
Dove per nazionale, si intende ovviamente gli USA nelle testate che non coprono solo il Michigan o giù di lì (che già è un bello sforzo, vista l’area) ma gli interi states.
Questa settimana, in una specie di riedizione di Giano bifronte, due testate molto importanti hanno parlato dei Lions.
La prima è stata FMIA, usualmente gestita su pro football talk dal veterano Peter King, il quale però è in ferie per tutto il mese, beato lui, e che quindi ha passato temporaneamente la mano ad alcuni columinst ospiti.
Il primo di questp è stato Fred Gaudella, il cui nome non vi dirà molto (a me, per essere precisi, nulla) fino a che non verrete a sapere che è il regista del Monday Night Football da anni.
Gaudella fa un’immersione nella produzione e nelle sfide che un appuntamento così atteso ed importante nell’economia della rete molto interessante.
Parlando delle occasioni perse che aver potuto mettere in pratica, una è la telecamera Sanders che, per una volta, non sarebbe stata puntata sulle acrobazie del più forte running back di tutti i tempi ma… sugli allenatori che si preparavano ad affrontarlo.
Ma meglio far parlare lui:
A hidden camera for Barry Sanders. There is one player who just by mentioning his name to an opponent would wipe the smile off his face and change the mood from light and fun to dark and demoralizing: Running back Barry Sanders. I always wanted to have a hidden camera to record the players or coaches face immediately before and after someone in our production meeting asked him “What’s your plan for Barry Sanders?”The two shots juxtaposed would have been telling and hilarious. The two biggest mood changes I ever encountered? Tony Dungy and John Lynch. With all due respect to Leslie Nielsen, that my friends was “The Smell of Fear.”
Una telecamera nascosta per Barry Sanders. C’è un giocatori di cui solo il menzionare il nome ad un avversario faceva sparire subito il sorriso dalla faccia e cambiare l’umore da tranquillo e divertente a scuro e demoralizzato: il running back Barry Sanders. Ho sempre desiderato avere una telecamera nascosta per registrare la faccia di giocatori ed allenatori subito prima e dopo che qualcuno nella nostra squadra di produzione gli aveva chiesto “Qual sarà il vostro piano per Barry Sanders?” Le due immagini giustapposte sarebbero state chiare ed esilaranti. I due più grandi cambiamenti di umore che ho mai visto? Tony Dungy e John Lynch. Con tutto il rispetto per Leslie Nielsen, quello amici miei era “L’odore della paura”.
Notevole, vero? Non c’è mai stato davvero un modo per pianificare contro Barry ed è un peccato che i Lions non gli abbiano potuto dare che una sola vittoria ai playoff in carriera.
Veniamo al futuro: Albert Breer ha dovuto affrontare nel sui gameplan su Sport Illustrated una domanda diretta: Lions al Superbowl?
La risposta è interessante:
No—but I do think they’ve got a really good shot at being more competitive than you might think, and it’s because of one element I’ve leaned on in making predictions the last few years. And that’s investment in the line of scrimmage.
No – ma credo che abbiano una possibilità davvero buona di essere più competitivi di quanto tu possa pensare, ed è a causa di un elemento su cui mi sono appoggiato per fare previsioni negli ultimi anni. Ed è l’investimento presso la linea di scrimmage.
Fondamentalmente, secondo Breer, i team costruiti in questo modo tendono ad essere competitivi nella maggior parte delle occasioni ma se questo porterà ad un record di 7-9 o di 11-5 non è in grado di dirlo nemmeno lui.
Figuriamoci il sentitamente vostro ma un’altra voce che ci può far approcciare al futuro con cauto ottimismo.