Arriva Desmond Trufant; Slay con le valigie

Desmond Trufant
Dec 7, 2017; Atlanta, GA, USA; Atlanta Falcons cornerback Desmond Trufant (21) reacts to a play in the first quarter against the New Orleans Saints at Mercedes-Benz Stadium. Mandatory Credit: Jason Getz-USA TODAY Sports

Ieri notte è arrivata la notizia che i Lions hanno fatto un colpo importante per la secondaria e quella che, nel contempo, stiano per dargliene uno, da lungo atteso.

Infatti, i Lions hanno firmato il cornerback ex-Falcons Desmond Trufant il che, per dirla con Adam Schefter, gli ha permesso di continuare a proporre alle altre squadre Darius Slay.

Iniziamo, però, da Desmond Trufant. Trufant è un vero CB 1 ed è stato pagato di conseguenza, con un contratto biennale per 21 milioni di dollari di cui 14 garantiti. Sicuramente soldi da titolare.

Trufant è un CB fisico, in grado di giocare lo schema ad uomo che i Lions di Patricia tanto apprezzano. Forse anche un po’ troppo fisico, vista la tendenza al fallo che ha mostrato.

Trufant è stato tagliato dai Falcons in una classica mossa di contenimento costi dopo aver messo a segno 4 intercetti nelle 9 partite giocate nel 2019 (record personale), mentre in carriera ha un buon 79 Passaggi difesi e 13 intercetti.

Molto atletico e con caratteristiche simili a Darius Slay.

Una secondaria con entrambi sarebbe probabilmente tra le migliori della lega ma, ahimè, non si realizzerà.
Oltre al primo report di Adam Schefter che dicevo sopra e che ha causato qualche sarcastica, ma comprensibile, risposta diretta di Slay stesso:

nel cuore della notte, Josina Anderson ha riportato che c’è un’estensione triennale in cottura ma solo come parte di una trade con le Eagles.

Ora le Eagles hanno il 53°, l’85° ed il 105° pick come possibile ritorno (pure il 21° ma non credo sia in gioco); può anche essere che viste le multiple necessità del roster ci sia in ballo un giocatore, anche se non ho idea di chi possa essere (eventualmente).

Ma il discorso più importante va fatto su Slay. Secondo Dave Birkett, il bruciante desiderio della franchigia di separarsi da uno dei suoi migliori giocatori, nonché da uno dei suoi rari successi al draft, nonché da un giocatore estremamente benvoluto nello spogliatoio e dai tifosi, anche per l’impegno speso fuori dal campo deriva dal fatto che… tenetevi forte… gli piace divertirsi e che, orrore!, scambia le maglie con gli avversari dopo le partite, anche se le perde e questo atteggiamento non piace a coach Patricia.

In pratica, un titolo alternativo per questo articolo avrebbe potuto essere: “Patricia non apprezza lo spirito sportivo”, quello che insegnano a 6 anni nei pulcini.
Nella National Football League, per citare Coach Belichick che qualcosa ne sa, non muore nessuno per una sconfitta1 e scambiarsi le maglie è fatto da moltissimo giocatori come segno di rispetto per un avversario.

Decidere che questo sia un motivo sufficiente per separarsi da un giocatore, specie tanto benvoluto e tanto, non fa per sperare per il futuro dell’attuale gestione. Certo, ci saranno sicuramente dei motivi tecnici ed economici ma il fatto che le Eagles sembrino disposte a pagare quello che Detroit non vuole dice molto sulla valutazione che il trentenne corner ha nel resto della Lega.

Sicuramente, il fatto che in Pennsylvania ci sia Jim Schwartz, che lo ha scelto al draft del 2013, conta e conteranno pure le contropartite ma, certo, il trattamento che questa squadra rivolgere ai propri giocatori simbolo (ricordo che Slay aveva aperto cento volte ad un eventuale rinnovo) è davvero triste.

In ogni caso, perlomeno Trufant è un buon rimpiazzo e non ho nessun astio nei confronti, solo un po’ di rimpianto per quello che era possibile ma non avverrà.


  1. affermazione fatta negli spogliatoio dopo il Miami Miracle. La frase precisa riferita da Bill è “Ho detto ai giocatori che questa è la National Football League e che ieri non è morto nessuno”. 

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