Note di FA: chi è rimasto in lizza?

I primi giorni della FA sono passati e con loro si è spento anche il rumore dei fuochi d’artificio.

Pure Tom Brady si è accasato a Tampa pronto all’arrembaggio.

Tuttavia il lavoro dei front office non è ancora finito, specie per quelle squadre che continuano ad avere dei palesi buchi nel roster.

I Lions, per esempio, potrebbero essere interessati a qualche rinforzo ulteriore per la linea difensiva, come il signore nella foto.

Certo, Everson Griffen non sarà più giovanissimo ma un pensierino ce lo farei.

Oppure un ricevitore come Bradshaw Perriman o una guardia (o anche due).

Non ci saranno tantissimi soldi disponibili ma la lista dei papabili più o meno economici non è vuota e le necessità tante.

E se i nomi non vi sono bastati, altri ne trovate qui:

  • Intanto arrivano i primi voti alla free agency, attività lievemente velleitaria ma che ci consente di passare un po’ di tempo. Il New York Post dà i voti a tutte le franchigie NFL. I Lions ottengono un C+ che non sarà tantissimo ma li mette al primo posto della NFC North davanti ai Packers e ai Vikings (C netta) e ai Bears (D).

Coach and general manager on the hot seat, so they went with what they know: ex-Patriots Duron Harmon, Jamie Collins and Danny Shelton. Biggamble taken on tackle Halapoulivaati Vaitai.

  • La free agency ha smosso le carte per il prossimo draft ed i Lions possono beneficiare di una mossa che hanno fatto i Giants, firmando James Bradberry e uscendo di fatto dal mercato per Jeff Okudah, come notano i ragazzi di NFL football Italia in un articolo molto articolato e che vi consiglio di leggere per intero1.

  • A proposito di draft, l’emergenza coronavirus ha costretto la NFL a traslocare da Las Vegas (che sta subendo tutto il peso del lockdown a stelle e strisce) e la lega si sta interrogando su come effettuarlo, visto che non c’è l’idea di rimandarlo a data da destinarsi. Sembra che verrà trasmesso da uno studio televisivo con collegamenti nelle varie War Room delle squadre e con i giocatori (ed ovviamente clip ed analisi). Ma ancora non ci sono certezze.

  • A costo di entrare ancora nelle sabbie mobili delle polemiche nate con la trade di Slay, è da segnalare che Mike Florio di ProFootballTalk è entrato nel merito della questione, anche prevedibilmente. Meno prevedibile è il fatto che il giornalista, del resto non ignoto a posizioni eterodosse, abbia preso le parti dell’allenatore notando nel caso del famoso incidente del “pom??no agli avversari”

Prior regimes in Detroit apparently didn’t call out the star players that didn’t have bad plays in practice.

Le precedenti gestioni evidentemente non richiamavano le loro star quando avevano brutte giocate in pratica, cosa che nei Patriots si fa regolarmente (a partire da Tom Brady in giù) e che questo è un esempio di scontro tra una squadra che è stata una schifezza per sessantanni ed un uomo che per 14 anni ha lavorato al più alto standard della lega. Un posizione fuori dal coro ma da tenere presente.

  • Già che l’ho nominato: Darius Slay ha annunciato che non vestirà l’usuale 23 per le Eagles ma il 24 come omaggio al suo atleta preferito, Kobe Bryant. Mamba mentality.

  • Un interessante nota sul ritorno di Miles Killebrew. Come notato per primo da Scott Warheit e poi confermato da Andrew Kato, i Lions hanno utilizzato un nuovo strumento del CBA per riportarlo in squadra a prezzo ridotto con un contratto praticamente garantito per il giocatore. Una buona scelta per un giocatore sicuramente utile ed in grado di fornire esperienza a vari livelli.

https://twitter.com/MorgadoPOD/status/1241772161536266241

  • Per finire il reparto Lions, una bella panoramica su cosa offre Nick Williams alla linea difensiva di Detroit il prossimo anno (Spoiler: un sacco di cose).

  • Per chi avesse vissuto in una grotta priva di internet nell’ultima settimana2, Tom Brady non è più un giocatore dei New England Patriots. ESPN ha un bellissimo pezzo su come si è arrivati a questa svolta epocale. La mia riga preferita è “Forse tutti noi cerchiamo quello che ci fa felici” ma merita davvero una lettura approfondita, magari con una bella tazza di tè accanto per gustarsela meglio.

  • E per finire, un momento di levità. Il contratto di Jimmy Graham con i Bears è, come sappiamo, un biennale per 8 milioni annui. E ha una clausola che vieta una possibile trade. E niente, fa già ridere così.

Come sempre, one pride!


  1. anche per sostenere un’informazione di qualità qui in Italia. 
  2. Penso sia l’unico modo per aver mancato la notizia. 

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