Qualcuno potrà non trovarla una grandissima novità visto che si parla della possibilità di scambiare Slay da quando il cronometro della scorsa stagione ha segnato il triplo zero (e questo senza considerare la scorsa deadline) ma la conferma di Schefter è importante per un sacco di motivi.
In primo luogo, perché parla di “vari team” il che fa pensare che un mercato ci sia e perché il rendere pubblico l’interesse può solo aumentare l’interesse (e tra parentesi, penserei che il campo di Slay abbia qualcosina a che vedere con il report).
In secondo luogo perché Schefter conferma che, in congiunzione con l’eventuale trade, deve essere compreso un nuovo contratto per il CB, che non ha nessuna intenzione di scendere sotto i 15 milioni l’anno come minimo.
Terzo punto, i Lions sono “adamantini sul valore”, valore che la scorsa deadline si dice si aggirasse su un primo giro.
Quindi, un eventuale acquirente dovrebbe spendere una parte importante delle proprie disponibilità sia di cap che di draft per un ottimo giocatore, però di 29 anni.
A complicare le cose, ci sono i risvolti personali. Secondo varie fonti, Slay è ancora irritato, per usare un eufemismo, dalla decisione di cedere Diggs questo autunno e i contrasti con il FO non sono solo leggende, quindi potrebbero esserci ulteriori ostacoli per un’estensione.
Tra i possibili trade partner suggeriti uno interessante sono le Eagles per i legami multipli tra le squadre: Slay potrebbe avere interesse a ritrovare Jim Schwartz, che lo ha scelto e lanciato mentre i Lions hanno appena assunto Cory Undlin come DC, che potrebbe avere avere qualche nome da poter mettere sul piatto (basta non sia Cre’Von LeBlanc, sennò potrei imprecare).
Altra pista calda: i Broncos. Denver aveva già mostrato interesse questo autunno ma non aveva voluto salire sopra un terzo giro; vedremo se la situazione è cambiata. A rendere più pepata la cosa, i Lions pare fossero interessati a Chris Harris, ma anche qui a prezzo di costo. Ora che Harris sta per entrare la FA, la situazione potrebbe evolversi in tutti i sensi (anche se Harris dà il suo meglio nello slot, quindi o lui o Justin Coleman dovrebbe spostarsi sull’esterno. Fatico a vederne il senso).
Una possibilità che, secondo me, resta forte, anzi vede aumentare le proprie possibilità viste le richieste di ambo le parti è quella più semplice: che Slay giochi il suo ultimo anno di contratto a Detroit, forse dopo un holdout, ma dando il massimo per assicurarsi un ricco contratto altrove nel 2021.
In questa maniera i Lions potrebbero sperare in un Comp pick nel 2022 ma la gestione attuale avrebbe più possibilità di sopravvivere a questa stagione di in qualsiasi scenario che veda la sua cessione di per l’equivalente del metaforico tozzo di pane.
Cosa ne guadagnerebbe Slay? In pratica, oltre la possibilità di monetizzare in FA, eviterebbe di entrare in competizione con una FA forte (Byron Jones come primo nome) ed una classe di rookie prevista molto forte con l’handicap di costare anche in pick, mentre il prossimo anno potrebbe agire più liberamente.
La possibilità che mi sembra meno probabile di tutte è che i Lions decidano di usare il Tag il prossimo anno, come un dispositivo per tenerlo legato o forzare una trade. In questo caso si aprirebbero davvero scenari complicati e probabilmente spiacevoli per tutti ma non credo si arrivi a tanto: 17 milioni di dollari (previsti) per un giocatore scontento non sono un grosso affare.
In ogni caso, vedremo nei prossimi giorni cosa traspirerà dalla combine visto che l’affare, se deve essere fatto e a meno di sorprese di livello epico, tipo Tunsil questa estate ma la probabilità è rasoterra, andrà consumato prima del draft .
