
Come già scritto al momento dell’annuncio, Mark Brunell ha avuto una carriera lunga e variegata in NFL ed il nuovo QB coach dei Lions crede che questo lo aiuterà nel suo nuovo ruolo.
Parlando con il sito della squadra, Brunell ha spiegato che le sue esperienze possono aiutarlo a relazionarsi con Jared Goff (o “chiunque sarà il titolare”, pena il tampering) ma anche con i rookie.
“I’ve been traded, I’ve been cut, I’ve been benched, I’ve been booed, I’ve been told, ‘You’re just not what we want,’ I’ve been kicked to the curb. I’ve gone through just about anything an NFL quarterback can go through. So sure, I can identify with Jared Goff, or whoever is our starter, but I can also identify with the kid who’s just new to the building, who’s young and nobody really expects to even make a team. I’ve been that guy, too.”
Sono stato scambiato, sono stato tagliato, sono stato panchinato, sono stato fischiato, mi è stato detto “semplicemente non sei quello che voglia”, sono stato sbattuto sul marciapiede. Ho passato praticamente tutto quello che un quarterback NFL può passare. Quindi, certo, posso identificarmi con Jared Goff, o con chiunque sia il nostro titolare, ma posso identificarmi con il ragazzo che è nuovo nel palazzo, che è giovane e che nessuno si aspetta che arrivi in rosa. Sono stato anche quel tizio.
What I hope resonates with the quarterbacks I get to coach is the fact that I’ve been in their shoes. I was a late-round draft pick, a backup for really half my career. I’ve been in a supporting role. I was a starter for a long time, been to the Pro Bowl, on a Super Bowl team, led the league in passing, so I had some really cool moments. I was the guy in Jacksonville for a long time
Quello che spero risuoni con i quarterback che dovrò allenare è il fatto che sono stato nei loro panni. Ero un pick ai giri bassi, un backup per metà della mia carriera. Sono stato in un ruolo di supporto. Sono stato titolare per un sacco di tempo, sono stato al Pro Bowl, in un team da Super Bowl, ho guidato la lega come passatore, così ho avuto un sacco di bei momenti. Sono stato l’Uomo Giusto a Jacksonville per lungo tempo.
E sicuramente Brunell non ha torto sull’aver avuto una carriera decisamente eclettica: scelto al draft dai Packers al 5° giro è stato a farsi le ossa dietro a Brett Favre per due anni, prima di essere ceduto ai neonati Jaguars per un terzo ed un quinto nel 1995. Pur nell’ambiente difficile di un expansion team, Brunell dimostrò subito di esser fatto di pasta buona, guidando la squadra del 1996 alla finale di AFC e venendo selezionato per il Pro Bowl nel 1996, 1997 e 1999.
Nel 2004, i Jaguars decisero di guardare in un’altra direzione (quella dell’attuale OD dei Bucs Byron Leftwich) e Brunell si accasò tre stagioni ad Washington, prima di iniziare la vita del backup journeyman per i Saints (con i quali ha vinto il Super Bowl 2009) ed i Jets con cui ha concluso la carriera.
Praticamente, possiamo confermare che ne ha viste tutte e sembra la persona in grado di connettersi con un quarterback, quale che sia il background, il che potrebbe essere molto utile con Jared Goff che si troverà in un ambiente totalmente diverso da quelli che ha già conosciuto, non solo dal punto di vista climatico (che pure è un aspetto che non va sottovalutato).
Certo, Jared Goff ha già vissuto una stagione per nulla perfetta nel 2016 quando i Rams di Jeff Fisher lo tennero in panchina fino all’esonero di questi e anche quando scese in campo non andò poi benissimo, visto che arrivava da un sistema molto diverso da quello che i Rams avevano e nessuno si era preoccupato troppo di facilitarne l’adattamento.
Poi dal 2017 arrivò a LA Sean McVay ed è storia nota, anche se andrebbe approfondita.
Ora, Goff si troverà ad arrivare in una squadra in ricostruzione per prendere il posto di un QB quasi venerato nello spogliatoio con delle prospettive decisamente più grame di un Super Bowl or bust. Adattarsi non sarà semplice e l’apporto di Brunell sarà fondamentale per lui.
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