Buone letture senza, ahimè, Lions ma con tricolore.

Lo so, qui di solito si parla di Lions ma ogni tanto escono degli articoli che non posso esimermi dal segnalare e ne ho qui un paio.

Sì parte con l’ultimo numero del noto Monday Morning QuarterBack in cui, tra tanti temi, Albert Breer ci presenta Nausicaa Dell’orto, vera pioniera del football americano femminile nel nostro paese e attualmente intern presso NFL films, presente al Super Bowl in veste professionale e tuttora giocatrice negli States.

Vi agevolo un pezzo:

Dell’Orto began as a cheerleader for Milan’s best-known American football team, the Seamen, who were once owned by fashion designer Giorgio Armani. But, watching the intensity of the sport, she decided she’d rather be playing it than cheering others on. The Milan men’s club, though, didn’t believe that women could play their sport, and they refused to support the women with facilities or equipment. So, the women trained on potato fields. For uniforms, they used a box of orange Miami Hurricanes practice jerseys that one of Milan’s junior football coaches had brought back to Italy with him after visiting summer practices at The U in the late 1980s.

Dell’Orto ha iniziato come un cheerleader per la squadra più nota di Milano i Seamen1 che era una volta posseduta dallo stilista Giorgio Armani. Ma, osservando l’intensità dello sporto, decise che preferiva giocarlo che fare la cheerleader per altri. Il club maschile di Milano, tuttavia, non credeva che le donne potessero giocare il loro sport e rifiutarono di supportare il team femminile con equipaggiamento o strutture. Così, le donne si allenavano nei campi di patate. Per le uniformi, usarono una scatola di maglie da allenamento arancioni dei Miami Hurricanes che uno degli allenatori in seconda di Milano aveva portato in Italia con sè dopo aver visitato gli allenamenti estivi all’università alla fine degli anni ’80.

Da qui, siamo giunti a 300 praticanti femminili e 12 squadre con l’ennesima dimostrazione che la perseveranza nell’inseguire i propri sogni possa portare a risultati inaspettati e ad una vita professionale al di là dell’Atlantico. Personalmente, ho avuto modo di trattare solo via twitter con una giocatrice Italiana (purtroppo pare non sia più attiva sui social) ma non posso che ammirare e rispettare le donne che si avvicinano ad uno sport così duro ed affascinante e (come abbiamo letto) tanto zeppo di pregiudizi a vari livelli. Fatevi un favore e leggetevi l’articolo.

Passiamo ad un altro articolo molto interessante (anche se privo di risvolti patriottici): ormai quasi quattro anni fa, quando i Lions decisero di tagliare i ponti con Martin Mahyem2, il sottoscritto faceva spudoratamente il tifo per un giovane executive dei Chiefs di cui si diceva un gran bene, Chris Ballard.

Due anni dopo, Ballard è diventato il GM dei Colts ed ha provveduto non solo a riportare la franchigia nella giusta direzione ma a promuovere una politica di apertura al pubblico che va coraggiosamente il sentire comune della Lega (basti vedere la quasi paranoia di Bob Quinn & Co.) ed ora ha portato questa politica ad un altro livello, scrivendo un intero numero del Football Morning in America al posto di Peter King, ancora in vacanza.

Molto spazio è dato al processo che ha portato alla scelta del CB Rock Ya-Sin alla 34° posizione del draft ed è uno sguardo davvero interessante nel processo di un front office (Ballard, ovviamente, premette che ogni squadra segue il suo metodo) che evita molte delle banalità da conferenza stampa. Tutto l’articolo, in ogni caso, merita una lettura e più che una riflessione a mio avviso.

A presto, si spera con notizie a tema Blue and Silver.


  1. freschi di quinto titolo italiano, tra parentesi. 
  2. Numi, come passa il tempo. 

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