Eccoci un po’ affannati a mettere insieme un florilegio di notizie degli ultimi giorni che potrebbero passare sotto silenzio.
Iniziamo dal protagonista indiscusso degli ultimi giorni, purtroppo per lui non per notizie positive: Michael Roberts dopo essere stato tagliato dai Patriots per un physical fallito e susseguentemente rilasciato dai Lions, era stato reclamato dai Packers solo per venire tagliato anche da loro. Una storia strana: sicuramente, fossi in Roberts, vorrei avere due paroline con il chirurgo che mi ha operato alla spalla ma resta il mistero di come Roberts possa aver partecipato ad OTA e minicamp con una spalla non operativa. Qualcuno non la racconta giusta, credo. Vedremo se Roberts chiederà un risarcimento alla squadra oppure no.
Veniamo a Matthew Stafford la cui capacità di resistere al dolore non è mai stata messa in discussione ma che pare debba ancora essere rivalutata: che il QB avesse giocato con i dolorosi sintomi di un infortunio alla schiena si sapeva ma, parlando recentemente alla radio Mike O’Hara di detroitlions.com, ha parlato come cosa acclarata di ossa rotta nella schiena stessa e Ian Rapoport di NFLNetwork ha confermato parlando di “piccole fratture” (microfratture?).
Ora, consideriamo che questo infortunio è simile a quello per cui le Eagles hanno terminato anzitempo la stagione di Carson Wentz e ne capiremo la gravità. Uno può chiedersi perché i Lions non abbiano fatto lo stesso con Stafford dopo che le chance di arrivare ai playoff erano finite allo zero assoluto ma immagino che il concetto di tanking davvero non abbia cittadinanza ad Allen Park e tantomeno nella testa di Stafford.
Da notare che l’infortunio avrebbe avuto luogo durante la partita con i Rams, quindi ad un punto avanzato della stagione e che, quindi, non possiamo attribuire la colpa della regressione di Stafford solo a quello.
