Per citare il titolo di un noto libro, non c’è niente di nuovo sul fronte occidentale e ciò è bene perché la stragrande maggioranza delle notizie di inizio estate sono 1) arresti 2) infortuni 3) classifiche inutili scritte da giornalisti annoiati per sbarcare questi mesi.
Quindi, perché non dedicarsi alla lettura di qualche buon libro, magari sul football per entrare sempre di più in uno sport affascinante ma complicato ed in continua evoluzione?
Il primo passo è più che un suggerimento, una tappa fondamentale: il libro di Ron Jaworsky “The Games that changed the game“, Jaworsky ex quarterback ed MPV nonché commentatore del sunday night, con l’aiuto di Greg Cosell (di NFLMatchup su ESPN e NFL Films) e David Plaut sceglie sette partite che hanno segnato punti nodali nell’evoluzione della NFL, introducendo concetti che hanno influenzato i decenni successivi ed introducendo nomi che hanno fatto la storia di questo sport, spesso dando la parola ai protagonisti (si parla, credo, di novanta tra giocatori ed allenatori intervistati).
Si parte da Sid Gillman ed il suo vertical stretch (“Voglio costringere gli avversari a difendere ogni singolo centimetro del campo) per arrivare a Bill Belichick passando per Don Corryell ed il suo attacco aereo che tanto mi ricorda l’air raid odierna (e Kliff Kingsbury incombe sulla prima giornata), i Bears dell’85 con le disfunzionali dinamiche tra Buddy Ryan e Steve Ditka ma parlando di quella difesa trituraossa che fu la 461 e altri momenti topici.
Jaworsky ha avuto modo di interagire con tutti i personaggi con cui va a rapportarsi, da giocatore o da commentatore e questo aggiunge momenti personali al racconto come il trattamento non particolarmente amichevole ricevuto da Buddy Ryan al suo arrivo come HC delle Eagles o al contrario il forte rapporto che lo ha legato a Sid Gillman ma si vede anche la storia di un ragazzino tifoso dei Bills che li vedeva regolarmente sconfitti nei momenti topici dai Chargers di Corryell e molto altro.
Se siete alla ricerca di Lions ne troverete più di quanto pensiate a partire da Dick LeBeau che è stato un CB da HoF in blue ed argento e che ha inventato lo zone blitz come allenatore e Bill Belichick stesso, quando da giovane assistente per i Lions aiutò a concepire una formazione di attacco 1-22 a cui continua a riferirsi come “Detroit formation”. Certo, non sono mai il punto focale di un capitolo ma con solo sette capitoli e la storia recente dei Lions non sono poi così sicuro che sia un male.
Da leggere anche la postfazione dove Jaworsky fa le sue previsioni per il futuro che è interessante rivisitare a 10 anni di distanza: i suoi timori sui QB dual threat si sono dimostrati fondati e il lanciare dalla tasca è ancora dominatore incontrastato della lega mentre l’evoluzione della difesa non ha preso proprio la piega da lui stimata e prevista, tra gli altri, da Rex Ryan.
L’unico appunto che si può fare al libro (oltre al richiedere la conoscenza della lingua di Withman visto che non è tradotto) è il fare riferimenti continui a giocatori ed allenatori spesso vivi solo nella memoria degli storici tuttavia il libro stesso da abbastanza elementi per capirne influenza e contesto ed, in più, wikipedia e Pro football reference sono sempre ad un passo.
Personalmente, ho letto l’edizione per Kobo (epub) senza nessun problema se non le dimensioni ridotti degli schemi (allargabili al bisogno). Il prezzo? Un affarone, viene via con meno di 10€.
Consigliatissimo davvero.
- stagione quasi perfetta. Furono sconfitti dai Dolphins e si può sentire la soddisfazione di Shula quando dice a Jaworsky “Giocarono come avevano sempre giocato, perché avevano distrutto tutti gli altri. Ovviamente, tutti gli altri non avevano [Dan] Marino come Quarterback”. Per l’usuale full disclosure, Dan Marino è il motivo per cui mi sono innamorato di questo sport. ↩
- ricorda niente? ↩

One thought on “La bibliotechina: The games that changed the game.”