Snacks: Non volevo venire e non volevo restare.

Ok, Snacks Harrison parla ancora ma più leggo meno ci capisco ed il fatto di non essere (a quel che leggo) il solo non è una grande consolazione.

Come da articolo allegato, Snacks ha partecipato ad un podcast dove ha detto diverse cose interessanti, anche se non troppo comprensibili specie dopo le dichiarazioni di saluto e fine anno.

In primis, Snacks ha affermato che non voleva venire a Detroit. Aveva avuto brutte conversazioni al riguardo con giocatori che c’erano già stati e che avevano avuto a che fare con i regimi precedenti (credo fino a Caldwell e Quinn) e che c’erano e non aveva intenzione di trasferirsi a Motown. Al punto da non rispondere per un paio d’ore al telefono a Bob Quinn mentre cercava un modo di far fallire la trade.
Si inizia benissimo.

Arrivato a Detroit, pare che lo schema fosse diverso da quello a cui era abituato e che prevedesse due 3-tech mentre lui è sempre stato un NT 0/1 tech e la differenza di posizione gli era pesante.

Lo staff ha cercato di sistemare la cosa incorporando più nozioni da NT, arrivando ad un 50% tra 3T 3 NT nelle otto partite giocate, tuttavia Snacks non si è mai trovato completamente a suo agio.

Anche se lui era a disagio, la crescita improvvisa della difesa contro la corsa che abbiamo tutti visto e misurato nella seconda metà del 2018 deve derivare dal suo contributo a meno di non voler invovare un trigono di Giove e Saturno in Acquario o cose simili. Mi riservo di chiedere a Paolo Fox.

Ma non è finita, anzi il bello viene ora: secondo Snacks, lui era arrivato in forma al training camp ma è uscito durante lo stesso durante le prime tre settimane dello stesso, quando “non faceva niente”.
E, infatti, era sulla NFI list e non si poteva allenare: in pratica, lo staff lo avrebbe tenuto a riposo così, non si sa bene perché. Mah.

Durante questo periodo:

That was the time, to be honest with you, we were trying to facilitate a trade. I was hell bent on getting out of there.

“Stavamo cercando di facilitare una trade. Ero decisissimo ad andarmene di là”.

Interessante più di tutto, riassorbito lo shock dell’affermazione, è l’uso del plurale. Chi stava cercando di faciliare una trade? Lui e la squadra? Lui e il suo agente? Lui e Nonno Laser?

C’era forse un acquirente misterioso che voleva, ricambiato, Snacks ed i Lions non volevano privarsene? I Lions erano d’accordo ma non se l’è preso nessuno?

Misteri.

In ogni caso, visto che la trade non è stata facilitata abbastanza, la decisione di andarsene via è stata sostituita da quella di accettare un rinnovo che era in pratica, un aumento di stipendio per il 2019.

A ciò è seguito un 2019 così così che ne ha danneggiato le quotazioni, la separazione consensuale e ora siamo qui.

L’unica cosa chiara, almeno per ora vista la faccenda, è che Snacks non ha mai avuto problemi con Patricia e che Patricia non ha avuto a che fare con la decisione di cambiare aria.


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