Note 2019: dal minicamp e dintorni

Logan Thomas e Eric Lee

Con il minicamp in pieno svolgimento (del resto, sono ben tre giorni) è il caso di mettersi al passo coi tempi e le ultimissime.

Partiamo, come prevedibile dagli assenti: Pride of Detroit ha collaborato con Over the Cap per un eccellente approfondimento sulla situazione di Darius Slay e Damon Harrison Sr. Vale la pena leggerselo ma in definitiva il mio riassunto è che i due stiano cercando più sicurezza economica più che più denaro in senso assoluto; entrambi hanno un contratto che scadrà alla fine del 2020, con una stagione 2021 incerta per i possibili turbamenti contrattuali, sia Slay che Snacks potrebbero trovarsi a 30 anni (32 per Snacks) senza alcuna sicurezza contrattuale e senza la possibilità di provare che meritano un nuovo contratto.

Una preoccupazione lecita, vista la tendenza dei front office a tagliare la gente senza se e senza ma in assenza di “dead money” come si è visto recentemente con Gerald McCoy ed i Bucs.
Sistemare la situazione con un quadriennale che spalmi i bonus garantiti per tutta la sua durata non dovrebbe essere impossibile; da notare che, secondo PFF ma anche secondo me, se Slay avesse intenzione di testare davvero il mercato libero ed aspettasse il prossimo anno per richiedere un nuovo contratto, probabilmente potrebbe chiedere molti più soldi che facendolo ora.

Ma veniamo ai presenti che abbiamo 88 persone al minicamp attive: di queste, 11 sono essenzialmente con i trainer e tra di loro, quello che sembra più vicino a riprendere servizio è Kenny Golladay ma sicuramente lo staff non rischierà e lo rivedremo (con diversi altri) per il traning camp.

In assenza sua e di Marvinio, i ricevitori di riserva stanno cercando di sfruttare al meglio gli snap disponibili ma l’hype pare essere tutto per Teez Tabor che, fedele al principio “puoi coprire solo chi hai davanti” gli sta facendo vedere i sorci verdi mettendo a segno un altro intercetto ed una PBU.

Ovviamente, c’è poco da concludere senza le protezioni addosso e la velocità di punta pare sempre troppo bassa ma pare che il giovanotto abbia aggredito in maniera corretta l’aspetto mentale ed i suoi fondamentali, sembrando anche più veloce nei recuperi. Se davvero Patricia e soci riusciranno a cavarci qualcosa, Bob Quinn dovrà portare un cero a Sant’Ochocinquo…

In attacco, da segnalare un cambio recente alla posizione di guardia con Oudai Aboushi e Joe Dahl che hanno lavorato con gli uno per tutta la giornata, con Graham Glasgow e Kenny Wiggins nelle seconde linee. Immagino che molto sia per flessibilità e per dare a tutti modo di competere per due spot ancora fluidi, ma è da segnalare.

Come è da segnalare l’uso di TE multipli fatto durante l’allenamento non solo in redzone e non solo con la formazione 1-2 ma anche con la più esotica 1-3; a tal riguardo Brad Kelly di the draft network ci fornisce un interessante approfondimento sui vantaggi dell’usare più TE, specialmente per passare da un set associato strettamente con la corsa e su come mai TJ Hockenson sembra essere il giocatore fatto ad hoc per un simile ruolo.

Non aspettatevi di vedere simili set come lo standard (ancora meno degli 1-2) ma, usati nel momento giusto per il cambio di passo, potrebbero portare a notevoli dividendi. Un articolo da leggere con attenzione ed un buono schermo per vedere bene le varie clip dell’ultimo Super bowl.

Altre notizie che potrebbero interessare:

  • Jahlani Tavai continua a prendersi spazio con gli uno affiancando e sostituendo Christian Jones in specifici pacchetti. Il ragazzo pare intenzionato a rispondere sul campo a chi lo considera un pick troppo alto.

  • Sam Martin pare essere sulla strada per tornare ad essere quello che tutti abbiamo imparato ad apprezzare.

  • Theo Riddick lavora spesso nella prima rotazione del backfield, alla faccia di chi lo dava per tagliabile a stretto giro.

  • Da’Shawn Hand sta lavorando con i rookie dopo l’allenamento come lo scorso anno Ricky Jean Francois (a cui auguro ogni bene per questo) faceva con lui. “Se qualcuno ha bisogno di una spiegaziono o di qualcosa, io ci sono” ha detto rapidamente alla stampa. Già lo scorso anno, Hand aveva impressionato per la maturità oltre che per il gioco ma una simile leadership è davvero una bellissima sorpresa.

  • Coach Patricia appare intenso come al solito sul campo di gioco:

Matt Patricia e  Christian Jones
Via Detroit News

ma quest’anno non ha paura di mostrare una parte di sè più rilassata quando è il caso (magari ne riparleremo quando abbiamo tempo). Ieri è uscita una sua intervista con il vulcanico ex-Punter Pat MacAfee dove Patricia è, secondo tutti, divertente, amabile e rilassato.

Io non ho ancora avuto tempo di vederla ma le clip che ho avuto modo di visionare promettono bene!

A presto e come sempre, One Pride!


Rispondi