
Ci siamo.
È stata lunga ma, subito dopo la scadenza per i tag, la NFL ha finalizzato anche il cap della stagione 2021, fissandolo a 182,5 milioni di dollari.
Si tratta di un drastico calo di 17,5 milioni di dollari rispetto ai 198,2 milioni dello scorso anno. A questa cifra, bisogna aggiungere la quantità di spazio (leggasi: soldi disponibili) riportata dallo scorso anno: per i Lions si tratta di circa 13 milioni e, ad un primo calcolo, sono appena sopra la linea di galleggiamento. E questo, in attesa di dover sistemare i 26 milioni che saranno richiesti dall’arrivo di Jared Goff il 17 Marzo prossimo venturo.
È quindi prevedibile che l’ondata dei tagli non sia finita, anzi sia appena cominciata: diversi giocatori restano pencolanti su entrambi i lati della palla. Non che sia una cosa rara, anzi: con molte squadre messe decisamente peggio dei Lions, è già iniziato un repulisti generalizzato praticamente impossibile da seguire via twitter.
Del resto, gli scorsi anni si era operato secondo l’assunto che il cap avrebbe continuato a crescere indefinitamente ma la pandemia ha decisamente cambiato la situazione, almeno per il 2021. Per il 2022, si prevede che il trend riprenderà a correre sulle ali dei futuri contratti per la trasmissione televisiva (già in dirittura d’arrivo e vociferati con aumenti importanti).
Quest’anno, però, i giocatori, più che le squadre, dovranno fare i conti con questa situazione: si prevede un taglio forsennato dei veterani e molti giocatori saranno costretti ad accettare tagli contrattuali pur di evitare la disoccupazione. I Free agent non di fascia elite dovranno probabilmente scegliere tra contratti più brevi per rimettersi in gioco presto o stipendi ridotti. Per la classe bassa, si sprecheranno i salari al minimo.
Le squadre non si faranno scrupoli di approfittare della situazione per massimizzare le proprie possibilità. Ma, del resto, è quello che fanno sempre.