Kenny Golladay va ai Giants

C’è voluto un po’ più tempo del previsto ma, alla fine, Kenny Golladay si è accasato ai Giants, una destinazione che pareva probabile già prima dell’inizio della free agency.

Malgrado un mercato praticamente morto per i ricevitori, il buon KennyG19 è riuscito a raggiungere il suo obbiettivo di mercato firmando un quadriennale per il valore di 72 milioni di dollari (76 con incentivi), di cui 40 sono garantiti.

I Giants, secondo le voci, avevano offerto a Golladay la scelta tra il contratto pluriennale ed un annuale (per rimettersi in gioco nel 2022 con il cap più alto) ma il ricevitore ha scelto la prima opzione.

La strada non è stata del tutto, lo staff dei Giants aveva delle riserve sul suo conto e la visita si è protratta per quasi 24 ore con le due parti che si sono trovate sempre più in sintonia; quali che fossero le riserve non è dato saperlo, si può ipotizzare che la compatibilità di Golladay in un’altra organizzazione con forte impronta Patriots non fosse data per scontata e/o che ci fossero perplessità sulla situazione fisica dopo le tante partite saltate nel 2020. O forse volevano sapere cosa ne pensa della cucina di New York.

A questo stadio e dall’esterno, non possiamo saperlo (e, in fondo, ci possiamo dormire sopra).

La scelta di Golladay lascia a bocca asciutta, ancora una volta, i Chicago Bears che avevano fatto un proposta competitiva per affiancare KennyG ad Allen Robinson, già trattenuto sotto il franchise tag.

Fortunatamente per i nostri fegati, Golladay ha preferito il fascino della grande Mela e non lo dovremo trovarcelo contro due volte l’anno.

Per finire, un simile contratto praticamente garantisce che i Lions avranno un compensatory pick nel 2022 al terzo giro, a meno di impazzimenti improvvisi di Holmes il che potrebbe portare il totale di scelte del prossimo anno fino a tredici.

Sicuramente un buon bottino.

La situazione del roster quest’anno è stata sconvolta da un’onda sismica che lo ha reso praticamente irriconoscibile, ma questo è quello che capita nei rebuild.

Superiamo la tempesta e cerchiamo il sereno.

Per ora, buona fortuna a Kenny in quel di New York; Daniel Jones non è Matthew Stafford ma ha anche lui una certa propensione per il lancio pericoloso che gli farà apprezzare l’apertura di braccia e la decisione in ricezione del nostro ex-beniamino.

(Noi c’abbiamo Breshad Perriman. Speriamo bene).

In più complimenti per aver battuto il mercato: è il primo ricevitore tra i big a firmare ed ha ottenuto un ottimo ritorno economico, chiudendo la bocca a tutti quelli che continuavano a dire che aveva sbagliato a non prendere i soldi di Bob Quinn lo scorso anno e che avrebbe sicuramente preso meno.

Per i buoni giocatori, pare che scommettere su se stessi sia una strategia che paga più spesso che no.


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