
Arthur Smith ha ricevuto un’offerta dagli Atlanta Falcons e ha rimandato a data da destinarsi un ormai eventuale (ed improbabile) secondo colloquio con i Lions. In più, in nottata si sono chiusi i due posti che reputavo più appetitosi del ciclo. I Jaguars hanno assunto l’ormai ex-guru del college Urban Meyer mentre i Jets hanno scelto Robert Saleh che le primisse voci volevano a Detroit. Purtroppo, la realtà è che il lavoro ai Lions non è la possibilità più attraente per un allenatore (detesto aver ragione).
Restano liberi ancora liberi diversi candidati ma probabilmente quelli meno eccitanti o che per qualche motivo non erano ancora stati presi in considerazione.
Per metterli in lista abbiamo, in ordine rigorosamente sparso e già colloquiati:
- Eric Bieniemy, OC dei Chiefs
- Marvin Lewis, Ex HC dei Bengals
- Darrell Bevell, attuale HC ad interim
- Todd Bowles, attuale DC dei Buccaneers (unico in colloquio, visto che si vede oggi con la squadra)
- Dan Campbell, Attuale TE coach/assistente HC dei Saints.
Ad essi potrebbero aggiungersi dei nomi nuovi come Brandon Staley, DC dei Rams o Joe Brady, OC dei Panthers o altri nomi che potrebbero venir proposti dal neo GM Brad Holmes.
La connessione con Staley è ovvia ma bisogna sottolineare che non sarebbe un caso di “buddy hire” come per Quinn con Patricia: i due hanno lavorato assieme sono quest’anno e Staley è più che altro un prodotto della scuola di Vic Fangio, che probabilmente prenderebbe il via con lui. La perplessità più grande sarebbe la relativa mancaza di esperienza (si parla di quattro anni di esperienza) ma direi che vale una telefonata.
Brady è una mente interessante che viene dal college football ed è riuscita a far rendere Teddy Two-Gloves in un’annata complessa per Carolina, dopo aver orchestrato l’attacco vincente di LSU fino alla vittoria dello scorso anno con Joe Burrow.
Una nota interessante la porta Jeff Risdon di Lionswire, come spesso accade, ricordando che Holmes ha visto di persona i pochi frutti portati dal matrimonio forzato tra un allenatore esperto ed un GM giovane, con l’allenatore che prende le decisioni finali quando era ai Rams ed i protagonisti erano Jeff “7/9” Fisher e Les Snead e la differenza che si è vista quando a Snead è stato permesso scegliere un coach giovane e dinamico come Sean MacVay. Questa conoscenza potrebbe influire sulle decisioni futuri (ma l’accento è sul condizionale).
Vedremo se i Lions avranno interesse per loro, se resteranno ancorati ai nomi già noti o tireranno fuori un coniglio dal cappello.
Ora probabilmente avremo un paio di giorni per rifiatare mentre il direttorio dei Lions aspetta i risultati delle partite del fine settimana per vedere chi e come sarà disponibile (i vincenti non potranno essere a colloquio prima della settimana antecedente al Super Bowl).
Nel frattempo, non fatevi ingannare dalle facili narrative che generano click e visite ma date retta a uno che non ha niente da vendervi: i nomi già noti hanno dei difetti ma hanno tutti anche il loro perché ed i loro meriti.
Guardiamo a questi e non a quelli di chi non è più disponibile.
One thought on “Arthur Smith ad Atlanta, con quello che ne consegue.”