
Quest’annata è davvero strana visto che è molto complicato parlare anche delle vittorie e del sapore che lasciano.
Del resto è stata anche una vittoria complicata, troppo per come si erano messe le cose e viziata dai soliti problemi ma resta una W, oggetto diventato raro in casa Lions.
Detroit ha costruito il suo vantaggio nel primo tempo, quando l’attacco ha girato molto bene, guidato dalle corse di D’Andre Swift, finalmente titolare e fin troppo utilizzato, e da uno Stafford molto più ispirato della scorsa settimana (incredibile cosa possa fare allenarsi regolarmente per un giocatore).
Il primo drive offensivo era stato rapidissimo con un lancio per Marvin Hall che si era trasformato in 55 iarde di TD dopo 5 giochi, mentre il secondo TD era arrivato dopo un paio di ottime corse di Peterson (onore al merito) ed un classico TD di Marvin Jones, ricezione di classe come sa fare lui.
La difesa in blu ed argento era stata impegnata a fondo ma i drive dello WFT si erano sempre fermati a distanza di Field Goal, senza minacciare l’endzone. Quando solo uno dei due era entrato e quando con pochi minuti sull’orologio riesce forzare il fumble su Terry MacLaurin le vibrazioni sono positive anche da questa parte; non c’è molto tempo per arrivare in endzone ma in raggio Prater sì e stavolta il kicker segna dalle 53 iarde.
Si va negli spogliatoi sul 17-3 e, al rientro, Swift mette su un seminario su come si gioca RB nel 2020 (aiutato da Stafford e dalla banda). Si va sul 24-3 e sembra troppo bello per essere vero.
Infatti.
La difesa Lions rallenta: la pressione è sempre mezzo passo indietro rispetto a quello che vuole fare Alex Smith e la copertura diventa improvvisamente morbida come un budino. E Alex Smith, ovviamente, se la mangia senza rimorsi.
Quando il FT sembra esaurire la sua spinta Riverboat Ron Rivera riscopre la sua anima da giocatore d’azzardo e si gioca un 4 e 13 che viene convertito alle porte dell’endzone e JD McKissic entra tranquillo in endzone per il 24-10.
E per i Lions iniziano quasi 20 minuti di amnesia completa, un incubo a cui questa squadra in questo periodo ci ha tristemente abituato.
Due tre e fuori offensivi (uno aiutato da una [altra] penalità offensiva di Aboushi che cancella un guadagno di nove iarde di Peterson) sono seguiti da due rapidi TD di Antonio Gibson con Smith (ricordiamo che fino a questa estate c’erano seri dubbi che potesse giocare ancora) che guadagna iarde su iarde via passaggio con la difesa che sembra totalmente in bambola.
La partita viene pareggiata sui 24 con l’inerzia totalmente spostata verso Washington.
L’attacco si rimette alla fine in moto grazie al pesante, fondamentale contributo di D’Andre Swift che si carica buona parte del peso del drive che poi, stalla, alle pendici della Redzone. Torna in campo Prater e centra i pali per riportare i Lions in vantaggio.
Restano poco più di due minuti sul cronometro e la difesa tira fuori quello che ha: lo stop ci sarebbe ma un arbitro vede due pass interference di Trufant a fila, la prima su un quarto totalmente infondata da lasciare stupefatti ("That was not pass interference by any definition of the rule I am aware of." Bryan Knowles, football outsiders) che estendono il drive abbastanza da arrivare a portata di field goal.
Ventisette pari.
Con 16 secondi sul cronometro, Matthew Stafford contro la miglior difesa aerea della NFL per arrivare ad una distanza accettabile per mandare in campo Prater.
Il buon Matthew non si tira indietro. Viene aiutato da una penalità da rookie di Chase Young che lo colpisce dopo che la palla è parita, causando una penalità ma trova il sempre affidabile Marvin Jones per far provare il calcio.
E Prater dalle cinquantanove rende amara la favola di Alex Smith.
27-30 Lions.
Commentino
Davvero, non so che dire.
Da un certo punto di vista capisco tutti quelli che dicono che questa vittoria sembra quasi una sconfitta.
Vedere la squadra perdere la bussola per un quarto e spicci, lasciando sul campo una lead che sarebbe dovuta essere più che sufficiente per arrivare tranquilli alla fine della partita tra una birra ed una salciccia non è uno spettacolo che è bello vedere.
