Il predraft del lunedì

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Siamo entrati nella settimana del draft e giovedì notte avremo finalmente iniziato le prime risposte; ora, come tutti gli anni, siamo nel periodo della ridda di voci acuita dal fatto che, quest’anno, c’è meno consenso e meno informazioni condivise sui prospetti.

Di solito infatti, scout e dirigenti (e giornalisti di riflesso) hanno molteplici occasioni di confronto nei vari pro day che spesso si trasformano in minisummit e luoghi di confronto in cui si forma un pensiero di gruppo, giusto o sbagliato che sia, sui vari prospetti. Quest’anno, questa pratica si è interrotta bruscamente il 12 marzo e le valutazioni sono differenti da squadra a squadra e da fonte a fonte.

In pratica, dopo un pick o due, siamo nel buio più completo. Ma cercare di trovare ordine nel chaos è nella natura umana, quindi è il caso di tenersi aggiornati.

  • [Secondo Albert Breer di SI]8https://www.si.com/nfl/2020/04/20/joe-burrow-path-number-one-pick-mock-draft), i Lions avrebbero tutto l’interesse alla trade down ma non è detto che ci sia mercato, specie se è vero quello che è al punto seguente.

  • Secondo Tony Pauline, i Dolphins sarebbero interessati a scegliere alla 5, decidendo tra Tua oppure un tackle, eventualmente puntando a Jordan Love risalendo dalla posizione 16. Non sarebbero interessati a Justin Herbert e non avrebbero intenzione di scegliere Love alla quinta assoluta.

  • Sia che i Lions scelgano alla loro posizione naturale o riescano a fare un trade down, i bene informati stanno tornando a pompare il nome di Derrick Brown accanto a Jeffrey Okudah. Secondo Breer ancora, lo staff “amerebbe” Derrick Brown. Certo, ci sono delle perplessità sul valore di un DT con il terzo (o il quinto) pick assoluto ma Bob Quinn ha mostrato di non tenere in grossa considerazione il valore posizionale, se paragonato al possibile ritorno per la squadra. Per esempio, basta pensare alla scelta di TJ Hockenson lo scorso anno.

  • Da notare che la selezione sia di un CB che di un DT così in alto è inusuale. L’ultimo CB scelto in top five è Denzel Ward (4° assoluto, 2018, Browns) e prima di lui l’onore è toccato a Jalen “GQ” Ramsey (5° assoluta, 2016, Jaguars); per i DT l’ultimo è stato Quinnen Williams (3° assoluto, 2019, NY Jets) e prima di lui Marcellus Dareus (sempre 3° assoluto, Bills ma dobbiamo risalire fino al 2011). Di questi, l’unico che ha avuto un vero impatto è Ramsey (anche se Williams ha avuto solo una stagione disponibile per incidere, a onor del vero).

  • Peter king nel suo mock draft unico per la NBC prevede una trade per i Dolphins con in cambio solo un secondo giro (ed il quinto). Il ragionamento è che, in queste condizioni, i Lions possono essere inclini ad accettare anche una trade non perfetta dal punto di vista del compenso ma che gli consenta un guadagno ed un miglioramento rispetto all’alternativa di star semplicemente fermi.

Sometimes you take a deal even if it’s not the one the trade chart says you should make, because you’re going to improve your team by doing it.

  • Pare che il mercato per Yannick Ngakoue si stagnante. Il fatto che si stia scambiando offese su Twitter con la proprietà non credo aiuti, anche se è divertente in maniera ridicola anche per gli standard attuali.

  • La simulazione del draft tenuta dalla NFL con i GM delle squadre è in corso mentre scrivo. Ovviamente, problemi tecnici al primo pick per i Bengals.

  • Ultimo mock della giornata: [the people’s Mock 2.0] di Gary Gramling che assegna Okudah ai Lions con la seguente, fenomenale motivazione:

Il GM dei Lions Bob Quinn sa che Isaiah Simmons è l’uomo che serve a questa difesa. Ma ha anche passato settimane di auto-quarantena a scovare mock draft su internet e a vedere che ognuno di loro ha Detroit che seleziona Okudah. E se c’è una cosa che Quinn che imparato durante queste settimae di isolamente e introspezione è che non è abbastanza popolare da essere particolare. Così Okudah ottiene il vecchio ruolo di Darius Slay in cui gli viene richiesto di coprire il ricevitore avversario n°1 per 12 secondi ogni singolo snap.

Citiamo Guareschi e concludiamo dicendo che per avere pareri seri, dovete sempre chiedere agli umoristi.

One pride!


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