione ninja bianco, nume tutelare dei coniugi che scivolano dal letto senza disturbare, recupero il telefono (argutamente già lasciato acceso seppur silenziato) e mi imbosco nella stanza accanto.

Avvio twitter, da sempre il modo più veloce per restare in contatto con il mondo al di là dell’Atlantico senza tema di lag e spettri di buffering nel momento meno opportuno.
Chissà cosa avranno fatto i Cardinals, poi… Murray o Rosen? Che si saranno inventati Gruden e Mayock? Ci sarà stata una trade bombolona?
Il primo tweet che vedo ce l’ho stampato in testa e dice: “Le stelle si stanno allineando per i Lions. O MIO DIO”.
Di preciso non so cosa sia successo ma capisco subito: Josh Allen ancora è sulla board ed i Lions scelgono a minuti.
O. MIO. DIO. Davvero.
Scorro rapidamente la timeline e scopro che i Giants hanno preso Daniel Jones mentre il mondo ride di loro.
Ma, in quel momento, non mi importa nulla assolutamente dei Giants e dei QB, dei Cardinals e di Gruden: in quel momento sull’orologio ci sono i Jaguars e solo questo importa: tutti i mock che ho letto li danno indirizzati ad una scelta di attacco: Jawaan Taylor, Jonah Williams o addirittura TJ Hockenson. Lo dicono tutti, lo sappiamo tutti.
Un sogno potrebbe avverarsi.
Pick is in…
(E ci siamo! Lo dicono tutti da Kiper a Jeremiah, sarà attacco!)
I Jags selezionano Josh Allen.
Accidenti a loro.
(E accidenti ai Mock draft. E agli esperti che sono sicuri che quella squadra al draft avrà quella particolare necessità. E a me che li leggo. E potrei continuare.)
Che poi non ci si dovrebbe avercela troppo con i Jaguars e Tom Coughlin per aver scelto il giocatore disponibile; chiunque avrebbe fatto lo stesso, si capisce dai! (Accidenti, doppio e triplo accidenti).
E, nel frattempo, la costernazione mista a panico di tutto l’#onepride twitter era palpabile. Chiunque venga scelto a questo punto avrà addosso la croce di non essere Josh Allen e di non poter da solo far cambiare passo alla nostra difesa, di non trasformare l’acqua in vino e di non poter sconfiggere il Night King a mani nude.
Anche la mia mente va in disarmo e vaga alle tre di notte ormai ben passate, cercando di prevedere quello che sta per accadere, ora che i Lions sono a loro volta sull’orologio; a dare un segno, giunge la notizia che i Lions hanno rifiutato offerte per scendere nel draft e che hanno deciso di scegliere all’ottava, segno che il giocatore che vogliono era lì e che la decisione dei Jaguars non ha colto la war room di sorpresa1.
Di chi si potrebbe trattare?
Potrebbe essere Ed Oliver, un mostro di atleta che farebbe da premio di consolazione per il coro degli “abbiamo bisogno di playmaker in difesa, meglio se pass rusher” ma è un DT e pure grezzo. Bob Quinn ha sempre prediletto giocatori pronti da buttare subito nel sacro fuoco della NFL. Certo, il primo anno di Davis e Ragnow non ha avuto un grosso ritorno. Ma, in ogni caso, no… troppo progetto e poco prospetto, praticamente l’antitesi del primo giro classico di Bob Quinn, un po’ tipo D.K. Metcalf.
Sicuramente, Oliver farà contento qualcuno a stretto giro ma temo non saremo noi.
Sulla board, c’è sempre Brian Burns vero? Quinn aveva detto qualcosa in conferenza stampa su come dei giocatori sottodimensionati per gli standard della NFL si stiano guadagnando spazio, certo potrebbe avere impatto come pass rusher, le mosse le ha di già ma… non sarà una scelta un po’ troppo situazionale per i gusti sofisticati di Matty P.?
Speriamo non Jonah Williams, niente contro di lui come giocatore. Probabilmente avrà una carriera da Hall of Famer ma prendere un Left tackle per farlo giocare guardia per la prima volta in vita sua non pare l’idea del millennio. Oddio, però sarebbe proprio il giocatore perfetto per Bob Quinn: gioca nelle trincee, QI alle stelle, mille volte capitano in cinque anni. Quinn seleziona OL come io starnutisco quando ho l’allergia. Oddio, potrebbe essere il candidato perfetto per una nottata con il mal di stomaco.
Ma perché non hanno scambiato tipo con i Patriots o con altri a fondo giro almeno me ne tornavo a letto? Anzi, no. Meglio così a letto non si tornerebbe mica, almeno non con le onde alfa allineate per dormire. Magari c’era più valore ma insomma, meglio così.
Pick is in…
(Williams, me lo sento. Ora vo a cercare l’Alchermes in cucina che mi sa non ci sono altri alcolici in tutta la casa e me lo scolo tutto appena annunciano Jonah. Vedrai poi dormo almeno)

“And with the 8° pick in the 2019 NFL draft the Detroit Lions selects…”
(Oddio, ci siamo. Dove abbiamo messo l’Alchermes? Ah, ecco.)
“TJ Hockenson, TE, Iowa”.
Intorno a me, twitter esplode: gente che non si capacita di come i Lions finiscano sempre per passare sul talento difensivo che renderebbe trascendente quel lato della palla, altri che dicono di non poter esser più fan, oltre ad urli di “Ebron! 2014!” che coprono tutto come nemmeno la maionese in un tramezzino di scarsa qualità, il tutto shackerato come il martini di James Bond.
Io, invece, ci metto un attimo a realizzare: nella foga del momento, mi ero completamente dimenticato di TJ, eppure era il mio primo candidato qualora Allen non cadesse all’ottava (accidenti ai Jaguars l’ho già scritto? Sicuri? Non mi pareva.).
Descritto come il giocatore più sicuro del draft da Daniel Jeremiah, nonché come l’indiscusso leader di una classe di tight end profonda ma in cui nessuno può vantare le sue capacità sia di bloccatore che di ricevitore. Sicuramente benvenuto dopo l’indecente spettacolo dei TE Lions dello scorso anno.
I Bills, nel frattempo, selezionano Ed Oliver (ero stato facile profeta, anche sulle reazioni) ma la notizia è digerita.
Un paio di commenti via twitter con Giuliano, anche lui in piedi con l’occhio (ed il cuore) puntato a Nashville e che, pure lui, non comprende pienamente il clima da Apocalisse visto in giro, poi metto via l’Alchermes ancora intonso e torno a letto. .
Mia moglie mi sente rientrare (il ninja bianco era rimasto in cucina, addormentato sulla sedia dell’ospite) e mi chiede come è andata la partita, la rassicuro che non c’era la partita (stavolta) e che, comunque, è andato tutto bene. Lei si riaddormenta subito e io la seguo poco dopo.
Al di là dell’Atlantico, intanto, il draft continua.
(Questo articolo è dedicato con affetto a mia moglie che, con divertita sopportazione, tollera da anni le mie intemperanze domenicali ed incursioni notturne. Ti amo e grazie.)
- anche se due sacramenti, mi sa sono partiti pure lì. Il video della squadra parte proprio dalla selezione e non indugia come altre volte sui momenti precedenti. ↩
