Richard Sherman: a Detroit avrei preso di più.

Il primo giorno della settimana del Super Bowl è quello della media Night, in cui giocatori e coach sono a disposizione di stampa e tifosi, volenti o nolenti 1.

Un giocatore che di solito non è parco di esternazioni è Richard Sherman, forte CB che ha ripreso la sua carriera alla grande dopo un infortunio difficile come quello al crociato anteriore.

Dopo aver espresso ancora una volta la sua avversione per coach Jim Hairbaugh, Sherman ha parlato della sua situazione quando, post infortunio, fu tagliato da Seattle e si trovò sul libero mercato.

Diversi team cercarono di assicurarselo: tra di essi c’erano i Lions di Bob Quinn e del neo arrivato Matt Patricia.

Al riguardo, Sherman ha affermato lunedì notte che, se avesse preferito Detroit avrebbe potuto avere milioni di dollari garantiti in più per giocare a perdere partite ma che non gli piaceva la cultura stile Patriots che era stata importata a Detroit e voleva andare in posto dove potesse vincere.

The way you run their scheme, your culture. You want to do it the Patriots’way and that’s really not the way I do football. I have fun. I like music at practice. I like to hang out and be relaxed in meetings. I don’t like the stressful environment in football. (The Lions) condition every day after practice. My body isn’t built to run all day and night.I’ll be prepared, but I don’t have to be run into the ground.”

Bè, sappiamo tutti ormai che la Patriots Way e lo stile abrasivo di Patricia non sono per tutti, solo che due anni fa Sherman non dicesse proprio le stesse cose:

(Grazie ad Andrew Dombrosky su Twitter per avermi risparmiato la fatica).

In pratica, Sherman che non era rappresentato da un agente e che fu ampiamente criticato per questo, negoziò con i 49ers in contratto potenzialmente lucroso ma con tantissimi incentivi e molte poche garanzie. Prima di accettare l’offerta, Sherman girò l’offerta alle altre squadre interessate, per vedere se volessero aggiungere lo stesso pacco di incentivi alle totale già garantito.

Sia Quinn che Schneider (a Seattle) si fecero i conti in tasca e dissero “no, grazie” tuttavia pare evidente dalle cronache del tempo che la questione fosse più che altro economica.

Del resto, San Francisco era reduce da un 6-10 durante il primo anno con Kyle Shananan e non era nemmeno un bruttissimo risultato, per il periodo. Parlare di cultura vincente dei Niners era più un ragionamento storico che razionale.

Sherman ha effettivamente lasciato dei soldi garantiti in più ma perché era intenzionato a scommettere su sé stesso per guadagnare di più più che per un motivo di fit tecnicamente discutibile (Sherman eccelle nella zona mentre Patricia ha dato ampio spazio alla marcatura ad uomo) o di cultura.

Avendo ampiamente vinto la sua scommessa, Sherman avrebbe anche potuto risparmiare questa visione revisionista degli eventi.

Probabilmente voleva solo “vendere” la sua scelta ed i Lions di Barbicia sono un bersaglio particolarmente facile per storia e risultati recenti ma, ugualmente, avrebbe forse potuto evitare di fare sorgere questa sterile polemichetta invernale.


  1. vi ricordate Marshawn Lynch che rispose solo “Sono qui solo perché altrimenti sarei multato” per tutta la notte.