Con il draft che sfuma all’orizzonte ed il minicamp (prima occasione per vedere i rookie in azione) che si avvicina, è il caso di approfondire la conoscenza con alcuni giocatori scelti.
Partiamo dal vero oggetto misterioso di questo draft, Jahlani “Who?” Tavai, il linebacker scelto al secondo giro che tanto ha fatto gridare alla reach, questo misterioso animale che vive nelle profondità della mente dei draftnick accaniti.
Sicuramente non ha aiutato Tavai il fatto che ESPN non avesse manco uno straccio di Highlight pronta e che NFL network si sia limitato a due parole in croce di Daniel Jeremiah prima che entrambi i network tornassero alla succosa storia di Drew Lock ai Broncos.
Né ha aiutato l’infortunio alla spalla patito dal nostro che lo ha costretto a saltare Senior Bowl e combine, che tanto influiscono sul draft stock dei prospetti (magari ne parleremo se avremo modo di parlare di Isaac Nauta).
Purtroppo giocare alle Hawaii ha i suoi indubbi pregi ma ti toglie pure un po’ dai riflettori ed è il caso di chiedere a chi professionalmente segue l’ambito: dal colloquio, per prima cosa, si evince la passione di Tavai verso il gioco cosa che attrae sempre Bob Quinn come quando lavorava con Jim Caldwell, poi la sua versatilità.
Non solo Tavai è stato emergency punter per la sua squadra quando il titolare non fu in grado di giocare per un’emergenza familiare ma è stato allineato davvero dappertutto per i Rainbow Warriors: End ibrido al secondo anno, Mike al terzo (anche per sfruttare la sua Leadership e la sua capacità di dirigere la difesa), lo scorso anno
aligned in the middle, on the outside, as a defensive end and — and when the alignment was spread wide, as a stand-up nose.
Allineato nel mezzo, all’esterno, come Defensive end e — quando l’allineamento era uno spread wide (in pratica, tutto aperto con i DE esterni ai tackle, in simile alla difesa che usava Schwartz ma senza pretesa di accuratezza) come nose tackle in piedi (non con la mano a terra).
Se la parola d’ordine è versatilità, direi ci siamo.
Ottima tecnica nei tackle, merito anche del suo passato da rugbista, specie in campo aperto; la difficoltà in coverage è sopravvalutata, secondo il beat writer con la camicia a fiori1 ed è molto legata ai suoi compiti nello schema.
Il domandone finale è quello che ci aspettiamo tutti: Tavai ha il potenziale degno della sua posizione al draft o era più un tipo da terzo giorno?
He definitely has the skill and potential to be deserving of a high pick. […] He also has said he aspires to be like Junior Seau, in terms of playing ability and off-the-field contributions. Detroit fans are going to like him as a player and even more as a person.
Ha sicuramente l’abilità ed il potenziale per meritare un pick alto […] Ha anche detto che aspira ad essere come Junior Seau, come contributo in campo e fuori (decisamente un’aspirazione notevole NdR). I fan di Detroit lo apprezzeranno come giocatore e ancora di più come persona.
Ma se le parole sono belle, quello che può dire la verità è solo lo studio del film.
Del resto, l’occhio nel cielo non mente e c’è chi è in grado di decifrare cosa dice meglio di me.
Per esempio, Alex Reno di Pride of Detroit che dedica al nostro un lungo articolo che vi consiglio di leggere (e guardare) di persona; Reno non è propriamente un credente su Tavai e si appresta ad osservarlo con occhio laico.
La prima cosa che analizza è l’atletismo, che è una delle preoccupazioni più notevoli sul nostro secondo giro. Tavai manca la una velocità di punta ai massimi livelli il che gli rende necessario non commettere nessun errore nel percorso per raggiungere la linea laterale senza essere battuto. Se commette un errore o sbaglia l’angolo è difficile che possa recuperare, specie se accoppiato con un ricevitore veloce (ma quando non commette imprecisioni, è in grado di raggiungere rapidamente la posizione richiesta).
Sul lato della componente fisica, niente da dire; Tavai è grosso ed imponente ed è in grado di murare un buco senza problemi, per poi gettare a terra l’avversario. Il che può fargli rischiare 15 iarde in NFL ma fa il paio con quanto fatto vedere da Jarrad Davis
Now just imagine running into the heart of the Detroit Lions defense consisting of Snacks Harrison, A’Shawn Robinson and Da’Shawn Hand, barely slipping through with your limbs intact, only to meet the death trap that is Jarrad Davis and Jahlani Tavai.
Ora, semplicemente immaginate di correre nel cuore della difesa dei Detroit Lions che consiste di Snacks Harrison, A’Shawn Robinson e Da’Shawn Hande, riuscendo a malapena a passare tenendo le tue membra intatte, solo per incontrare la trappola mortale costituita da Jarrad Davis e Jahlani Tavai.
Non suona male vero? Ma suona anche meglio perché le capacità di Tavai di giocare la corsa sono definite direttamente “di un altro livello”. nell’articolo.
L’unico caveat è la quantità di tackle mancati accumulati dal nostro (49 in carriera).
Riguardo il gioco in copertura, la notizie sono positive: secondo il nostro analista, Tavai può coprire.
Tavai might not have the top end speed to hang with speedier skill players while running in a straight line, but his hips are as smooth as can be, and he’s much, much more explosive than I expected.
Può non avere la velocità di punta necessaria per stare a contatto con skill player più Lesti mentre si corre in una linea retta, ma i suoi fianchi sono morbidi al massimo grado, ed è molto molto più esplosivo di quanto mi aspettassi.
Dopo aver notato che in zona, il suo elevato QI lo rende ancora migliore il paragrafo termina così:
The more I watch of Tavai, the more I see that the Lions are getting their own version of Dont’a Hightower
Più guardo Tavai, più vedo che i Lions stanno ottenendo la loro versione di Dont’a Hightower.
Il che è un bel pensiero.
Terminiamo con la già citata versatilità: Tavai può contribuire (appunto come Hightower per i Patriots) al pass rush.
Aspettative per il futuro? Starter a breve giro, magari dopo aver soffiato il posto a Christian Jones (che pure non ha demeritato lo scorso anno) e alternandosi come pass rusher occasionale con Devon Kennard.
Secondo Reno, ci potrebbero esser stati dei pick di maggior valore assoluto disponibile alla 43° assoluta ma Tavai è un pezzo importante del puzzle composto da Patricia e Quinn. Un pezzo necessario.
Personalmente, se Tavai potrà contribuire da subito o quasi, il ritorno mi pare evidente.
Possiamo discutere sulle reali possibilità della difesa Patriots style di Patricia possa aver successo lontana dal Massachusetts e se Bill B. abbia qualche salsa speciale per vincerci così spesso oppure se un’applicazione attenta di questi principi possa funzionare anche nel midwest.
Ma visto che il piano è questo (e non ci sono dubbi), Tavai potrebbe diventare un nome da tenere d’occhio in questi mesi e questo autunno. Speriamo solo che abbia un trattamento equo dai tifosi e che nessuno usi il suo draft status come una scusa per attaccarlo alla prima esitazione da rookie.
- mi piace immaginarmelo così. ↩
