La vita da giovane coach non è uno scherzo.

Via ESPN

Oggi mi sono imbattuto durante i miei usuali giri di controllo sulla rete1 in un articolo che è davvero interessante e che si focalizza sul gradino più basso della scala sociale degli allenatori: i quality control coach (o, per usare la terminologia dei Lions gli assistant coach).

Praticamente tutti hanno iniziato con questo lavoro2 (e molti non sono mai saliti al livello successivo) che consiste in… fare tutto quello che viene ritenuto necessario!

Mike Rothstein nel pezzo scrive che uno dei loro compiti è “fare fotocopie sulla carta preferita del position coach di turno” nonché passare ore interminabili allo schermo per guardare film, montare highlight, analizzare spreadsheet e altri mille compiti.

“When you did think about it, it was, ‘Who in the hell has to do all this crap?’ But yeah, you definitely, having done it, you have much better appreciation for those guys.

Quando ci pensavi, era tipo “chi diavolo deve occuparsi di tutta questa monnezza?” Ma sì, sicuramente avendolo fatto, hai molto più rispetto per quei ragazzi…

L’articolo si focalizza su quattro di questi giovani allenatori: Steve Gregory, ex safety noto per aver recuperato il famigerato butt fumble3, Billy Yates (OL con lunga esperienza nei Patriots) e Hank Fraley (DL, Browns e Eagles da giocatore, gran giramondo da allenatore visto è alla quarta fermata), Leon Washington (Journeyman specializzato nei ritorni ed il più giovane di tutti con i suoi 36 anni).

Per questi ex-giocatori, la transizione è forte visto che passano da essere i destinatari della attenzioni dei coach di basso livello ad essere ancora nel fondo della scala, tornando a compiti di manovalanza che non svolgevano da un pezzo o a cui non avevano dato peso. E non sono già più ad un livello bassissimo, visto che si sono dovuti far strada dalle high school e dal college anche se, ed è un sollievo vederne conferma, lo staff dei Lions accetta suggerimenti per il game plan da tutte le fonti, compresi gli assistant coach.

Da considerare che molti di loro potrebbero avere stipendi migliori e lavori più rispettati al college o nelle scuole superiori ma che, per chi ha giocato in NFL, la lega è il posto in cui vogliono tornare, “mettere il piede dentro la porta”.

Un aneddoto sulla partita con i Patriots è particolarmente interessante: secondo Rothstein e Gregory, durante la partita contro i Patriots, i Lions si trovarono ad applicare al volo un pacchetto difensivo che non era stato previsto e preparato durante la settimana. Gregory si trovò a spiegare ai giocatori cosa dovevano fare proprio a bordocampo ed il pacchetto non era stato provato nemmeno nel training camp perché era una “combinazione di concetti”.

The defense worked. The players understood. The Lions, for the first time under Patricia, won — beating his old team to boot. That’s when Gregory felt the adrenaline jolt he used to get as a player. It’s a different type of thinking, a more strategic way of looking at the game.

La difesa funzionò. I giocatori capirono. I Lions, per la prima volta con Patricia, vinsero– battendo sonoramente la sua vecchia squadra. Fu allora che Gregory sentì la scarica di adrenalina a cui era abituato da giocatore. Si tratta di un altro modo di pensare, una maniera più strategica di guardare al gioco.

Uno sguardo ad un aspetto del gioco meno glamorous ma sicuramente affascinante.


  1. ci sono pochi altri sistemi a questa distanza dall’azione vera. 
  2. sì, pure Bill Belichick, come avreste scoperto se aveste seguito il mio consiglio e letto “the games that changed the game“. 
  3. http://www.youtube.com/watch?v=vrP4llkRS2c 

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