
Upudate dell 23.27: secondo Justin Rogers di Detroit news, che è molto ben piantato, la ricostruzione di Rapoport proposta sotto non è accurata. La richiesta di Stafford per una trade non era condizionata ad un’eventuale ritorno di Bevell (anche se nessuno mi leva dal capo che un ritorno del suo coordinatore non avrebbe di certo diminuito le possibilità che Stafford tornasse, anzi. Ma resta una mia sensazione.)
Sarò onesto, un po’ l’idea mi aveva sfiorato e la foto dovrebbe far intuire il perché.
Secondo Ian Rapoport, Matthew Stafford sarebbe stato disposto a fermarsi a Detroit qualora i Lions avessero confermato Darrell Bevell sulla panchina dei Lions ma bisogna notare che si tratta di una sua opinione, per quanto informata.
Questo spiegherebbe perché i Lions e Stafford avessero deciso di congelare ulteriori decisioni sulla sua sorte dopo che fossero stati scelti GM e HC visto che la decisione condizionava immensamente il futuro del QB e spiega anche perché Bevell è stato considerato fino all’ultimo in gioco dagli insider.
Del resto, la presenza di Stafford è stata probabilmente l’unica cosa che si è frapposta tra i Lions ed il loro roster rovinato dai Boston Boys ed una scelta tra le prime 3 assolute e ogni dirigente e coach lo sa benissimo.
E, sempre del resto, alcuni dei soliti informati (credo anche su Detroit Lions podcast) avevano affermato che il rapporto con Bevell era il migliore che Stafford avesse avuto tra tutti i coach e che Stafford amasse il suo modo di lavorare e di porsi. Il buon lavoro svolto in una situazione di crisi e una
Il gruppo dirigente dei Lions si è quindi trovato con una decisione importante da prendere ed ha preferito fidarsi del processo che aveva messo in piedi senza farsi condizionare troppo e, come già dichiarato, informando i candidati che, al 99%, Stafford se ne sarebbe andato appena loro avessero messo piede ad Allen Park (il che, sia detto per inciso, probabilmente ha anche inciso sulle scelte di alcuni candidati.)
Niente risentimenti, nemmeno così. Stafford aveva tutto il diritto di chiedere di essere ceduto e ce l’ha pure oggi. Il fatto che avesse una preferenza per l’HC è del tutto lecito, è una condizione per restare come potrebbe essere l’aver richiesto un aumento di contratto. Inoltre, un rebuild con un altro coach avrebbe significato per Stafford un probabile destino da fermaposto di lusso in attesa di essere sbolognato nel 2022 e panchinato nel 2021 per un giovane amico del giaguaro.
Dall’altra parte, la dirigenza ha il diritto di fare quello che crede meglio per il futuro della squadra, anche al prezzo di perdere un giocatore così importante e rispettato .
Onestamente, non so se la decisione mi sembrerà corretta tra alcuni anni, anche perché non sappiamo quale sarebbe stato la staff di Bevell, soprattutto per la difesa e perché tutto resterà nel campo delle ipotesi.
Quello che so è che lo staff che sta prendendo forma con Dan Campbell sembra molto migliore non solo dei giovani amici di Matita nel 2018 (il che sarebbe anche il minimo) ma pure di altri che vedo in giro e questo senza l’attrattiva di un QB di franchigia a cercarla con il lanterino.
Ogni tanto bisogna attenersi al proprio piano, anche se questo vuol dire correre un rischio più grande del voluto.
Ora, l’incognita diventa come dice anche Rapoport il futuro di Stafford e la sua prossima fermata.
Questa settimana, con il Senior Bowl in svolgimento a Mobile e ancora più cruciale del normale, dovremmo iniziare a sentire qualcosa.
Non ci si annoia mai.