Specie se è diventato uno spettacolo usuale, non solo questa stagione ma negli ultimi tre anni. Come è diventato usuale non avere molta fiducia sugli effetti taumaturgici delle vittorie per una squadra la cui unica costante è l’incostanza, non solo durante la stagione ma anche durante la stessa partita.
Non è certo vincendo così che Matty P. ed i suoi piccoli amici potranno convincere i tifosi (e si spera non solo loro) che la musica è cambiata. E, infatti, siamo tutti qui già a dirci che domenica prossima i Panthers ci faranno neri (e probabilmente abbiamo ragione).
In più, malgrado la difesa considerata top, Washington è considerato uno degli scarti della lega, 2-7 in quella che è forse la division più scarsa a memoria d’uomo (sono ancora in corsa malgrado siano 2-7, per ribadire cosa sia la NFC east oggi). Avergli consentito di rimontare con un QB che rientrava in campo dopo uno stop di 24 mesi e che non era chiaramente lo stesso a livello atletico, è la dimostrazione della pochezza dei Lions.
E tuttavia…
Tuttavia devo concordare con Matthew Stafford: non c’è da scusarsi per aver vinto.
Immaginiamo che le cose fossero andate a parte invertite: i Lions finiscono sotto di 24 punti, recuperano solo per essere superati sul filo di lana con il contributo di una stupida penalità, magari di Okudah.
Le reazioni sarebbero più o meno le stesse ("squadra che non sa chiudere", "coaching orrendo", "Okudah è una bust", conditi dall’essenziale "Vergogna, licenziate Patricia"), quindi meglio leggersele con una W a referto.
Incredibilmente, inspiegabilmente i Lions hanno 4 vittorie (una delle quali contro Arizona). Spesso non funziona nulla, per ricorrere ad epititi ben peggiori, tranne il fatto che la squadra ci mette un sacco di cuore che non può sempre coprire dei limiti evidenti nel coaching e dei buchi evidenti a roster (i linebacker, perché?) ma che è un ottimo ingrediente.
Seriamente, capisco il draft e tutto. Capisco Patricia deve andare, capisco tutto ma vogliamo davvero negarci immagini come questa:

Vogliamo negare a loro e a noi le emozioni di una vittoria?
Io dico di no.
Di giorni tristi da sorbirci con una L accanto, ne vedo ancora diversi in arrivo.
Veniamo ad un po’ di opinioni su come sia potuto succedere il disastro a cui abbiamo assistito. Non posso dire molto senza aver riguardato per bene tutto (e dovrei avere tempo e voglia di vedere gli all-22) ma penso ci siano due fattori importanti.
Il primo è il tempo di possesso: WFT lo ha dominato specie nel primo tempo, senza risultati tangibili certo. Ma la difesa Lions è apparsa in affanno e senza energie per tutto il secondo tempo, il fatto di dover essere stata così a lungo in campo nel primo tempo può essere stato un fattore.
Il secondo, che non mi renderà popolare, è che i Lions fanno spesso schifo quando giocano a zona: lo scopo della zona sarebbe limitare i guadagni avversari e specie le big play, concedendo ricezioni brevi e costringendo gli avversari a giocare disciplinato.
I Lions, invece, quando sono in vantaggio usano una zona che è praticamente una prevent defense e lasciano talmente tanto cushion, lo spazio tra il difensore ed il ricevitore, da concedere sistematicamente una big play. Se sia un problema di coaching o di personale o entrambi, non posso essere sicuro (ma mi gioco entrambi per 50 euro) ma, in ogni caso, i risultati migliori sembrano arrivare quando la difesa è più aggressiva.
Non è che la radice del problema sia zona o uomo ma che, in vantaggio, la variante di prevent defense che viene usata toglie tantissimo alla difesa stessa. Mantenere l’intensità per tutta la partita può essere complesso e stancante ma i risultati dell’approccio attuale sono sotto gli occhi di tutti e sono meno che ottimali.
Vediamo: le prossime due partite sono l’ennesimo banco di prova per la banda di Matty. Se possono mettere insieme una striscia vincente di tre partite (che manca dal 2017), hanno una speranza altrimenti sarà un mesto tramonto.
Personalmente, non credo che il Barbicia riuscirà nell’impresa ma staremo a vedere.
Un paio di cose
Non male per un kicker con una pessima annata.
Tra parentesi, il Rating di Stafford è il migliore della settimana (in attesa del monday night).