
Dopo tanta attesa e tanta preoccupazione, la trade deadline per il 2019 è passata e ci ha portato… un bel niente!
Non solo a noi tifosi Lions ma a tutti. L’unica transazione della giornata è stata da parte dei Rams che hanno scaricato Aquib Talib ed un quinto giro ai Dolphins in cambio di un settimo.
O meglio, hanno scaricato il contratto di Aquib Talib, visto che il medesimo è in IR e probabilmente non giocherà un down in Florida.
Per il resto, malgrado le voci e la ridda di nomi dell’ultimo momento, non è successo niente, il che per i Lions vuol dire che niente aiuto nel backfield. Si continua con la trazione Ty per il futuro prossimo. In più niente aiuto in difesa. I Lions hanno chiesto informazioni su Jamal Adams ai Jets e, saputo il prezzo1, Quinn deve aver detto qualcosa tipo “Ah, ma non è casa Bortolotti?” e riattaccato di fretta.
La notizia più interessante il fatto che i Lions pare abbiano offerto un giro medio (sicuramente peggiore del terzo) ai Broncos per Chris Harris Jr e che siano stati gli unici a farlo.
Harris è un buon corner ma ha giocato prevalentemente nello slot (anche se i Broncos lo hanno recentemente usato all’esterno, ad onor del vero) ed i Lions hanno già Justin Coleman in quel ruolo; in più, Harris ha quasi trent’anni ed un contratto abbastanza onersoso. Alcuni hanno suggerito che fosse in preparazione un domino per un’eventuale cessione di Slay ma, onestamente, penso che qualche dubbio lì dietro ci sia e la prestazione di domenica non ha calmato le acque: specie se Slay dovesse avere ancora problemi ai tendini, avere un corner più esperto e meno “grabby”, tendente ad afferrare di Mike Ford avrebbe fatto comodo (non a caso, i Lions stanno continuando a provinare DB).
E già che ci siamo, restiamo su Slay. Dave Birkett ha scritto un ottimo pezzo che spiega perché la permanenza di Slay a Detroit potrebbe non estendersi oltre la primavera 2020 e ci sono un sacco di motivi, in breve l’età (29 anni ad inizio della prossima stagione) e la necessità di concordare un’estensione il prossimo anno per evitare un vero e proprio holdout.
Già quest’anno il buon Darius si è visto passare avanti Snacks nel ritoccare il contratto e non ci sono segni che il front office voglia firmare ad un contratto monstre un ricevitore che si avvia ad una fase delicata della carriera. Può essere che un team bisognoso di un corner primario sia più disponibile a scucire quei soldini extra2 e che si crei una situazione favorevole per tutti ma ci penseremo un’altra volta.
Per ora, credo ci basti sapere che non c’è un buco con il numero 23 in campo.
Certo, c’è da chiedersi quale sia la direzione della squadra, come si diceva su twitter.
Onestamente, credo che lo vedremo nei prossimi giorni. Bob Quinn (più che Patricia) crede che la squadra possa vincere la maggioranza delle partite che restano e competere per un posto nelle wildcard.
Il calendario non sembra dargli torto ma, se l’obbiettivo dovesse essere fallito, i Lions rischierebbero di tornare nel limbo dei pick medi e l’essere stati pilateschi oggi, il non essersi sporcati le mani in nessun senso, potrebbe tornare a perseguitarli.
Forse, sarebbe stato meglio rischiare quel tot ed investire. Per lo meno, non ci sarebbero state rimpianti e noi ci saremmo divertiti di più. Così è un po’ come la partita con Arizona: non è una sconfitta ma lo sembra.
Unica consolazione che ho riguardo a questa giornata anticlimatica è che davvero, è un anno pessimo per tankare una stagione. Ci sono almeno tre, quattro squadre che per un motivo o per un altro hanno già prenotato un posto nella top five.
Ora, però, il mercato è chiuso e parlerà il campo.
- Niente aiuto
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