
Investiamo il tempo libero aggiuntivo e non richiesto imposto dal periodo per un paio di numeri ed osservazioni post Washington.
Iniziamo dalle slowlights by sandman: non hanno fatto in tempo per il recap, quindi eccole qui.
Una cosa che non avevo notato in tempo reale ma che emerge al rallentatore: gran lavoro sui blocchi del reparto Thight end e dei ricevitori, Quintez Cephus in particolare per far scattare le corse di Swift.
Una delle frasi fatte sul gioco di corsa è che servono undici uomini per farlo girare e pare che sia decisamente giustificata.
Veniamo ai numeri, partendo dal tempo di possesso: al finale siamo su 35:43 contro 24:17 per lo WFT ma se analizziamo il primo tempo l’attacco di Washington ha tenuto palla per uno scioccante 20′ e 31", praticamente i Lions hanno avuto in campo la difesa per due terzi del tempo di gioco!
Anche i giochi sono davvero sbilanciati con Washington che ha giocato 88 giochi offensivi mentre i Lions 56 (!).
Non credo che possa essere una scusa per la prestazione della difesa nel secondo tempo ma sicuramente aggiunge contesto, specie con dei problemi di profondità da infortunio nei primi due livelli. Il secondo livello è sembrato semplicemente stordito ed incapace di coprire quando gli è stato chiesto di limitare le big play avversarie nel secondo tempo.
A proposito di secondaria, 100% degli snap difensivi per Desmond Trufant mentre Amani e Okudah si sono dividi il tempo come CB 2 (54 e 34 snap rispettivamente), Justin Coleman praticamente sempre in campo (80 snap) quindi Lions almeno in nikel tutta la partita.
In attacco, segnalo i 38 snap di Marvin Hall con 3 bersagli, due ricezioni, 61 iarde ed 1 TD; Marvinio Jones che copre al meglio l’assenza di Kenny G. con 10 bersagli, 8 ricezioni, 96 iarde ed un TD.
D’Andre Swift assurge al ruolo di workhorse per una notte almeno con il 73% di snap (43), 16 portate per 81 iarde, 5 ricezioni per 68 iarde ed 1 TD. Soprattutto molta pazienza e visione nelle corse.
Per il resto, a leggere le statistiche senza guardare il punteggio è molto improbabile indovinare il vincitore.
Oltre al citato tempo di possesso, lo WFT ha più primi down (34 vs 21), iarde totali (464 vs 372) e iarde su passaggio (390 vs 272); in più WFT coverte 7 su 15 terzi down (4/10 Lions) e ben 2/2 quarti down, uno da 14 iarde che riapre praticamente la partita e l’altro sulla generosa (per così dire) pass interference chiamata a Trufant.
Detroit vince di misura solo nel gioco di corsa (105/89) e mette a segno due sack per 15 iarde contro 1 per 9 iarde, nonchè l’unico turnover della partita; anche le penalità sono praticamente in pareggio (55 vs 58).
La lezione di tutto questo?
Direi: che i punteggi possono essere bugiardi.
A fine primo tempo, Washington è uscita dal campo con solo 3 punti ma avrebbero potuto agevolmente essere 9 o 14. La squadra ha percepito che il divario non era così grande ed è rimasta concentrata. Quando il playcalling dei Lios ha messo in campo la solita, orrida prevent defense con ancora un’eternità da giocare è bastato molto poco per chiudere il gap.
Per fortuna dei Lions, il tempo non era moltissimo e la spinta propulsiva si è esaurita in un field goal; la superiorità dell’attacco (19 secondi non sono nulla) e degli special team (59 iarde non sono poche, invece) ha fatto pendere la bilancia dalla loro parte.
Da tifosi Lions, la domanda più importante resta: chi decide di passare in prevent così presto? Patricia e Undlin? E chi dobbiamo pregare perché smettano?